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Analisi
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Starshield, Anthropic e Palantir nella guerra contro gli Ayatollah: verso un conflitto tecno-spaziale?

Valentina Chabert Valentina Chabert · · 6 min di lettura
MBDA Stratus

Sono bastate meno di ventiquattr’ore alla coalizione israelo-statunitense per assestare un colpo non indifferente alle capacità militari iraniane, eliminando i vertici della difesa di Teheran e, non meno importante, la sua guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei.

A seguito del fallimento dei negoziati sulla questione del nucleare iraniano in Oman e di un ultimatum di 10 giorni imposto dal presidente USA Donald Trump alla controparte, l’operazione Epic Fury sembra già presentare notevoli profili di innovazione rispetto ad analoghi interventi degli USA in Medioriente, in modo particolare per via dell’ibridazione della guerra con strumenti ed infrastrutture generalmente ad uso civile ma con ripercussioni fondamentali anche per la difesa. Non si tratta solamente di un’operazione che sfrutta tecnologie dual-use al fine di ottenere un vantaggio militare sull’avversario, bensì del risultato di una vera e propria transizione in termini di strumenti impiegati per tutelare il proprio interesse nazionale che impone una riflessione sulla traiettoria che seguiranno i conflitti del presente e, ancora di più, del futuro.

La decimazione dei vertici politico-militari in Iran non è stata infatti un caso o ad ogni modo solo una questione di superiorità militare di Israele e Stati Uniti. Il successo deve attribuirsi ad una combinazione di intelligence di altissimo livello e integrazione di capacità tecnologico-spaziali negli affari militari. A questo proposito, come già avvenuto per la cattura di Maduro nel mese di gennaio, ad aver fornito un vantaggio agli USA è stato l’impiego del modello AI di Anthropic1 integrato nel Maven Smart System sviluppato in collaborazione con Palantir Technologies, una delle società californiane di data mining fondata da Peter Thiel e guidata da Alex Karp. Non sono un mistero i controversi legami di Palantir con i servizi segreti e l’apparato difensivo di Washington, così come il contribuito dell’azienda alla lotta contro Hamas dal 7 ottobre 20232.

Allo stesso modo, il presidente Trump aveva inserito Anthropic nella lista nera dopo un progressivo deterioramento dei rapporti con l’azienda, che alla luce dei propri termini e condizioni di servizio ha ribadito la necessità per l’esercito americano di astenersi dall’uso del suo modello per via di rischi in materia di uso dell’IA a scopi di sorveglianza di massa e nell’ambito delle cosiddette Lethal Autonomous Weapons Systems (LAWS), armi autonome che impiegano l’IA senza il controllo umano e che sollevano notevoli dubbi in materia di compatibilità con il diritto internazionale dei conflitti armati3.

Nonostante il conflitto tra Pentagono e vertici aziendali, sono molteplici le ricostruzioni della stampa circa l’impiego di questi modelli di IA durante l’attacco all’Iran degli Ayatollah4. Intelligence, valutazione e identificazione degli obiettivi sarebbero i principali ambiti di applicazione, accanto ad un uso massiccio di dati e immagini satellitari raccolti grazie all’azienda di Elon Musk – Space X – e soprattutto attraverso Starshield, fondamentale per garantire un flusso costante di dati operativi.

Di fatto, la costellazione militare nell’orbita bassa della Terra appaltata a Musk dal Pentagono per offrire nuove capacità spaziali militari agli Stati Uniti è in grado di resistere a continui e pesanti tentativi di jamming e spoofing, particolari tipi di attacchi cibernetici volti a fornire segnali GPS errati o addirittura a mettere fuori uso i satelliti da parte di avversarsi.5 Tanto che la costellazione di Musk non è stata per nulla danneggiata nonostante i tentativi della Guardia Rivoluzionaria iraniana di schierare sistemi di disturbo per interrompere le comunicazioni in prima linea, garantendo al contrario una trasmissione continua di dati fondamentali per il proseguo dell’operazione militare.

Accanto ai ben noti discorsi sulla guerra ibrida, il coinvolgimento di sistemi di intelligenza artificiale e l’impiego delle orbite spaziali come veri e propri domini operativi a supporto delle operazioni belliche sul terreno si riconferma una tendenza avviata a partire dalla Prima Guerra del Golfo per quanto riguarda lo spazio extra-atmosferico da un lato, e dall’invasione dell’Ucraina in materia di IA.

In quest’ottica, la Prima guerra del Golfo tra il 1990 e il 1991 viene considerata il primo conflitto satellitare della storia, uno spartiacque in grado di alterare la struttura della guerra grazie al coinvolgimento della dimensione spaziale. Nel corso dell’operazione Desert Storm in Iraq, a cambiare il corso degli eventi fu l’introduzione delle armi di precisione o precision-guided munitions, che richiesero inevitabilmente un drammatico cambio nei calcoli bellici. La questione divenne dunque un problema di intelligence, che necessitava tanto di una combinazione di agenti in loco, quanto di sorveglianza aerea e tecnologica per il tracciamento delle comunicazioni telefoniche: l’intelligence tradizionale non era più sufficiente per fornire i dati necessari alla missilistica di precisione. Di qui il salto nello spazio, diventato indispensabile per il reperimento di un nuovo tipo di informazioni essenziali ad ogni guerra.6

Alla necessità di ricorrere ad informazioni ad altitudini extra-atmosferiche non si sono sottratti conflitti più̀ recenti come quello nel teatro ucraino e, da ultimo, le attuali operazioni belliche in Iran, così come non potranno sottrarvisi nemmeno eventuali guerre future che stanno maturando più o meno lentamente nei nuovi centri di gravità della geopolitica.

Se IA e satelliti sono pronti a divenire i nuovi strumenti di superiorità militare contro gli avversari revisionisti, l’intelligence e la ricognizione dovranno allo stesso modo iniziare a fare i conti con i sempre più pressanti imperativi di sicurezza privata, pena l’ingresso a gamba tesa in una nuova era di sorveglianza di massa ben nota agli appassionati di narrativa distopica. Un rischio che una società democratica non può permettersi di correre, pena lo sgretolarsi dei valori e delle garanzie che si tentano di proteggere con operazioni all’estero.

1 Google employees call for military limits on AI amid Iran strikes, Anthropic fallout, CNBC, 3 marzo 2026.

2 Network funded by pro-CCP tech tycoon targets Palantir amid anti-US protests that support the regime in Iran, Fox News, 2 marzo 2026.

3 US military reportedly used Claude in Iran strikes despite Trump’s ban, The Guardian, 1 marzo 2026.

4 U.S. Strikes in Middle East Use Anthropic, Hours After Trump Ban, Wall Street Journal, 28 febbraio 2026.

5 C. Rossi, Come Anthropic, Palantir e Starlink hanno aiutato Usa e Israele ad attaccare l’Iran, Startmag, 2 marzo 2026.

6 Cfr. V. Chabert, Guerre spaziali. Conflitti e competizione per le risorse nell’era delle società private, Ledizioni, 2025.

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