Breaking
Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria • Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico • Elezioni in Israele: Netanyahu non vince, Eisenkot non sfonda e l’Iran resta una minaccia • 6,3 miliardi in venti minuti: l’ombra di Pyongyang sul colpo a Binance • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” • Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria • Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico • Elezioni in Israele: Netanyahu non vince, Eisenkot non sfonda e l’Iran resta una minaccia • 6,3 miliardi in venti minuti: l’ombra di Pyongyang sul colpo a Binance • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” •
Mondo militare

F-35: alternative?

Andrea Cucco Andrea Cucco · · 5 min di lettura

L’F-35 Lightning II rappresenta il caccia di quinta generazione di riferimento per le forze aeree occidentali. Progettato con un’architettura stealth avanzata (disponibile appieno per gli alleati fidati), capacità di fusione dati senza precedenti e versatilità in tre varianti, ha ridefinito le operazioni aeree moderne.

Come ogni programma ambizioso, lo sviluppo dell’F-35 – cominciato quasi 30 anni fa – ha affrontato sfide significative. Ritardi nella progettazione, problemi software e costi lievitati hanno portato a critiche fin dalla fase iniziale. Tuttavia, grazie a continui aggiornamenti e iterazioni, molte delle difficoltà iniziali sono state risolte. Il Block 4, ad esempio, porta miglioramenti nelle capacità di guerra elettronica, armamento e sensori. La manutenzione è stata ottimizzata con il nuovo sistema ODIN (Operational Data Integrated Network), che sostituisce l’inizialmente problematico ALIS (Autonomic Logistics Information System).

Per quanto possa risultare insolito (ai nostri occhi), la trasparenza dimostrata dagli Stati Uniti nel rivelare problemi e capacità del velivolo non rappresenta una debolezza, ma un punto di forza. A differenza di altre nazioni, la metodologia statunitense consente il continuo miglioramento dei propri sistemi d’arma e garantisce agli utilizzatori un prodotto costantemente aggiornato e performante. Il tutto con la volontà di mantenere informati i contribuenti in modo democratico.

Non è la prima volta nella storia che un caccia rivoluzionario affronta difficoltà iniziali per poi diventare un pilastro dell’aviazione. Il McDonnell Douglas F-4 Phantom II, inizialmente criticato per le sue dimensioni e l’assenza di un cannone interno, divenne uno dei caccia multiruolo più affidabili e longevi della Guerra Fredda. L’F-14 Tomcat, costoso e complesso, divenne il simbolo della superiorità aerea della U.S. Navy. Persino l’F-16 Fighting Falcon, oggi considerato uno dei migliori caccia di quarta generazione, ebbe problemi iniziali con l’elettronica fly-by-wire. Tutti questi velivoli hanno saputo dimostrare il loro valore sul campo, trasformando le critiche iniziali in successi operativi.

Se si guarda al panorama globale, le alternative all’F-35 sono scarse e discutibili. La Cina ha sviluppato Chengdu il J-20, ma con evidenti limiti in termini di motorizzazione e capacità di sensor fusion. La Russia ha il Sukhoi Su-57, prodotto in quantità limitate e con prestazioni stealth inferiori.

I caccia europei di quarta generazione avanzata, come il Rafale e l’Eurofighter Typhoon, per quanto eccellenti velivoli, non possono competere con le capacità di quinta generazione dell’F-35. Il programma NGAD (Next Generation Air Dominance) statunitense, il Tempest o l’FCAS europeo restano futuristici, con tempi di sviluppo e incertezze che li rendono inutili nel breve/medio periodo.

Ci attacchiamo al “kill switch”?

Uno dei punti critici sollevati da vari detrattori (capeggiati da chi l’F-35 non lo ha in linea o, peggio, ce l’ha di fronte!) riguarda il presunto rischio di un “spegnimento” da remoto del velivolo, ovvero la possibilità che gli Stati Uniti possano disattivare gli F-35 esportati in caso di divergenze politiche o militari. Tuttavia, questa ipotesi appare più una teoria speculativa che un rischio concreto: l’architettura software del caccia è protetta, ma i paesi operatori hanno autonomia gestionale sulle missioni e sull’impiego operativo (v. Israele).

E in ogni caso, crediamo davvero che degli affaristi come gli statunitensi si suiciderebbero industrialmente e politicamente con un’azione tanto stupida? Sarebbe la loro fine (industriale e politica). Un’eventualità possibile forse solo per chi si racconta che dopo la guerra in Ucraina, vada come vada, tutto tornerà come prima?

Parliamo piuttosto di numeri: ad oggi, sono stati prodotti oltre 1.100 esemplari di F-35, con un’accelerazione nei ritmi di produzione per soddisfare la crescente domanda globale. Il velivolo, che ha da poche settimane superato ben 1 milione di ore di volo, è stato scelto da circa 20 paesi, un numero destinato ad aumentare con ulteriori ordini e nuove adesioni al programma.

Il confronto con altri velivoli di quinta generazione è impietoso: il Su-57 è fermo a poche decine di esemplari operativi, il J-20 ha numeri più alti ma senza la medesima interoperabilità e rete logistica dell’F-35.

Il Lightning II ha dimostrato di essere una soluzione chiavi in mano per molte forze aeree alleate, integrandosi perfettamente con i sistemi NATO e assicurando un vantaggio tecnologico per almeno due decenni.

Concludendo, il dibattito sull’F-35 non può prescindere dalla realtà operativa: la quarta generazione (anche nelle sue varianti avanzate) è superata e la sesta generazione è ancora lontana dall’essere disponibile e con molte incognite. L’F-35, pur avendo superato numerose sfide e nonostante gli attacchi mediatici in corso, resta imprescindibile per chi, come l’Europa, desidera almeno mantenere il controllo dei propri cieli.

Comprendiamo che trovarsi a dover fronteggiare il miglior caccia di quinta generazione in linea sia un problema per “qualcuno”, ma i risultati operativi in aria o “per aria”, potrebbero fornire presto al pubblico mondiale ritrattazioni doverose alle attuali minacce e disinformazione.

Qualcun altro rimpiangerà presto le scelte fatte o meglio… “non fatte”?

Immagini: U.S. Air Force

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione