Breaking
Canada, fuga dagli USA: l’Europa sarà la nuova casa? Il mondo al contrario, ovvero come si nega l’evidenza Yemen: minaccia reale? “Non siamo in guerra con gli Houthi”. Stiamo solo difendendo chi li bombarda Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” Canada, fuga dagli USA: l’Europa sarà la nuova casa? Il mondo al contrario, ovvero come si nega l’evidenza Yemen: minaccia reale? “Non siamo in guerra con gli Houthi”. Stiamo solo difendendo chi li bombarda Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore”

Nuove minacce USA ad Assad. Israele intanto attacca i siriani nel Golan

Giampiero Venturi Giampiero Venturi · · 3 min di lettura

Terzo giorno di raid delle forze aeree di Tel Aviv nell’area di Quneitra, a ridosso delle alture del Golan. Secondo fonti siriane, gli attacchi condotti avrebbero l’obiettivo di appoggiare l’offensiva ribelle su Al Baath. Per Israele viceversa, gli attacchi aerei sarebbero una risposta a colpi d’artiglieria provenienti dal territorio controllato dai siriani, subito smentiti però da Damasco.

Nei pressi di Quneitra, i ribelli anti Assad si sarebbero federati in un’alleanza formata dagli ex Al Qaeda di HTS (Movimento per la Liberazione del Levante) e sedicenti membri dell’Free Syrian Army. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’obiettivo dei miliziani non sarebbe solo impedire il recupero delle aree intorno al Golan da parte dei siriani, ma addirittura spingere in direzione di Damasco, distante meno di 80 km. Per ora, ogni attacco terrestre sarebbe finito in un disastro, lasciando molti jihadisti sul terreno e la situazione militare in stallo. 

La recrudescenza delle azioni nell’area di Quneitra, città fantasma abbandonata dal 1967 dopo la Guerra dei Sei Giorni, dimostrerebbe l’importanza strategica ancora attuale della regione, ma soprattutto la forte preoccupazione israeliana per l’evoluzione del quadro militare nel sud della Siria. 

L’attacco sul fianco sud ovest servirebbe a compensare i successi dell’esercito siriano in corso nel resto del Paese. Le truppe di Assad sono ad un passo dal controllo definitivo della strada 42 tra Ithriya e Resafa (appena conquistata), chiudendo di fatto in una grande sacca tutti i miliziani ISIS presenti nella Siria centrale. 

Ancora più importante sarebbe l’avanzata nel Governatorato di Deir Ezzor lungo il confine con l’Iraq. Come abbiamo detto più volte su queste pagine, l’avvicinamento alle postazioni dello Stato Islamico sull’Eufrate rende vana la presenza delle forze USA e dei ribelli intorno al posto di confine di Al Tanf. In queste ore sono in corso i preparativi per l’assalto alla base aerea T2, ultima roccaforte ISIS prima di Abu Kamal e del grande fiume intorno a cui è stato costruito in questi anni lo Stato Islamico.

Mentre Israele riapre il contenzioso con Damasco nei pressi del Golan, parole di fuoco contro Assad arrivano anche dagli USA.

In una dichiarazione ufficiale della Casa Bianca datata 26 giugno, gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per il possibile imminente uso di armi chimiche da parte dei siriani.

Secondo quanto ribadito dall’ambasciatrice americana all’ONU Nikki Haley (da sempre personaggio di spicco nel fronte anti Assad), gli States sono pronti a colpire di nuovo la Siria, proprio come fatto il 7 aprile 2017. La responsabilità questa volta sarebbe fatta ricadere non solo su Damasco, ma anche sui suoi alleati Iran e Russia. Non sono stati forniti dettagli o prove dei presunti preparativi. Le informazioni sarebbero giunte da fonti di intelligence vicine ai ribelli…

Fatte salve le considerazioni sull’uso di fantomatiche armi chimiche da parte delle forze regolari siriane (contro chi e soprattutto a quale scopo, rimarrebbe un mistero per tutti), le dichiarazioni USA sono un fulmine a ciel sereno. Non ancora ricucito lo strappo con Mosca dopo l’abbattimento del caccia siriano sui cieli di Resafa, Washington nei giorni scorsi era sembrata più conciliante. Il 25 giugno, il portavoce della Coalizione anti-ISIS colonnello Dillon, aveva lasciato intendere un’apertura alle forze di Assad, dichiarando che ogni attacco contro lo Stato Islamico era da considerarsi benvenuto, anche sul fronte sud di Abu Kamal.

La tensione rimane altissima e la parola resta alle armi.

La partita per occupare gli spazi abbandonati dal morituro Califfato continua. 

(foto: SAA

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione