Breaking
M-346N di Leonardo verso la U.S. Navy: si ritira anche l’ultimo grande concorrente β€’ Ultimo 4 novembre? β€’ Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria β€’ Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico β€’ Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unitΓ  navale USA: nessuna conferma da Washington β€’ Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? β€’ L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex β€’ Vigilanza privata, Cecconi (AISS): Β«Chi viola le regole tradisce un intero settoreΒ» β€’ Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati β€’ 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria β€’ Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? β€’ KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma β€’ Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI β€’ Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti β€œFolgore” β€’ M-346N di Leonardo verso la U.S. Navy: si ritira anche l’ultimo grande concorrente β€’ Ultimo 4 novembre? β€’ Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria β€’ Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico β€’ Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unitΓ  navale USA: nessuna conferma da Washington β€’ Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? β€’ L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex β€’ Vigilanza privata, Cecconi (AISS): Β«Chi viola le regole tradisce un intero settoreΒ» β€’ Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati β€’ 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria β€’ Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? β€’ KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma β€’ Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI β€’ Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti β€œFolgore” β€’
Brevi estero

Balcani in bilico: Kosovo-Serbia tra crisi politica e tensioni, la NATO vigila

Guglielmo Maria Barbetta Guglielmo Maria Barbetta Β· Β· 4 min di lettura

Le tensioni tra Kosovo e Serbia continuano a rappresentare una delle principali sfide nei Balcani. Le elezioni che si sono tenute in Kosovo il 9 febbraio 2025 hanno ulteriormente riportato l’attenzione sulla fragilitΓ  del dialogo tra Pristina e Belgrado, evidenziando le profonde divisioni politiche e sociali che rendono difficile un accordo duraturo.

Dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo nel 2008, la Serbia ha continuato a non riconoscere l’ex provincia come Stato sovrano, mantenendo un’influenza significativa sulla popolazione serba residente nel nord del Kosovo. Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nel 2023 con una serie di scontri tra gruppi serbi e le forze kosovare, culminati in episodi di violenza, come l’attacco di settembre nel nord del Kosovo che ha provocato la morte di un poliziotto kosovaro e di tre serbi. L’episodio ha segnato il peggior aumento di tensione tra le due comunitΓ  degli ultimi anni e ha spinto la NATO a rafforzare la presenza della missione KFOR.

Le elezioni parlamentari del 9 febbraio 2025 in Kosovo hanno visto un calo del consenso per VetΓ«vendosje (VV), il partito del primo ministro Albin Kurti, che ha ottenuto il 40,9% dei voti, senza riuscire a raggiungere la maggioranza assoluta. Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) ha ottenuto il 22,11% dei voti e 25 seggi, seguito dalla Lega Democratica del Kosovo (LDK). Tuttavia, il vero punto di tensione rimane il boicottaggio delle istituzioni kosovare da parte della Lista Srpska, il principale partito serbo in Kosovo. L’affluenza alle urne Γ¨ stata del 35% su base nazionale, con percentuali ancora piΓΉ basse nei comuni a maggioranza serba, dove la partecipazione Γ¨ stata di circa il 3%. Questa situazione evidenzia una profonda crisi politica e sociale, aggravata dall’assenza di un accordo di normalizzazione tra Kosovo e Serbia. L’Associazione delle municipalitΓ  serbe, un organo promesso dall’Accordo di Bruxelles del 2013, continua a rappresentare un nodo irrisolto, con Pristina che la considera un rischio per la sovranitΓ  del Kosovo e Belgrado che la ritiene una garanzia necessaria per la tutela dei diritti della minoranza serba.

L’11 marzo 2025, il giΓ  primo ministro olandese e attuale segretario generale della NATO, Mark Rutte, si Γ¨ recato in Kosovo per incontrare il premier Kurti e le autoritΓ  locali, sollecitando un’accelerazione del dialogo con la Serbia. Rutte ha ribadito il ruolo della NATO nel garantire la sicurezza della regione e ha sottolineato l’importanza di un accordo per la normalizzazione dei rapporti tra i due Stati, affermando che tale processo “porta maggiore stabilitΓ , piΓΉ opportunitΓ  di investimento e sicurezza duratura in tutta la regione, a beneficio di tutti”.

Attualmente, circa 4.500 militari della NATO sono schierati in Kosovo come parte della missione KFOR, con il compito di mantenere la stabilitΓ  e garantire la sicurezza delle comunitΓ  locali. Il governo kosovaro ha piΓΉ volte ribadito la necessitΓ  di maggiori garanzie internazionali per proteggere il paese da possibili aggressioni serbe, mentre Belgrado ha chiesto una maggiore autonomia per la minoranza serba del Kosovo.

L’Unione Europea ha mediato il dialogo di Bruxelles tra Serbia e Kosovo dal 2013, con l’obiettivo di favorire la normalizzazione dei rapporti. Tuttavia, i progressi sono stati limitati, nonostante l’Accordo di Ohrid del 2023. La sua mancata implementazione ha alimentato ulteriore tensione e incertezza nella regione.

La Serbia, che aspira all’adesione all’UE, Γ¨ ancora legata alla Russia e alla Cina, rendendo il percorso di integrazione europea di entrambi i paesi ancora piΓΉ complesso.

Senza un impegno politico concreto da entrambe le parti e senza un maggiore coinvolgimento dell’UE e della NATO, il rischio di nuove crisi tra Kosovo e Serbia rimane elevato. Il futuro della regione dipenderΓ  dalla volontΓ  delle parti di rispettare gli accordi esistenti e dalla capacitΓ  della comunitΓ  internazionale di mantenere la stabilitΓ  e prevenire un’escalation delle tensioni.

Foto: NATO

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online Γ¨ libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione