Il 20 novembre 1945 si aprì a Norimberga il primo processo internazionale contro i principali responsabili del regime nazista.
Nella sala 600 del Palazzo di Giustizia si riunì il Tribunale militare internazionale, istituito dalle potenze vincitrici della guerra per giudicare crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Per la prima volta nella storia, ministri, alti comandanti, capi della propaganda e dirigenti economici di uno Stato sconfitto venivano chiamati a rispondere personalmente delle proprie azioni davanti a una corte internazionale.
Il processo, che proseguì fino all’ottobre 1946, raccolse un’enorme mole di documenti e testimonianze, mostrando al mondo l’apparato criminale che aveva permesso lo sterminio, la deportazione forzata e l’aggressione militare su scala continentale.
L’apertura dei lavori segnò una cesura epocale: le guerre non sarebbero più state soltanto vinte o perdute, ma anche giudicate, e la responsabilità individuale dei decisori divenne un principio destinato a influenzare tutto il diritto internazionale successivo.
