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Esercitazione “Chameleon ‘26”

L’Acqui prosegue l’addestramento per il posto comando divisionale e i tre posti comando di brigata

Stato maggiore dell'Esercito italiano Stato Maggiore Esercito · · 2 min di lettura
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Si è conclusa nelle aree addestrative del comprensorio militare di Persano l’esercitazione “Chameleon ‘26”, ulteriore tassello della serie esercitativa che vede la divisione Acqui addestrarsi nello schieramento e nella manovra del posto comando divisionale, con il supporto del dipendente 57° reparto comando e supporti tattici “Abruzzi” e degli assetti specialistici per le comunicazioni del 232° reggimento trasmissioni.

Nel solco delle esperienze maturate nelle precedenti esercitazioni “Kangaroo”, “Rock Goat” e “Chameleon 25” e sfruttando lo scenario della recente “Orion 26”, la divisione si è schierata con il proprio posto comando principale e avanzato addestrandosi in maniera integrata con le brigate dipendenti.

La “Chameleon 26”, infatti, ha visto il coinvolgimento delle brigate “Pinerolo”, “Aosta” e “Granatieri di Sardegna” che hanno espresso delle cellule di risposta schierate rispettivamente a Messina e a Roma, consentendo di perseguire molteplici obiettivi addestrativi. A Torre di Nebbia, gli assetti del reggimento logistico “Pinerolo” hanno esercitato la loro capacità di supportare i reparti di manovra della brigata, con un focus sulla condotta di operazioni logistiche di 1ª e 2ª linea effettuate in condizioni di scarsa visibilità. A Torre Veneri, una fase di addestramento ha visto protagonisti i “Cavalleggeri di Lodi” (15°), con le unità esploranti a livello complesso minore che hanno affinato le procedure operative impiegando le blindo “Centauro II” in attività a fuoco diurne e notturne.

Inoltre, sono stati effettuati nell’ambito del più ampio concetto di protezione del posto comando dei test per verificare i punti di forza e le vulnerabilità di alcuni materiali, attraverso l’utilizzo di sistemi di inganno con falsi bersagli (“Dummy”) e l’implementazione di moderne reti radio atte ad aumentare la mobilità degli assetti e incrementare la dispersione fra le piattaforme del posto comando. 

Nella fase finale dell’esercitazione, il generale di corpo d’armata Francesco Bruno, vice comandante delle Forze da Combattimento, insieme ad altri rappresentanti dello SME, ha fatto visita al posto comando dell’Acqui e ha espresso al comandante della divisione “Acqui”, generale di divisione Massimiliano Belladonna, grande soddisfazione per l’attività condotta, evidenziando il suo plauso per aver federato le esercitazioni “Chameleon 26” e “Stupor Mundi” in un’ottica di integrazione dei sistemi di comando e controllo e di profonda coesione tra l’Acqui e le brigate dipendenti. 

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