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Gli alpini dell’Esercito addestrano i fucilieri di marina del San Marco

stato maggiore difesa Stato Maggiore Difesa · · 2 min di lettura
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​Si sono concluse, sulle montagne piemontesi e abruzzesi, due intense settimane di “winterizzazione” della componente di proiezione della Marina Militare, nel corso delle quali gli istruttori del 2° e del 9° reggimento Alpini hanno addestrato 90 fucilieri della brigata marina San Marco al movimento, alle operazioni continuative e al combattimento in ambiente montano innevato.

Con lo scopo di fornire al personale esperienze su diverse tipologie di ambiente montano, consentendo inoltre un addestramento più capillare, i Leoni del battaglione assalto “Venezia” sono stati suddivisi in due differenti aliquote, la prima delle quali si è recata a Cuneo presso il 2° reggimento Alpini, mentre la seconda è stata inviata a L’Aquila presso il 9° reggimento Alpini.

Fornite le nozioni di base per l’ambientamento in montagna, gli istruttori hanno posto particolare attenzione nel trasmettere al personale della Marina Militare la necessità imprescindibile della conoscenza ed efficienza di equipaggiamenti e attrezzature, così come dell’accurata preparazione degli itinerari e dello studio delle condizioni meteonivologiche dell’area.

Stabiliti questi punti essenziali, in Valle Argentera nel cuneese e a Campo Imperatore sul Gran Sasso è iniziato l’addestramento vero e proprio, che ha visto lo svolgimento di marce diurne e notturne, pattugliamenti appiedati con racchette da neve e ramponi seguiti da lezioni di tiro e atti tattici elementari.

Lo sviluppo di attività continuative in quota con la realizzazione di trune e ricoveri, unito all’insegnamento delle tecniche di autosoccorso e di assistenza al personale in difficoltà, ferito o travolto da valanga, hanno consentito agli istruttori di fornire le nozioni principali per le operazioni in montagna e in climi artici, conoscenze ed esperienze sviluppate nei 150 anni di vita del corpo degli Alpini.

Le condizioni climatiche avverse, condizionate dalle basse temperature delle ultime settimane, hanno reso l’attività particolarmente efficace, sottoponendo i Fucilieri – non abituati all’ambiente alpino – a situazioni di difficoltà e di stress tali che solamente l’alto livello di addestramento e la forza d’animo hanno potuto far superare.

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