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Finalmente (forse) una nuova bomba a mano italiana

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Esercito italiano continuò ad utilizzare il modello prebellico di bomba a mano offensiva a percussione SRCM (Società Romana Costruzioni Meccaniche) Mod. 35.

Solo all’inizio degli anni ’80 del secolo precedente si è deciso l’introduzione di un nuovo modello di bomba, la O/D 82 (Offensiva/Difensiva 1982), la cui entrata in servizio avviene solamente nel decennio successivo. I contingenti militari italiani schierati in Kurdistan nel 1991 e in Somalia nel 1992 erano ancora equipaggiati con le SRCM (di scarsa efficacia contenendo solamente 42 g di tritolo). Nel corso della missione Ibis, i nostri militari dovettero arrangiarsi utilizzando ordigni reperiti in loco o sequestrati alle milizie somale, come le bombe a mano ex sovietiche F-1 e RGO. Nelle ultime fasi della missione vennero distribuite le prime O/D 82, con dispositivo di attivazione a tempo. Tuttavia già dai primi lotti emersero alcuni problemi circa la loro sicurezza effettiva, con non pochi incidenti. Per ovviare a questi inconvenienti (poco giustificabili visto i tempi di sviluppo) furono adottate delle modifiche, le quali non evitarono, nel 2007, la deflagrazione di un deposito, dove erano stipate le bombe, a Spoleto.

L’incidente ha segnato la fine del programma O/D 82 – senza che venissero resi pubblici i motivi del fallimento -, dirigendosi verso l’adozione di un nuovo modello di bomba a mano, denominata MF-2000. Si tratta di un ordigno con spoletta elettronica ad attivazione a tempo. Al modello base può essere applicata una camicia che la trasforma in una bomba a mano difensiva, incrementandone la dispersione di schegge. Si tratta di un rivestimento in plastica, con uno strato di sfere che si avvita esternamente e ricopre la maggior parte del corpo della bomba.

Assemblata presso l’opificio militare di Bagni di Spoleto, nel 2016 è avvenuto un incidente in cui è rimasta ferita una addetta al montaggio. Incidente che ha inevitabilmente rallentato l’entrata in servizio della nuova bomba.

(foto: SMMT)

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