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I mezzi corazzati neozelandesi: il carro armato Schofield

Francesco Sisto Francesco Sisto · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Lo Schofield fu un carro armato leggero neozelandese – mai impiegato – durante la Seconda guerra mondiale.

Ideato e progettato da Ernest James Schofield intorno al 1940, il mezzo venne studiato e realizzato in toto in Nuova Zelanda.

È bene precisare che in quel momento il Regno Unito non fu in grado di fornire nessun tipo di aiuto a Wellington.

Il veicolo poteva considerarsi a rango completamente artigianale e risentiva – nonostante la singolarità della doppia soluzione ruota-cingolo – di una globale carenza di tradizioni e studi nel settore dei mezzi corazzati.

Il carro armato si basava sul telaio di un autocarro GMC 6cwt realizzato dall’industria del posto, parimenti vi provenivano ruote e parti meccaniche. Cingoli e sospensioni vennero tratte da un Universal Carrier (veicolo corazzato leggero); la corazza venne fornita dal Dipartimento delle Ferrovie della Nuova Zelanda.

Un aspetto di particolare rilevanza del carro era la velocità: poteva superare i 70 km/h (su ruote).

I tecnici, comunque, ritennero il mezzo di modesta qualità e la produzione in serie non avvenne.

In seguito, si cercarono di fare alcune modifiche e la versione “migliorata” fu inviata nel Regno Unito intorno al 1943. Il carro Schofield venne esaminato dal Department of Tank Design (DTD) e, alla fine, si decise di porre fine al progetto. Il mezzo – di fatto – divenne un “cimelio di valore esclusivamente storico-collezionistico”.1

È bene precisare che in quegli anni le autorità politico-militari neozelandesi svilupparono anche altri corazzati, e fra questi vi era il carro armato Bob Semple. Il risultato fu il medesimo del “collega” Schofield

La Nuova Zelanda – come del resto altre nazioni del Commonwealth – arrivò completamente non preparata al secondo conflitto mondiale. Tuttavia, è obbligatorio considerare come la sua collocazione geografica era tale da “discolpare” l’eccessivo ottimismo dei vari governanti. Infatti, Wellington – teoricamente – non aveva nulla di cui preoccuparsi qualora fosse scoppiata una guerra nel continente europeo (se non altro per il rischio di un’invasione) ma le ambizioni imperiali del Giappone avrebbero fatto cambiare radicalmente prospettiva…

Il problema della Nuova Zelanda era acuito dal fatto che mai un conflitto aveva sfiorato il suo territorio (occupazione militare da parte di un’altra nazione), e tutto questo ebbe come conseguenza una inevitabile “noncuranza” nello studio e nella pianificazione di armamenti.2

Ciononostante, i neozelandesi nella Seconda guerra mondiale si distinsero.

Le vittime durante il conflitto furono 11,928, e i calcoli del dopoguerra dimostrarono che “il rapporto tra morti per milione di abitanti della Nuova Zelanda (a 6684) era il più alto del Commonwealth (con la Gran Bretagna a 5123 e l’Australia a 3232)”.3

Il carro armato leggero Schofield aveva una lunghezza di 3,99 m, altezza 2,1 m (su ruote) e larghezza 2,6 m. Pesava 5,21 tonnellate e aveva una corazzatura da 6-10 mm.

Motore: Chevrolet a benzina 6 cilindri, potenza 29,5 CV. La velocità massima era di 72 km/h su ruote, mentre 41/43 km/h su cingoli.

L’armamento era costituito da un cannone da 2 libbre (40 mm) e una mitragliatrice Besa da 7,92 mm.

Il mezzo poteva contare su un equipaggio di 3 uomini.

1 P.F. Cazzani, Il carro Schofield, in Storia Illustrata n°202, 1974, p.53

2 Cfr. Ibidem

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