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Alcune precisazioni sui 26 nuovi esploratori paracadutisti

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Nella giornata di venerdì, 9 settembre, Difesa Online ha pubblicato il comunicato della brigata paracadutisti Folgore in merito alla qualifica di 26 nuovi esploratori paracadutisti. Pur riportando fedelmente i comunicati, inerenti alle attività svolte dalle nostre FFAA (sia addestrative che operative) così come ci vengono recapitati, è nostro dovere controllarne la veridicità e, se vi fossero presenti, confutarne alcune inesattezze.

Il suddetto comunicato della brigata riporta che “Il corso per esploratori paracadutisti, pertanto, è solo uno dei primi passi formativi per il raggiungimento di una capacità specialistica di nicchia, da sviluppare con il conseguimento di altre qualifiche e abilitazioni presso il CAPAR (come il corso di paracadutismo ad apertura comandata con la tecnica HALO/HAHO con e senza ossigeno) e presso altri Enti di formazione specialistici (sopravvivenza e resistenza agli interrogatori, riconoscimento mezzi, corsi ambientali, ecc.)”.

L’Esercito Italiano utilizza oramai la nomenclatura statunitense che identifica con HALO/HAHO i lanci in caduta libera con paracadute a profilo alare (quindi la vecchia dicitura TCL). In generale, un HALO è effettuato come semplice caduta, mentre HAHO comporta l’apertura immediata. Poichè le normative nazionali impongono che oltre i 10.000 piedi (3.300 metri) di quota è obbligatorio l’uso dell’ossigeno, è evidente che l’utilizzo a queste quote basse renda la tecnica completamente inutile. Pertanto, va effettuata con l’ossigeno per divenire efficace, soprattutto la tecnica di lancio HAHO.

Gli esploratori paracadutisti, realtà convenzionale all’interno di reggimenti paracadutisti convenzionali della grande unità, sono organizzati in un plotone per ogni reggimento e hanno una formazione esclusivamente senza ossigeno (e nemmeno tutti, visto comunque il costo della formazione). Si evince da ciò che non è certamente cost-effective qualificare plotoni convenzionali per effettuare lanci HALO/HAHO con ossigeno, quando per altro nemmeno i Tier 2 li effettuano e verrebbero comunque prima in ordine di eventuale priorità. Quindi, l’affermazione “con ossigeno” riportata sul comunicato della brigata paracadutisti Folgore è assolutamente inesatta.

L’unico reparto che è autorizzato dallo SMD ad effettuare lanci ad ossigeno oltre al Nono è il 17° stormo incursori dell’Aeronautica Militare (che come il Col Moschin è Tier 1).

Ci sembra che, l’ormai endemica insistenza da parte di SME, di voler dotare alcuni reparti convenzionali di capacità di inserzione da sempre utilizzate esclusivamente dagli incursori – per svolgere i compiti istituzionali loro assegnatigli – costituisca un inutile e dannoso spreco di risorse. Tra l’altro, oltre a mancare i fondi per portare avanti tali progetti, mancano anche le risorse umane (inoltre il personale dei reggimenti paracadutisti non hanno certo gli stessi parametri qualitativi delle FS), in quanto sono oberati di turnazioni usuranti con l’operazione “Strade Sicure”.

Leggi anche “La capacità d’inserzione HALO/HAHO

Foto: brigata Folgore

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