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Ramstein Flag 2025: l’Aeronautica Militare tra i protagonisti dell’esercitazione aerea più avanzata della NATO

stato maggiore aeronautica Aeronautica Militare · · 4 min di lettura
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Con oltre 1800 sortite effettuate e la partecipazione di più di 90 velivoli provenienti da 15 Nazioni, si è conclusa la Ramstein Flag 2025 (RAFL25), l’esercitazione tattica live condotta dall’Allied Air Command (AIRCOM) della NATO, che ha visto l’Aeronautica Militare impegnata in prima linea con assetti di eccellenza e personale altamente specializzato.

Il dispositivo italiano ha visto impegnati tre F-35A 6° stormo di Ghedi e un E-550A CAEW del 14° stormo rischierati sulla base danese di Skrydstrup, e un KC-767A, sempre del 14° stormo, operante dalla Main Operating Base (MOB). Gli equipaggi e i velivoli hanno operato in sinergia con forze aeree alleate, partecipando a missioni composite ad alta intensità in scenari non-permissivi, caratterizzati dalla presenza di difese aeree integrate (IADS), minacce elettroniche e attività cyber.

“La Ramstein Flag 2025 ha rappresentato un’importante occasione addestrativa per consolidare le nostre capacità operative in ambito multinazionale e per rafforzare ulteriormente l’integrazione con le forze aeree alleate”, ha dichiarato il generale di squadra aerea Alberto Biavati, comandante del comando squadra aerea – 1ª regione aerea. “Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento al personale impiegato per l’elevata professionalità, l’impegno e la dedizione dimostrati nel contribuire al successo dell’esercitazione – ha continuato il generale –, confermando ancora una volta il valore dell’Aeronautica Militare nei contesti internazionali. Questa è l’Italia che vola alto, con competenza, passione e visione”.

Nel corso dell’esercitazione, gli assetti italiani hanno partecipato a missioni COMAO (Composite Air Operations) in ambienti IADS (Integrated Air Defence System), operando al fianco di velivoli di quarta e quinta generazione provenienti da diverse forze aeree alleate. Le missioni hanno permesso di testare sul campo il ciclo operativo F2T2EA (find, fix,target – track engage assess), evidenziando la piena interoperabilità e integrazione con gli assetti stranieri.

“La partecipazione alla Ramstein Flag si conferma un’occasione chiave per mettere alla prova le capacità operative dei nostri F-35A” ha spiegato il maggiore Giuseppe P., capo rischieramento del 6° stormo. “Operare in scenari ad alta complessità, fianco a fianco con velivoli alleati, ci consente di affinare i meccanismi di integrazione e di testare sul campo l’efficacia del nostro sistema d’arma”.

Ruolo fondamentale anche per il CAEW, che ha fornito capacità avanzate di comando e controllo a supporto della gestione dello spazio aereo operativo. “Il nostro contributo è essenziale per garantire consapevolezza dello scenario, comando e controllo in tempo reale” ha dichiarato il tenente colonnello Maximiliano D., comandante del rischieramento CAEW. “La partecipazione a questa esercitazione consente di consolidare le capacità ABM (Air Battle Management) e C2 (Command and Control) in ambienti interforze e multinazionali, rafforzando al contempo il coordinamento con le forze alleate”.

A completare il dispositivo il KC-767A, che ha svolto un ruolo strategico assicurando missioni di rifornimento in volo diurno e notturno, garantendo continuità operativa ai velivoli in missione e contribuendo direttamente al successo delle operazioni. “Anche operando da MOB, il nostro contributo è stato fondamentale per garantire il successo delle missioni in volo”, ha dichiarato il maggiore Mirko M., comandante dell’8° gruppo volo del 14° stormo. “Il rifornimento in volo rappresenta un moltiplicatore di capacità per la proiezione aerea della NATO e siamo orgogliosi di aver assicurato continuità operativa agli assetti alleati, sia di giorno che di notte”.

Durante le due settimane di attività, oltre all’intensa attività di volo, sono state condotte anche operazioni di cross-servicing, dimostrando la crescente integrazione logistica tra le forze aeree della NATO, a riprova di una logistica sempre più interoperabile.

L’esercitazione si è svolta in scenari complessi, caratterizzati da minacce multidominio, e ha visto l’impiego sinergico di sistemi NATO di sorveglianza e controllo come il DARS (Deployable air command and control centre) e l’AWACS (Airborne Warning and Control System), entrambi determinanti nel garantire il coordinamento aereo e la gestione della battaglia su vasta scala.

In chiusura dell’esercitazione, il generale James Hecker, comandante di AIRCOM, ha dichiarato: “Ramstein Flag 2025 underscores the Alliance’s determination to adapt, evolve, and deter potential threats across the Euro-Atlantic region” – e ha poi continuato – “[…] we are here today practicing to ensure that if we need to get air superiority, that we have the capability to achieve it”.

La chiusura della Ramstein Flag 2025 ha rappresentato un importante traguardo per consolidare ulteriormente le capacità congiunte in ambito NATO. Per l’Aeronautica Militare si è trattato di un’ulteriore conferma della capacità di operare, integrarsi e contribuire con successo alle sfide della difesa collettiva.

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