A questo punto l'Italia potrebbe ancora essere una monarchia

25/09/14

Lunedì si insedierà ufficialmente il nuovo presidente dell'Afghanistan. Pochi giorni addietro gli esiti della verifica della commissione elettorale indipendente, quella incaricata del riconteggio dei voti dopo la denuncia di brogli da parte del candidato perdente, hanno confermato nell'ex ministro delle finanze Ashraf Ghani Ahmadzai il vincitore della competizione.

Punto?

Se la testata non fosse Difesa Online quanto scritto potrebbe essere più che esauriente. Dal momento che lo è, vi racconterò una storia...

Verso i primi di giugno, ad una settimana dal ballottaggio in Afghanistan tra il candidato Abdullah Abdullah, che aveva ottenuto il 45% dei voti al primo turno, ed il candidato Ashraf Ghani Ahmadzai, che aveva invece ottenuto il 31,56% delle preferenze, mi chiama un amico afghano vicino al primo. Mi racconta - seriamente allarmato - di un piano in atto per ribaltare il risultato con addirittura la volontà di ridurre la quota di consenso di chi si era imposto come il più probabile vincitore.

Cosa avreste fatto al posto mio?

Io ho scritto un pezzo avvertendo del pericolo di brogli elettorali che avrebbero vanificato anni di lavoro ed il caro tributo di sangue da parte italiana per l'Afghanistan. Tuttavia, nonostante i warnings che mi erano giunti, non ho creduto nemmeno per un momento che si potesse sovvertire a tal punto un risultato elettorale: non era un testa a testa, era un ballottaggio tra chi aveva già vinto ed un improbabile sfidante che non aveva nemmeno “abolito l'ICI”...

Come preannunciato, al secondo turno chi aveva ottenuto il 45% è sceso al 43,56% e chi aveva raggiunto il 31,56% ha più che raddoppiato i voti vincendo con un 56,44%.

Un risultato inaccettabile per qualunque essere intelligente. Un insulto.

Che poi ad un ballottaggio il numero dei votanti salga di oltre il 40% è semplicemente ridicolo.

Beninteso, non sto contestando l'esito delle elezioni afghane, sto solo affermando che fenomeni elettorali di questa portata non avvengono nel mondo reale. Forse in qualche romanzo di fantapolitica che viene chiuso e cestinato alla lettura di un simile passaggio al grido di <Ma che cazzata!>.

Ebbene, oggi molti potrebbero pensare che in Afghanistan è stato insediato dolosamente dai maggiori esportatori di democrazia al mondo un governo che non rappresenta il popolo afghano. E questo nel momento più delicato, quello della drastica diminuzione delle forze internazionali. Un regalo straordinario per chi non ha mai accettato tale presenza ne riconosciuto i governi degli ultimi 13 anni.

Il solo pensiero che ho però ora nella mente è: “se è stata possibile una tale macroscopica frode ai nostri giorni, chi mi assicura che qualche anno addietro in Italia, in un confronto assai meno netto e prevedibile, non sia avvenuta la stessa cosa nella scelta referendaria tra monarchia e repubblica”?

Andrea Cucco

(nella foto il segretario di stato americano John Kerry ed il presidente afghano uscente Hamid Karzai)