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I russi schierano gli Iskander al confine con l’Ucraina

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 2 min di lettura

Non sembra disinnescarsi la tensione tra l’Ucraina e la Russia, impegnate da settimane a “mostrare i muscoli” nel Donbass. Il governo di Kiev, forte dell’appoggio della NATO ma soprattutto degli Stati Uniti, ha dichiarato di voler riconquistare i territori perduti in seguito alla guerra del 2014, mentre Mosca vorrebbe evitare che l’Alleanza si stabilisca definitivamente lungo i suoi confini occidentali.

A tal proposito, il Cremlino, ha cominciato lo schieramento dei sistemi di lancio per missili ipersonici Iskander-K, nella regione vicino a Voronezh, a circa 250 km dal confine con le regioni ucraine di Kharkiv e Luhansk.

Gli Iskander-K sono equipaggiati con la variante cruise del missile R-500 (velocità massima pari a mach 6), con una gittata massima di 500 km ma, teoricamente, incrementabile a 700 km, quindi in grado di colpire in profondità i centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea nonché le basi dove si concentrano le truppe in territorio ucraino.

Fonti ufficiali russe affermano che il missile R-500 sia in grado di trasportare una testata convenzionale da 500 kg o una testata nucleare di circa 50 kt. È probabile che ci siano diverse testate convenzionali, tra cui cluster, fuel-air explosive e bunker-busting. Il missile è in grado di superare i sistemi di difesa aerea dell’Ucraina, offrendo un’alta probabilità di sopravvivenza in ambienti con contromisure elettroniche. Con un CEP (Circular Error Probability) che varia dai 5 ai 7m, è in grado di dirigersi sul bersaglio anche in condizioni climatiche avverse, come in presenza di densi banchi di nebbia e tempeste di neve.

In ogni caso, questa concentrazione di sistemi missilistici al confine con l’Ucraina preoccupa i funzionari occidentali. “Il massiccio rafforzamento militare della Russia è ingiustificato, inspiegabile e profondamente preoccupante. La Russia deve porre fine a questo rinforzo militare in Ucraina e intorno all’Ucraina, fermare le sue provocazioni e fermare immediatamente ogni escalation”, ha affermato Jens Stoltenberg, il segretario generale della NATO, subito dopo l’incontro con Dmytro Kuleba, il capo della diplomazia di Kiev.

Tuttavia gli ucraini stanno andando avanti con le provocazioni. Infatti, le forze ucraine hanno cominciato a schierare gli UCAV turchi TB2 Bayraktar (foto), i quali si sono guadagnati (anche se è ancora tutto da appurare), nel corso dell’intervento in Libia contro le forze del generale Haftar, la nomea di “killer del Pantsir” (dal nome del sistema ibrido antiaereo russo). Mosca ha visto in tale atto la giustificazione per il dispiegamento di forze consistenti al confine ucraino.

Immagini: Минобороны России / web

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