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Brevi estero

Musk paragona l’Unione Europea al “Quarto reich”: escalation nella guerra cognitiva contro l’Europa

Claudio Verzola Claudio Verzola · · 3 min di lettura

Il miliardario americano rilancia un’immagine che sovrappone la svastica alla bandiera europea. Un pattern ricorrente di azioni destabilizzanti contro le istituzioni comunitarie

Il proprietario di X (ex Twitter) Elon Musk ha rilanciato sulla propria piattaforma un post dal titolo “The Fourth Reich”, accompagnato da un’immagine che mostra la bandiera dell’Unione Europea sollevata a rivelare sottostante la svastica nazista. Il commento di Musk: “Pretty much” (più o meno così).

Il post originale, pubblicato da un utente della piattaforma, è stato amplificato da Musk ai suoi oltre 230 milioni di follower.

L’episodio segue di poche ore la dichiarazione con cui Musk ha invocato l’abolizione dell’Unione Europea: “The EU should be abolished and sovereignty returned to individual countries, so that governments can better represent their people”, pubblicata in risposta alla multa di 120 milioni di euro comminata dalla Commissione Europea a X per violazione del Digital Services Act.

Un pattern sistematico di interferenza

L’episodio non è isolato ma si inserisce in una campagna strutturata di pressione sulle democrazie europee che presenta le caratteristiche tipiche delle operazioni di dominio cognitivo.

Il governo tedesco ha formalmente accusato Musk di interferenza nelle elezioni federali dopo il suo sostegno esplicito ad Alternative für Deutschland (AfD), partito sotto sorveglianza dell’intelligence interna per sospetto estremismo.

Musk ha definito AfD “l’unica speranza per la Germania” e ha condotto un’intervista in diretta sulla propria piattaforma con la leader Alice Weidel.

Nel Regno Unito, Musk ha sostenuto il populista Nigel Farage, valutando donazioni fino a 100 milioni di sterline al partito Reform UK, ha definito la Gran Bretagna uno “stato di polizia tirannico” e ha alimentato tensioni durante i disordini di Southport, affermando che la “guerra civile” era “inevitabile”.

In Italia, ha pubblicamente elogiato la premier Giorgia Meloni definendola “un genio prezioso”, mentre il governo valutava contratti per le comunicazioni di sicurezza basati su Starlink, parte dell’ecosistema SpaceX.

Il mega-contratto da 1,5 miliardi è sostanzialmente tramontato. L’Italia ha scelto la strada dell’autonomia strategica con Sicral 3 e partecipa al programma europeo Iris. A Starlink resta solo la possibilità di un ruolo marginale nella copertura delle aree bianche del PNRR, restiamo in attesa della prossima esternazione nei confronti della nostra premier.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accusato Musk di minare la democrazia, mentre il ministro degli Esteri francese ha esortato l’UE a utilizzare più robustamente le proprie leggi contro le interferenze esterne.

L’analisi: dominio cognitivo e interessi convergenti

La sequenza delle azioni di Musk configura un’operazione di guerra ibrida nel dominio cognitivo caratterizzata da:

  • Amplificazione algoritmica selettiva: sfruttamento della piattaforma X per veicolare contenuti destabilizzanti a centinaia di milioni di utenti
  • Delegittimazione delle istituzioni: equiparazione sistematica dell’UE a regimi totalitari
  • Sostegno a forze centrifughe: finanziamento e promozione mediatica di partiti euroscettici e sovranisti
  • Sfruttamento delle crisi: interventi mirati in momenti di vulnerabilità politica (elezioni tedesche, disordini nel Regno Unito)

Secondo alcuni analisti, Musk non persegue un “autoritarismo governativo come il fascismo”, ma lavora verso un mondo “in cui il business fagocita il governo e diventa la vera classe dominante”.

Vi sono anche interessi commerciali diretti: Musk affronta la possibilità di multe per centinaia di milioni di euro per violazioni del Digital Services Act, mentre le immatricolazioni Tesla in Europa sono calate del 13% nei primi nove mesi del 2023, con un crollo del 44% in Germania.

L’obiettivo strategico appare duplice: indebolire la capacità regolatoria europea che minaccia il suo ecosistema commerciale e frammentare l’Unione in stati-nazione più vulnerabili all’influenza americana e più permeabili ai suoi interessi industriali.

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