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Nave Marceglia rientra a La Spezia al termine della sua partecipazione all’operazione Gabinia

Marina Militare · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Nave Antonio Marceglia, l’unità più moderna della classe FREMM (FRegata Europea Multi-Missione), è rientrata ieri presso l’arsenale militare della Spezia dopo circa 4 mesi di attività operativa condotta al di fuori del Mar Mediterraneo nell’ambito dell’operazione “Gabinia” una missione che ha come obiettivo principale quello di prevenire e contrastare il fenomeno della pirateria.

L’attività di Nave Marceglia è indicativa dell’impegno profuso dalla Marina Militare per garantire la sicurezza e la tutela degli interessi nazionali nei teatri internazionali più complessi, come è oggi il Golfo di Guinea, l’area al mondo oggi maggiormente affetta da fenomeni di pirateria.

I 171 uomini e donne, tra equipaggio fisso di bordo e componenti specialistiche imbarcate (sezione elicotteri, boarding team della brigata marina San Marco e il team EOD del gruppo operativo subacquei del comando subacquei ed incursori), sono stati impegnati in attività che hanno spaziato dalla vigilanza marittima, all’esercizio delle funzioni di naval diplomacy volte al consolidamento delle relazioni tra i Paesi, le organizzazioni e gli attori coinvolti nel contrasto alla pirateria, nazionali e non, nell’area, alla partecipazione ad attività addestrative condotte con assetti di Marine alleate e dei paesi rivieraschi con il fine ultimo di aumentare la reciproca conoscenza e fiducia e per contribuire al miglioramento delle condizioni di sicurezza nella regione.

Proprio grazie a queste numerose interazioni è stato possibile conseguire proficui risultati nel campo del Capacity Building a favore delle Marine locali. Con la partecipazione all’esercitazione a guida francese GANO ’21, ad esempio, è stato promosso il concetto UE di Coordinated Maritime Presences (CMP) nel Golfo di Guinea, con l’obiettivo di aumentare le capacità di interoperabilità ed info-sharing tra gli assetti europei dispiegati in area, per una risposta sempre più attagliata alle crescenti sfide in materia di sicurezza, quali la pirateria marittima ed i sequestri di marittimi a scopo di estorsione.

Gli eventi addestrativi si sono rivelati veri e propri booster per la cooperazione bilaterale favorendo, di fatto, l’instaurazione di un flusso informativo estremamente efficace che ha permesso l’implementazione di azioni coordinate durante eventi reali. Ad esempio, nel caso del M/V Plata, grazie alla raccolta informativa effettuata da nave Marceglia e dall’elicottero SH-90 imbarcato, la Marina del Togo ha proceduto ad ispezionare il natante ed a disporne il fermo per sospetto favoreggiamento della pirateria e contrabbando di gasolio.

Molteplici sono state inoltre le attività di naval diplomacy, e in tale ambito è da menzionare il fatto che la fregata Marceglia è stata la prima unità italiana ad entrare nelle acque del porto di Libreville (Gabon), dove ha accolto a bordo l’ambasciatore d’Italia in Gabon, Gabriele Di Muzio, accompagnato dal ministro della Difesa del Gabon, Michael Moussa-Adamo.

Prima del rientro in Mediterraneo l’unità italiana ha avuto occasione anche di cooperare con la Marina del Marocco nell’ambito dell’esercitazione bilaterale ITA-MOR 21.

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