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La “samurai” di Tokyo conquista il Giappone: Takaichi travolge il centro e cambia la rotta strategica del Paese

Gino Lanzara · · 2 min di lettura

Chi pensava che Sanae Takaichi appartenesse all’universo patinato di Arthur Golden o all’accattivante immaginario manga si è sbagliato di grosso; la premier giapponese da oggi entra a far parte a pieno titolo del novero delle onna-bugeisha, le donne guerriere del Sol Levante.

Quello che è apparso come un azzardo, si è risolto in un trionfo elettorale che ha condotto l’LDP ad una maggioranza significativa ed alla polverizzazione dei partiti di centro.

Takaishi ha sfoderato una determinazione all’insegna del principio per cui è di gran lunga meglio vivere di rimorsi piuttosto che di rimpianti. Di fatto si è aperto il portale delle riforme costituzionali con il rafforzamento dell’asse nippo-americano, con un mandato chiaro per il riarmo e per una politica fiscale espansiva.

Le urne non lasciano spazio per interpretazioni di fantasia: i numeri legittimano un risultato che delinea i nuovi equilibri regionali.

Senza gli astensionismi cui siamo abituati, con un’imperante incertezza e con il timore di un carovita incombente, il centrismo è apparso come un tecnicismo privo di identità; il voto odierno limita di fatto anche gli spazi di manovra della sinistra, stretta dalla polarizzazione conservatrice.

La vittoria pone il sigillo su una politica ispirata alle posizioni anticinesi di Washington, con la revisione dell’art. 9 della Costituzione.

Dal punto di vista economico, ci si può attendere una direzione verso una moderata politica keynesiana, senza spese insensate ma con un adeguato supporto fiscale. Di fronte all’instabilità esterna ed alla stagnazione economica, gli elettori giapponesi hanno optato per una leadership che si è proposta come lontana dalle politiche di palazzo e alla ricerca di stabilità ed assertivita’ d’area.

Economicamente la vittoria dell’LDP può evitare situazioni fiscali caotiche riportando stabilità sui bond, a dimostrazione di come in geoeconomia tutto possa dimostrarsi contrario di tutto e di come il pragmatismo rimanga dominante.

Takaichi si sta presentando come la soluzione più moderata tra tutti i partiti che sostengono un deciso aumento della spesa pubblica. Un esecutivo frutto dell’odierna vittoria elettorale sarà lo strumento utile a poter interloquire con Washington da posizioni di maggior forza moderando la spesa pubblica e rassicurando gli investitori.

Borsisticamente, che lunedì ci attende? Molto probabilmente i mercati asiatici saranno caratterizzati da stabilità, a dimostrazione che una maggioranza blindata è meglio di emicicli ostaggi di promesse irrealizzabili.

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