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Il sottosegretario Tofalo visita il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano

Massimiliano Rizzo Massimiliano Rizzo · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ha visitato nella giornata di ieri il Sacrario delle Bandiere presso il Vittoriano che custodisce, dal 1935, le Bandiere di Guerra dei Reparti disciolti di Esercito, Aeronautica, Carabinieri e dei Corpi Armati dello Stato nonché le Bandiere di Combattimento delle Unità in disarmo della Marina Militare.

A ricevere il sottosegretario Tofalo il comandante del Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa, maggior generale Gerardo Restaino e il direttore del Sacrario delle Bandiere, colonnello Giovanni Greco.

Un tesoro fatto di storie, emozioni e simboli di un Paese che dobbiamo riportare al suo massimo splendore”, ha detto Tofalo nel corso della visita che si inserisce nell’ambito della delega relativa alla trattazione delle problematiche sulla diffusione della cultura della Difesa e della Sicurezza, “Ascoltare i racconti di cui erano intrisi tutti i cimeli conservati nel sacrario mi ha fortemente emozionato e permesso di sentire ancora di più sulla mia pelle la forte responsabilità di assicurare a chi dedica la propria vita alla difesa del Paese le migliori condizioni di lavoro possibili”.

Il sito prescelto per custodirle, all’interno del Vittoriano, accanto alla tomba del Milite Ignoto, esalta la funzione sacrale e simbolica della “Bandiera” che diventava il mezzo più semplice e diretto per commemorare il sacrificio e il coraggio dei tanti soldati italiani che hanno lottato sotto l’insegna del Tricolore per un comune senso della patria alla ricerca della libertà.

All’interno delle ampie teche ricavate nelle campate interne del Sacrario le bandiere sono raggruppate secondo le varie appartenenze: Aeronautica, Cavalleria, Genio, Artiglieria, Bersaglieri, Fanteria, Guardia di Finanza e di Pubblica Sicurezza.

Nelle due grandi gallerie sono custodite circa duecento tra bandiere, stendardi, labari e cimeli tra le quali, quelle dei reparti disciolti e circa venti drappi di “Guerra” appartenuti ai reparti prima della conversione da monarchia a Repubblica. Completano il percorso espositivo cinque teche contenenti oggetti recuperati durante azioni di combattimento su diversi teatri di guerra, di particolare interesse le bandiere lacerate dagli stessi militari catturati per nasconderle e non farle così cadere in mano al nemico, per poi ricomporle a guerra finita.

Delle tre parti di cui è composta la bandiera, l’asta, il puntale e il drappo, quest’ultimo rappresenta per una bandiera di guerra l’elemento più “sacro” e caratterizzante dell’appartenenza ad una Nazione e ai suoi ideali, per questo motivo all’interno del Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate sono custoditi resti di drappi lacerati dagli stessi militari prima di cadere prigionieri del nemico, custoditi durante la prigionia e riconsegnati a fine guerra una volta rimpatriati. In molti casi i militari apponevano il proprio grado, Nome e Cognome sul lacero di stoffa di cui si erano fatti custodi.

Tra tutti è da segnalare lo stendardo del 2° gruppo Carri Veloci San Marco della 2^ divisione Celere Emanuele Filiberto, custodito all’interno di un cofanetto in legno e vetro, pregevole per ricamo ma ancor più per i nomi presenti sui vari pezzi di stoffa tra i quali spicca “per Franco Sabatucci la Madre” con ogni probabilità custodito e riconsegnato dalla madre del militare Franco Sabatucci dopo la morte del figlio.

Un luogo intriso dei più alti valori come l’amore per la patria e il coraggio, dove si respira forte il senso di sacrificio e di appartenenza al Paese”, ha commentato il sottosegretario Tofalo al termine della visita.

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