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Storia

26 gennaio 1950: nasce la Repubblica dell’India

redazione redazione · · 3 min di lettura

Il 26 gennaio 1950 l’India diventa formalmente una repubblica. In quella data entra in vigore la nuova Costituzione e si chiude definitivamente la fase di transizione seguita alla fine del dominio coloniale britannico. Non si tratta di un atto improvviso, ma del punto di arrivo di un processo politico, giuridico e simbolico iniziato almeno vent’anni prima (nella sua fase decisiva).

Il primo snodo fondamentale risale al 26 gennaio 1930, quando il Congresso Nazionale Indiano proclamò il Purna Swaraj, la richiesta di indipendenza totale dall’Impero britannico. Fino a quel momento, una parte del movimento nazionalista aveva ipotizzato forme di autogoverno all’interno del Commonwealth. Con il Purna Swaraj, questa ambiguità viene superata: l’obiettivo diventa la sovranità piena.

Negli anni successivi, tra repressioni coloniali, negoziati e mobilitazioni di massa, l’idea di uno Stato indiano indipendente si consolida come fatto politico irreversibile.

Il 15 agosto 1947 l’India ottiene l’indipendenza, ma non diventa ancora una repubblica. Il nuovo Stato nasce come dominion, con il re britannico come capo formale e un governatore generale a rappresentarlo. Sul piano giuridico continua a valere, in forma adattata, il Government of India Act del 1935, una legge di origine coloniale.

Questa fase transitoria risponde a un’esigenza pratica: garantire continuità amministrativa mentre si costruisce un nuovo impianto istituzionale. È in questo contesto che opera l’Assemblea Costituente, incaricata di redigere una Costituzione indiana autonoma.

Dopo quasi tre anni di lavori, la Costituzione viene adottata il 26 novembre 1949, ma l’entrata in vigore viene volutamente fissata al 26 gennaio 1950. La scelta è tutt’altro che tecnica: è un richiamo diretto al 26 gennaio 1930, la data simbolo della rivendicazione di indipendenza completa.

Con questo atto, la nuova Repubblica stabilisce una continuità ideale tra la lotta anticoloniale e l’assetto istituzionale post-indipendenza. La sovranità non deriva più da concessioni imperiali, ma dalla volontà costituente del popolo indiano.

Il 26 gennaio 1950 la Costituzione entra in vigore. L’India cessa di essere un dominion e diventa una repubblica sovrana, con un presidente eletto come capo dello Stato e un sistema parlamentare fondato sul suffragio universale.

La data non celebra l’indipendenza in senso stretto, ma qualcosa di più profondo: la scelta di come governarsi. È il momento in cui l’India definisce se stessa non solo come Paese libero, ma come Repubblica, dotata di regole proprie e di una legittimità costituzionale piena.

Il Republic Day resta, ancora oggi, una delle ricorrenze civili più cariche di significato nella storia contemporanea indiana.

foto: Indian Army

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