L’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi è il nuovo presidente nazionale della Lega Navale Italiana. L’incarico decorre dal 25 ottobre 2026 e apre un triennio di continuità nei valori e innovazione nelle attività. Già capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016, De Giorgi succede all’ammiraglio Donato Marzano, alla guida di un’associazione oggi più numerosa, giovane e inclusiva.
La nomina, deliberata dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha ottenuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari. Il ministro ha rivolto al nuovo presidente le proprie congratulazioni, ringraziando il predecessore per il lavoro svolto.
Una storia che appartiene all’Italia
Fondata a La Spezia il 2 giugno 1897, la Lega Navale Italiana nacque dall’intuizione di Augusto Vittorio Vecchi, scrittore e giornalista conosciuto come Jack La Bolina: coltivare negli italiani una coscienza marinara, portando il mare al centro della cultura nazionale. Un obiettivo tutt’altro che scontato in un Paese che non sempre riconosce al mare il suo valore strategico, economico e civile.
Riconosciuta ente morale nel 1907, oggi la Lega Navale è un ente pubblico non economico a base associativa, senza fini di lucro, sottoposto alla vigilanza dei ministeri della Difesa e delle Infrastrutture e dei Trasporti. La sua missione va ben oltre la nautica da diporto, avvicina i giovani alla navigazione e agli sport acquatici, promuove la sicurezza, tutela il patrimonio ambientale del mare e delle acque interne, sostiene la formazione e l’accesso alle attività nautiche anche per le persone con disabilità.
È soprattutto una comunità di soci e volontari. Le sue sezioni e delegazioni trasformano una passione in educazione, partecipazione e servizio. Progetti come “Mare di Legalità”, che impiega imbarcazioni confiscate alla criminalità organizzata, e “Tutti a bordo”, dedicato all’inclusione, dimostrano quanto il mare possa essere anche uno strumento di cittadinanza.
Un testimone raccolto su basi solide
Nell’assemblea dei soci svoltasi a Roma il 23 e 24 ottobre, Marzano ha presentato il primo Rapporto LNI 2025. Secondo l’ANSA, tra il 2020 e il 2025 gli iscritti sono passati da 44.524 a 63.925, con una crescita del 44%. Le donne associate sono aumentate del 73% e i soci sotto i 25 anni sono più che raddoppiati. Un’eredità importante per la nuova presidenza.
De Giorgi arriva a questo incarico con un’esperienza che unisce comando, diplomazia e visione strategica. Pilota navale, comandante di unità e della squadra navale, ha diretto nel 2006 l’operazione Leonte in Libano, contribuendo al superamento del blocco navale israeliano e all’avvio della componente marittima della missione delle Nazioni Unite. Proprio su quella pagina di storia, vent’anni dopo, è tornato a confrontarsi con i lettori e gli spettatori di Difesa Online.
Da capo di stato maggiore della Marina ha inoltre vissuto stagioni impegnative, dall’operazione umanitaria Mare Nostrum alla ricerca e al soccorso dei naufraghi del Norman Atlantic, nel segno di una concezione delle capacità navali utili tanto alla difesa quanto alla tutela delle vite umane.
La sfida
Il programma annunciato dal nuovo presidente per il 2026–2029 mette al centro le sezioni territoriali, la collaborazione con scuole e università, l’accessibilità, la sicurezza della navigazione e la tutela ambientale. Ma guarda anche alle trasformazioni che stanno cambiando il mare: intelligenza artificiale, sicurezza cibernetica, sistemi autonomi e dimensione subacquea.
Non si tratta di trasformare la Lega Navale in un’organizzazione militare o tecnologica. La sfida, piuttosto, è fare in modo che le competenze marinaresche tradizionali dialoghino con le nuove realtà, perché chi va per mare sappia riconoscerne opportunità e rischi. E perché i giovani comprendano che la marittimità non è soltanto sport e tempo libero, ma un universo di mestieri, ricerca, infrastrutture, commercio e responsabilità nazionale.
Per un’Italia la cui storia, economia e sicurezza sono profondamente legate al Mediterraneo, diffondere la cultura del mare significa contribuire alla consapevolezza del Paese. La Lega Navale lo fa da quasi centotrent’anni, ma oggi questa missione richiede anche la capacità di comunicare, coinvolgere e rendere comprensibile a tutti l’importanza della dimensione marittima. Il nuovo presidente è un eccellente comunicatore, capace di affrontare questioni complesse con chiarezza, passione e un linguaggio diretto, senza rinunciare alla profondità dell’analisi. Una dote preziosa per un’associazione che deve parlare non soltanto a chi il mare già lo conosce e lo ama, ma soprattutto a chi deve ancora scoprirne il valore.
Se la sfida è portare ancor più il mare nella coscienza degli italiani, difficilmente si sarebbe potuto scegliere un interprete migliore.

