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Colpo di Stato in Mali. Regia turca?

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 2 min di lettura

Da questa mattina, in Mali, è in corso un tentativo di colpo di Stato da parte di una fazione delle forze armate, appoggiata dai servizi segreti turchi (MIT).

Da quanto si è appreso, i golpisti hanno occupato alcuni centri strategici della capitale Bamako, come l’emittente televisiva statale ORTM. Inoltre sarebbero stati arrestati esponenti politici e militari del paese, come il presidente dell’Assemblea Nazionale e il capo di stato maggiore delle Forze Armate.

Ricordiamo che il presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keita, recentemente, aveva annunciato lo scioglimento della Corte Costituzionale, generando la reazione delle opposizioni che lo accusano di corruzione e di non aver contrastato efficacemente il dilagare delle milizie islamiche.

Infatti, i gruppi jihadisti controllano il nord del paese, grazie anche anche alla collaborazione della popolazione locale, vessati da anni di mal governo.

A quanto sembra, dietro ai militari rivoltosi, ci sarebbe la Turchia decisa ad estendere la propria influenza nella regione, ricca di giacimenti minerari. La strategia di Ankara verterebbe nell’appoggiare i miliziani jihadisti (come avvenuto in Siria) e contemporaneamente installare in Mali un governo fantoccio.

Un tale governo non consentirebbe di certo l’arrivo di forze straniere, mi riferisco all’operazione Takuba (v.articolo). Al momento sono presenti circa 100 elementi delle forze speciali francesi ed estoni, mentre nei prossimi mesi si dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) aggiungere cechi, svedesi, belgi e italiani.

Il governo italiano aveva previsto l’invio di circa 200 militari e 8 elicotteri tuttavia, se la situazione politica dovesse mutare, pensiamo sia necessario lo schieramento di un contingente ben più consistente.

Foto: archivio ministero della difesa

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