La strada dell’M-346N di Leonardo verso la U.S. Navy sembra essersi improvvisamente spianata. Sierra Nevada Corporation (SNC) ha infatti deciso di non presentare un’offerta per il programma Undergraduate Jet Training System (UJTS), destinato a sostituire gli ormai anziani addestratori T-45 Goshawk della Marina statunitense.
La notizia, diffusa il 3 novembre da Breaking Defense, lascia il gruppo Textron Aviation Defense-Leonardo come unico grande concorrente noto ancora in gara, con il Beechcraft M-346N, derivato dall’addestratore avanzato italiano.
Non significa che il contratto sia già stato assegnato, ma rappresenta un cambiamento significativo in una competizione che, nel giro di pochi mesi, ha visto ritirarsi alcuni dei maggiori protagonisti dell’industria aeronautica mondiale.
Una gara dalla quale si ritirano quasi tutti
La rinuncia di Sierra Nevada arriva dopo una serie di defezioni.
Ad aprile Lockheed Martin aveva annunciato che non avrebbe partecipato con il TF-50N, sviluppato insieme alla sudcoreana Korea Aerospace Industries. A giugno era stata la volta di Boeing, che aveva deciso di non proporre il T-7A Red Hawk, dichiarando che il velivolo non rispondeva ai requisiti richiesti dalla Marina.
A settembre anche Northrop Grumman aveva abbandonato la collaborazione con Sierra Nevada per il progetto Freedom Trainer, un velivolo concepito specificamente per l’addestramento navale.
Infine, il ritiro della stessa Sierra Nevada… La motivazione è particolarmente interessante. L’azienda ha dichiarato di non poter presentare responsabilmente un’offerta alle attuali condizioni contrattuali, precisando tuttavia di essere disponibile a riconsiderare la partecipazione qualora la Marina modificasse l’impostazione del programma. Una dichiarazione che introduce un elemento di incertezza: la progressiva scomparsa dei concorrenti potrebbe non dipendere soltanto dalla superiorità tecnica di una proposta, ma anche dalla sostenibilità economica e contrattuale dell’intera operazione.
La U.S. Navy, del resto, aveva già dovuto modificare le condizioni economiche della gara. Il tetto previsto per la fase di sviluppo e industrializzazione, comprensiva della prima produzione a basso ritmo, era stato aumentato da circa 1,8 a 2,7 miliardi di dollari.
Il contratto contempla differenti modalità di remunerazione, comprese formule a incentivo e a prezzo fisso per specifiche attività. Non si tratta quindi di un accordo interamente a prezzo fisso. Il quadro suggerisce dunque una competizione più complessa di quanto la semplice prospettiva di un contratto miliardario potrebbe far immaginare.
Un programma da 216 velivoli
La Marina statunitense punta ad acquisire fino a 216 nuovi addestratori, destinati a sostituire i T-45 entrati in servizio all’inizio degli anni Novanta.

Il programma non riguarda soltanto gli aerei, ma un intero sistema di formazione comprendente simulatori, strumenti didattici e addestramento integrato.
Una scelta significativa riguarda le operazioni sulle portaerei: a differenza degli attuali T-45, il futuro addestratore non dovrà necessariamente essere in grado di appontare. La formazione per tali manovre farà maggiore affidamento sulla simulazione avanzata e su avvicinamenti eseguiti in volo verso piste aeroportuali, simulando l’appontaggio fino alla riattaccata, senza richiedere il contatto con la pista.
Si tratta di un requisito particolarmente favorevole all’M-346, che può contare su una piattaforma già collaudata, evitando gli elevati costi di sviluppo di un velivolo completamente nuovo o le pesanti modifiche strutturali necessarie per operare sulle portaerei.
Il bireattore italiano dispone di comandi di volo digitali fly-by-wire, avionica avanzata e di un sistema di addestramento integrato capace di combinare missioni reali, simulatori e scenari virtuali. La sua esperienza operativa internazionale, maturata anche attraverso l’International Flight Training School italiana, costituisce un elemento di credibilità importante rispetto a progetti ancora da sviluppare.
Una grande opportunità per Leonardo. Ma quanto lavoro resterà in Italia?
L’eventuale successo avrebbe una portata industriale e strategica considerevole per Leonardo. Un velivolo sviluppato in Italia diventerebbe infatti uno degli strumenti fondamentali per la formazione dei futuri piloti da combattimento della U.S. Navy e del Corpo dei Marines.
Occorre tuttavia distinguere il successo commerciale dalla distribuzione delle attività produttive. Textron ha già annunciato che, in caso di aggiudicazione, l’assemblaggio finale degli M-346N avverrà nello stabilimento di Wichita, in Kansas, prevedendo investimenti superiori a 38 milioni di dollari e circa 100 nuovi posti di lavoro diretti.

Nella ripartizione industriale illustrata dall’azienda americana, Leonardo manterrebbe la produzione di importanti componenti strutturali, tra cui ali, fusoliera e impennaggi, oltre allo sviluppo del software dei comandi di volo e dell’avionica.
Anche Honeywell ha annunciato investimenti negli Stati Uniti per sostenere la produzione dei motori F124 destinati al programma.
La partecipazione italiana sarebbe quindi sostanziale, ma il valore effettivo delle ricadute economiche e occupazionali per gli stabilimenti nazionali resta da quantificare.
La vittoria è davvero vicina?
La scadenza per la presentazione delle offerte era fissata al 30 ottobre e Textron ha confermato di aver regolarmente partecipato.
Stavatti Aerospace ha annunciato di aver presentato un’offerta basata sull’SM-31A Stiletto, un addestratore supersonico ancora da sviluppare. La U.S. Navy non ha però reso pubblico il numero delle offerte effettivamente ricevute e ammesse alla valutazione.
L’M-346N resta quindi l’unica proposta confermata di un grande costruttore aeronautico con una piattaforma già collaudata e in servizio internazionale.
La selezione è ancora in corso e la Marina ha indicato come nuova finestra per l’assegnazione del contratto il periodo luglio-settembre 2027, dopo diversi rinvii. Non si può quindi escludere che la riduzione della concorrenza industriale, insieme alle condizioni economiche contestate dalle aziende ritiratesi, induca la Marina a ulteriori valutazioni o modifiche del programma.
Resta un dato: il progetto italiano, attraverso la partnership con Textron, è oggi nella posizione più favorevole per conquistare uno dei maggiori programmi di addestramento aeronautico militare dei prossimi anni.
Il progressivo ritiro dei principali concorrenti conferma quanto sia complesso rispondere alle esigenze tecniche ed economiche della U.S. Navy. L’M-346 non deve ancora dimostrare di saper volare, addestrare piloti o integrarsi in un sistema di formazione avanzato. Lo fa già da anni. Resta da vedere se questa maturità sarà sufficiente a conquistare la U.S. Navy. Ma il fatto che un velivolo di concezione italiana sia oggi in una posizione tanto favorevole in una delle più importanti competizioni aeronautiche militari americane costituisce già un risultato industriale di assoluto rilievo.

