La guerra in Ucraina, in corso dal febbraio 2022, ha generato un consistente bagaglio di esperienze operative in materia di difesa anti-drone. La crescente campagna russa di attacchi massicci con droni – che ormai conta una media compresa tra i 3.000 e i 5.000 droni d’attacco a lungo raggio al mese contro l’Ucraina – ha creato un’esigenza esistenziale di difesa anti-drone, alla quale l’Ucraina è stata costretta a trovare una soluzione mentre era sotto il fuoco nemico. Ogni fase della risposta ucraina è stata trattata da fonti aperte e documentata da centri studi1.
In questo contesto, lo studioso di difesa Michael Horowitz ha osservato un cambiamento fondamentale nella guerra contemporanea, teorizzando il “collasso del modello binario tra massa e precisione; tra scala e sofisticazione”2. Questo cambiamento è particolarmente evidente nel settore anti-droni3. La risposta dell’Ucraina alla minaccia si è concretizzata nell’impiego di droni intercettori economici, prodotti in serie e rapidamente adattabili, una soluzione che ha invertito l’economia della difesa aerea. Le istituzioni militari occidentali, osservando questo fenomeno hanno continuato a investire principalmente in costosi sistemi antidroni a bassa densità (low-density counter-drone systems)4.
La spirale di adattamento nella difesa anti-drone
La risposta dell’Ucraina alla crescente minaccia dei droni russi ha rappresentato un esempio magistrale di apprendimento maturato sotto il fuoco nemico: un ciclo continuo in cui a ogni innovazione tattica russa – nuove rotte di volo, nuove frequenze, nuove contromisure elettroniche, testate termobariche sui droni Shahed e Geran – è corrisposto un adeguamento ucraino nei sistemi di rilevamento, nelle tecnologie di intercettazione e nella dottrina d’impiego.
La “spirale di adattamento” di seguito riportata è il prodotto di molteplici visite di ricerca in Ucraina e di interviste con personale militare e scienziati impegnati in unità della difesa aerea, industria della difesa e nell’organizzazione Brave15, nonché di ricerche su una serie di riviste e fonti online6.
L’innovazione ucraina più significativa nel campo della difesa anti-drone – nonché l’esempio più lampante dell’incapacità dell’Occidente di mettere in pratica quanto era emerso in modo evidente – è lo sviluppo di intercettori a basso costo. Entro la fine del 2024, l’Ucraina aveva sviluppato e messo in campo intercettori dal costo compreso tra i 1.000 e i 5.000 dollari, capaci di abbattere con efficacia circa il 70% dei droni russi Shahed, i quali avevano un costo dieci volte superiore. Gli equilibri economici della guerra anti-drone si erano ribaltati: una soluzione economica, prodotta localmente e rapidamente adattabile aveva trasformato radicalmente il rapporto costi-benefici degli attacchi strategici condotti con i droni dai russi7.
Diverse nazioni hanno avviato delle partnership con l’Ucraina per la coproduzione di droni e intercettori a basso costo, stabilendo impianti produttivi sia in Ucraina che nel resto d’Europa8. All’inizio del 2026, l’Ucraina aveva prodotto 100.000 droni intercettori, con volumi di produzione in costante crescita. La fornitura giornaliera media di droni intercettori First Person View (FPV) ha ormai raggiunto le 1.500 unità; ciascun drone è integrato con sistemi radar che consentono il lancio automatizzato o semiautomatizzato e l’impiego da parte di unità di fuoco mobili per contrastare i massicci attacchi notturni condotti dai russi con munizioni circuitanti di tipo Shahed9.

La spirale di adattamento10
Legenda delle fasi della spirale
- Attacchi iniziali russi con missili e razzi – Nel febbraio 2022, la Russia avvia attacchi su larga scala con missili e razzi contro le infrastrutture ucraine, segnando l’inizio della campagna aerea sistematica.
- Distrutto un gran numero di radar ucraini – Gli attacchi russi distruggono importanti infrastrutture radar della difesa aerea ucraina, creando falle nella copertura della difesa aerea in tutto il Paese.
- I primi attacchi con droni Shahed sfruttano le lacune della difesa aerea – La Russia ha iniziato a impiegare le munizioni circuitanti Shahed-136 di progettazione iraniana, facendole transitare attraverso i punti ciechi dei radar emersi durante gli attacchi precedenti.
- L’Ucraina schiera 14.000 sensori acustici – L’Ucraina dispiega a livello nazionale una rete di oltre 14.000 sensori acustici per rilevare i droni Shahed in arrivo e compensare le lacune nella copertura radar.
- Costituite oltre 3.000 squadre mobili di intercettazione – L’Ucraina espande la propria rete di squadre mobili di intercettazione, dotate di armi leggere e portatili, per ingaggiare i droni a bassa quota in tutto il Paese.
- Istituito un centro di coordinamento per l’Ucraina – L’Ucraina ha istituito un centro di coordinamento C2 dedicato per centralizzare i dati sull’intercettazione di droni, condividere le lezioni apprese e sviluppare la dottrina per le squadre mobili.
- Integrazione dei dati dei sensori – I flussi di dati provenienti dai sensori acustici vengono integrati nel sistema di coordinamento, migliorando la situational awareness in tempo reale e l’efficacia dell’intercettazione.
- La Russia aumenta la quota operativa dei droni Shahed – La Russia si adegua aumentando la quota operativa dei droni Shahed per ridurre l’efficacia del rilevamento acustico e rendere più complesse le intercettazioni da parte delle squadre mobili.
- L’Ucraina costituisce un team di analisi speciale – Viene istituito un team di analisi scientifica dedicato per esaminare tutti i dati relativi agli ingaggi, standardizzare le tattiche e migliorare sistematicamente l’efficacia delle squadre mobili.
- Sviluppo di intercettori: squadre mobili di seconda generazione (Gen 2.0) – Le squadre mobili di intercettazione vengono potenziate con equipaggiamenti e tattiche migliorati. L’efficacia delle squadre mobili sale a circa il 45%.
- I russi continuano ad adattare le proprie tattiche – La Russia risponde intensificando la frequenza e l’intensità degli attacchi con droni, aumentando il numero di Shahed impiegati mensilmente per saturare le difese ucraine.
- Sviluppo di sistemi robotizzati calibro .50 — Squadre mobili di terza generazione – L’Ucraina sta sviluppando sistemi d’arma calibro .50 a controllo remoto e semiautonomi destinati alle squadre mobili, migliorando ulteriormente i tassi di intercettazione. Inizia il dispiegamento delle squadre mobili di terza generazione.
- Raddoppia il tasso di intercettazione, ma aumenta il volume degli attacchi – I tassi di intercettazione ucraini raddoppiano grazie al miglioramento di tattiche ed equipaggiamenti, ma la Russia incrementa contemporaneamente il numero di droni Shahed lanciati ogni mese, mantenendo alta la pressione.
- Adattamento russo: più droni e maggiore rapidità – La Russia accelera il proprio ciclo di adattamento, lanciando attacchi con maggiore frequenza e un numero più elevato di droni per ogni ondata.
- La Russia copia l’organizzazione e le tattiche delle squadre mobili ucraine – La Russia osserva il successo delle squadre mobili ucraine e inizia a replicarne la struttura organizzativa e le tattiche per le proprie operazioni di difesa aerea.
- L’Ucraina rivela la realizzazione di droni intercettori per abbattere gli Shahed e i droni tattici russi – L’Ucraina ha presentato pubblicamente almeno otto diversi modelli di droni intercettori, realizzati ad hoc per ingaggiare gli Shahed e i droni tattici russi a distanze maggiori e quote più elevate.
- La Russia introduce i droni Geran 2, 3 e 4, più veloci – La Russia introduce varianti potenziate del Geran (copia dello Shahed), caratterizzate da maggiore velocità e quota operativa, per neutralizzare le squadre mobili ucraine e i nuovi intercettori.
- La Russia introduce il Geran 5 e il Geran 2 equipaggiato con sistemi MANPAD – La Russia schiera il Geran 5, un velivolo veloce e capace di operare ad alta quota, e dota i droni Geran 2 di sistemi di autodifesa di tipo MANPAD per contrastare gli intercettori ucraini.
- L’Ucraina avvia una Dataroom basata sull’IA – L’Ucraina lancia un sistema di analisi dei dati basato sull’intelligenza artificiale (Dataroom), inizialmente incentrato sull’elaborazione dei dati di ingaggio per contrastare i droni Geran e Shahed con una rapidità superiore a quella degli analisti umani.
- Gli attacchi aerei russi si estendono su archi temporali diurni più lunghi – La Russia prolunga la durata delle ondate di attacchi con droni per coprire fasce orarie più ampie della giornata, accrescendo il costante carico operativo a cui sono sottoposte le squadre mobili ucraine e compromettendone la capacità di mantenere la copertura.
- La Russia prende di mira le squadre mobili con coppie di droni Shahed – La Russia ha iniziato a impiegare coppie di droni Shahed specificamente per colpire le squadre mobili di intercettazione ucraine, sfruttando le conoscenze acquisite osservando le tattiche ucraine al fine di ridurne l’efficacia.
Gli aspetti economici di questa capacità sono fondamentali per comprendere la natura e la portata del fallimento istituzionale dell’Occidente. Un singolo intercettore Patriot costa oltre 3 milioni di dollari, mentre un missile del sistema National Advanced Surface-to-Air Missile System (NASAMS) supera di poco il milione di dollari; per la Russia, invece, la produzione di ogni drone Shahed ha un costo minimo di appena 35.000 dollari. Per contro, gli intercettori di droni ucraini costano tra i 1.000 e i 5.000 dollari l’uno, con un tasso di intercettazione medio superiore al 90%, calcolato al marzo 202611. Tale squilibrio nei costi rappresenta la sfida cruciale per la pianificazione della difesa aerea occidentale nel prossimo decennio, imponendo un radicale cambiamento di rotta rispetto ai sistemi anacronistici di appalto e acquisizione, nonché al pregiudizio strutturale a favore di sistemi costosi che caratterizza la cultura degli approvvigionamenti in Occidente12. Tale cambiamento non è avvenuto. Il fattore limitante non è stata la mancanza di conoscenza della minaccia o della soluzione, bensì l’assenza di volontà di attuare il cambiamento da parte delle istituzioni. Almeno finora.
Questo fallimento non è limitato a una singola nazione. È stato un fallimento istituzionale collettivo occidentale negli Stati Uniti, nella NATO, in Europa e in Australia. Un’indagine del 2024 condotta da Defense One ha rilevato che in alcuni dei centri chiave dell’esercito americano per lo studio della guerra, i servizi sembravano trattare la guerra in Ucraina, dura ma ad alto contenuto tecnologico, solo come un argomento tra tanti. Il Corpo dei Marines non aveva intervistato direttamente il personale militare ucraino, affidandosi invece ad altri servizi e alleati per raccogliere informazioni di prima mano. La Marina americana non è stata in grado di descrivere il suo approccio agli insegnamenti che si possono trarre dal conflitto13.
Nel 2026 sono stati compiuti alcuni progressi, con l’annuncio da parte dell’Esercito statunitense di un’iniziativa, estesa all’intera forza, volta a rielaborare l’intera dottrina relativa all’impiego dei droni. Tuttavia, tale annuncio è giunto a oltre quattro anni dall’invasione su larga scala del 2022 e a quasi 18 mesi da quando l’Ucraina aveva dimostrato per la prima volta la validità di intercettori a basso costo su scala operativa14.
L’approccio della NATO alla lotta contro i droni si è adattato con altrettanta lentezza. Permangono lacune significative nella dottrina e negli appalti a livello di alleanza. Le nazioni europee che hanno acquisito alcune capacità anti-drone spesso non disponevano di una dottrina adeguata, di percorsi di addestramento, di politiche di approvvigionamento e di concetti operativi per impiegarle efficacemente15. La NATO ha iniziato tardivamente ad affrontare questa minaccia in seguito a diversi incidenti avvenuti nel 2025, quando droni russi hanno penetrato lo spazio aereo della NATO con la sua iniziativa anti-droni a strati (LCI-X)16.
La lentezza del trasferimento tecnologico rappresenta forse l’aspetto più sconcertante di questa vicenda. L’Ucraina ha offerto in modo costante e palese di condividere la propria esperienza nel contrasto ai droni. In occasione di una conferenza sulla difesa del 2025, l’ambasciatore ucraino in Australia ha sottolineato come il suo Paese disponesse di milioni di ore di filmati dal fronte e di dati operativi, esprimendo la disponibilità a condividerli con i governi alleati tramite accordi di tipo governo-governo. Il fattore limitante non è stato la conoscenza, bensì la volontà istituzionale di recepirla e metterla in pratica17.
Un altro esempio: l’Ucraina ha impiegato per la prima volta droni intercettori a basso costo su scala operativa alla fine del 2024. La prima richiesta di informazioni del Pentagono sull’acquisto della tecnologia di intercettazione ucraina risale al marzo 2026: un intervallo di oltre 18 mesi durante il quale le istituzioni occidentali hanno osservato e ricevuto aggiornamenti, senza tuttavia intraprendere alcuna azione18.
La guerra con l’Iran come conferma di un approccio sbagliato
Il conflitto con l’Iran dell’inizio del 2026 ha trasformato il fallimento nell’apprendimento delle contromisure anti-drone da semplice imbarazzo professionale a vulnerabilità strategica. Quando Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni contro l’Iran, il Segretario alla Guerra statunitense è stato costretto a riferire al Congresso che le difese aeree americane non erano in grado di intercettare tutti i droni iraniani della classe Shahed. È emerso inoltre che gli Stati Uniti – pur disponendo delle forze armate più ricche e tecnologicamente avanzate al mondo – avevano chiesto assistenza all’Ucraina per contrastare proprio quella minaccia dei droni che Kiev gestiva, e offriva di aiutare gli alleati a gestire, da oltre due anni19.
Il contrasto non avrebbe potuto essere più netto. I droni impiegati dall’Iran appartenevano alla stessa famiglia – gli Shahed – che l’Ucraina intercettava su larga scala da oltre un anno. Da tempo gli analisti osservavano come i pianificatori occidentali dessero per scontato che la superiorità tecnologica e sofisticati sistemi di difesa aerea avrebbero garantito il controllo dei cieli; la proliferazione di droni prodotti in massa aveva messo in discussione tale presupposto20. L’Ucraina aveva dimostrato che la risposta agli attacchi condotti con droni economici prodotti in massa non risiedeva in missili migliori, bensì in intercettori economici e prodotti in serie, concepiti per affiancare i sistemi di difesa aerea tradizionali. Gli Stati Uniti avevano assistito a questa dimostrazione per due anni senza replicarla, nonostante le informazioni fossero sempre state disponibili.
Le operazioni con droni e quelle di contrasto ai droni rappresentano l’aspetto più visibile della battaglia per l’adattamento in corso in Ucraina. Tuttavia, non si tratta dell’unica dimensione. Il conflitto ha anche innescato una continua trasformazione nella condotta delle operazioni offensive, comprese le operazioni tattiche di terra e gli attacchi a lungo raggio. Anche in questo ambito, il divario tra quanto emerso in Ucraina e in Iran e quanto effettivamente assimilato dalle istituzioni militari occidentali è significativo.
La dimensione dell’offensiva sul moderno campo di battaglia
Le prime analisi sulla guerra in Ucraina sono state dominate dall’idea di una supremazia della difesa: il ritorno della guerra di trincea e l’apparente obsolescenza dell’offensiva corazzata. Il dibattito accademico su tale questione rimane aperto. Tuttavia, le evidenze offrono un quadro più variegato, in cui si riscontrano sia operazioni offensive, sia difensive coronate da successo21. L’innovazione offensiva sta avvenendo a livello tattico e comporta implicazioni significative per qualsiasi forza armata chiamata a confrontarsi con un avversario di pari livello.
Le forze di terra ucraine, pur operando in condizioni di significativa carenza di personale e affrontando un esercito russo che ha migliorato le proprie capacità di apprendimento e adattamento, hanno nondimeno sviluppato nuove metodologie offensive che rappresentano un’importante innovazione concettuale. L’avanzata ucraina nell’oblast’ russa di Kursk, nell’agosto 2024, ha dimostrato che le manovre tattiche e operative, così come le operazioni offensive, rimangono possibili anche a fronte dell’impiego massiccio di droni da parte di entrambi gli schieramenti. Il successo tattico non sempre si traduce in successo strategico, ma le operazioni offensive restano possibili nella nuova era dei droni.
L’esempio più recente di manovra offensiva è stato descritto da Dmytro Filatov, comandante del 1° reggimento d’assalto, in resoconti basati su fonti aperte risalenti all’inizio del 2026. Egli descrive nel dettaglio un attacco condotto da due battaglioni che ha ottenuto una penetrazione di dieci-dodici chilometri nelle linee russe, mentre unità di supporto effettuavano attacchi diversivi nell’area circostante, distruggendo assetti di ricognizione, accerchiando gli avamposti russi e procedendo alla loro eliminazione22.
L’innovazione fondamentale è consistita nell’impiego massiccio di droni come elemento decisivo della forza interarma. La fase iniziale di ogni attacco prevedeva un’azione di saturazione condotta dai droni: un’ondata di 200-300 velivoli che sciamavano sull’area d’assalto prescelta per individuare e colpire i bersagli prima dell’avanzata delle truppe di terra. Una volta avviata l’avanzata, le forze in difesa si trovavano di fronte a un dilemma impossibile: restare in posizione, rischiando di essere individuate e distrutte dall’artiglieria o da grandi droni bombardieri armati con munizionamento di diverso tipo, oppure spostarsi, venendo rapidamente rilevate e braccate da droni FPV più piccoli e agili. La prima ondata di droni fungeva simultaneamente da arma a tiro diretto, strumento di ricognizione e mezzo di neutralizzazione del nemico. Parallelamente, squadre dedicate al contrasto dei droni proteggevano le forze in avanzata e impedivano le operazioni dei droni russi. Ciò ha modificato l’economia delle operazioni Counter-Unmanned Aircraft Systems (C-UAS) e offre uno strumento per condurre manovre offensive con maggiori garanzie di successo.
Non si tratta di un’innovazione di nicchia. Essa rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui vengono condotte le operazioni interarma a livello tattico. È un’evoluzione sul piano concettuale della professione militare che vede l’efficace assimilazione di nuove tecnologie e richiede che le unità di droni siano integrate nella pianificazione delle manovre in profondità tanto quanto l’artiglieria, la fanteria, il genio o le forze corazzate.
Nessun esercito occidentale possiede attualmente tale capacità. Pochi la stanno sviluppando in modo sistematico. Troppi continuano a concepire i droni come semplici sensori o risorse di attacco di nicchia, anziché come l’elemento decisivo di una squadra interarma.
Il triangolo offensivo russo
Comprendere l’innovazione offensiva in Ucraina richiede anche di capire come la Russia abbia evoluto il proprio approccio offensivo. Ciò è dovuto al fatto che qualsiasi futuro avversario dell’Occidente assomiglierà più probabilmente alle forze armate russe come evolutesi nel 2026, piuttosto che alla forza rigida e centralizzata che ha fallito in modo così evidente nel 2022.
Jack Watling, del Royal United Services Institute, ha descritto l’evoluzione della dottrina offensiva russa in quello che egli definisce il “triangolo offensivo russo“23. Le forze di terra russe cercano innanzitutto di bloccare le unità ucraine in prima linea impiegando fanteria e truppe meccanizzate. Successivamente, limitano la manovra ucraina e logorano il nemico attraverso droni FPV, munizioni circuitanti e fuoco indiretto – come artiglieria e mortai – nonché mine a dispersione piazzate tra le posizioni ucraine e nelle retrovie. Infine, le forze aeree russe impiegano bombe plananti UMPK contro le forze ucraine, ormai bloccate nelle loro posizioni difensive dagli effetti delle azioni precedenti.
Questo approccio pone un dilemma per la forza in difesa, costringendola a scegliere tra il mantenimento di posizioni difensive statiche – che riduce le perdite causate dai droni, ma espone al rischio di distruzione tramite bombe plananti – e il mantenimento della mobilità, che evita le bombe plananti, ma aumenta la vulnerabilità ai droni. Tale dilemma non è legato esclusivamente al contesto geografico ucraino; qualsiasi forza difensiva che si trovi ad affrontare un avversario statuale capace di impiegare il “triangolo offensivo russo” si troverà di fronte a una variante di questa problematica. I pianificatori dovrebbero riflettere attentamente su come la dottrina, la struttura delle forze e le scelte in materia di equipaggiamenti affrontino questa sfida.
Il ruolo dei droni come strumento di guerra ibrida
Per affrontare questa tematica, vogliamo soffermare la nostra attenzione su un case-study paradigmatico: l’attacco portato a un aereo ucraino fermo su una pista dell’aeroporto di Lipsia, dunque non sul territorio ucraino e nemmeno su quello russo. La sera del 4 agosto 2026, un drone carico di esplosivo si è schiantato contro l’ala di un aereo cargo ucraino An-124 parcheggiato all’aeroporto di Lipsia/Halle, nello stato tedesco della Sassonia. L’ordigno non è esploso ed è precipitato a terra, dove è stato ritrovato diverse ore dopo da un autista di autobus24. Al momento dell’impatto, l’aereo era vuoto, ma poco prima dell’incidente aveva trasportato munizioni dalla Francia via Lipsia25. Si può solo immaginare l’entità della distruzione che si sarebbe potuta verificare se l’atto di sabotaggio fosse riuscito a provocare l’esplosione di un aereo carico di munizioni. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato che le indagini della polizia e i dati dell’intelligence indicavano la responsabilità della Russia nel tentativo di attentato26. Vediamo quale sembrerebbe sia stata la modalità organizzativa di questo attentato che, se fosse confermato in tutte le sue modalità, aprirebbe una finestra su scenari inquietanti.
Secondo la ricostruzione fatta dai giornalisti di The Insider in collaborazione con quelli di Der Spiegel, la responsabilità dell’organizzazione e dell’esecuzione dell’attentato risalirebbe al colonnello del GRU Denis Smolyaninov, individuato a Mosca nel gennaio 2026 in compagnia di ambigui personaggi quali Vladimir Trofimov, istruttore di lancio del coltello e diacono della Chiesa ortodossa, e Andrei Usachev, trafficante d’armi27. Per gli aspetti di nostro interesse, concentriamoci sulla figura di quest’ultimo. Usachev è stato il fondatore dell’azienda produttrice di sistemi d’armamento Oruzheynaya Palata, che inizialmente ha prosperato grazie al fatto di essere diventata fornitrice ufficiale della Rosgvardia, la Guardia Nazionale russa. Nel 2023, tuttavia, l’azienda è finita al centro di uno scandalo, quando si è scoperto che il suo sistema anti-drone denominato Vyzhigatel non era uno sviluppo tecnologico autoctono russo, bensì un drone commerciale cinese (lo Skyfend Hunter SHH100) importato illegalmente in Russia28. In seguito a questa vicenda, il fondatore Usachev ha lasciato ufficialmente la guida della società, ma la sua esperienza nel campo dei droni militari lo ha reso interessante per il GRU, l’intelligence militare russa. Usachev si e poi legato ad un altro singolare individuo, tale Oleg Levushkin, suo conoscente della città di Pskov. Levushkin era noto per la sua passione per la motocicletta e come piccolo imprenditore che gestiva una piccola azienda di importazione di tè, caffè e spezie. Per il GRU, Levushkin avrebbe rappresentato una risorsa importante in quanto cittadino lettone e, pertanto, in grado di circolare liberamente nell’Unione Europea. Levushkin sarebbe l’esecutore materiale del fallito attentato, insieme a un complice: Andrei Karshakov, un cittadino bielorusso residente in Russia. In base a quanto riportato dai media tedeschi, tracce del DNA di Karshakov sarebbero state rinvenute su un’antenna che sarebbe servita ad amplificare il segnale del drone mentre l’operatore lo dirigeva verso il bersaglio29.
Un piano che vede un coinvolgimento sovranazionale, con al vertice la Russia e l’impiego di cittadini di provenienze diverse, ma con un denominatore comune: la capacità e la determinazione all’uso di droni come arma per eseguire azioni un tempo effettuate con le bombe collocate manualmente sugli obiettivi.
Il ruolo della rete mobile nella gestione dei droni sul campo di battaglia
La rete mobile in Ucraina gioca un ruolo cruciale nella gestione e nel controllo dei droni, fungendo sia da canale di comunicazione operativo, sia da strumento di difesa e monitoraggio:
“Per anni, la strategia militare ha dato per scontato che le reti mobili civili avrebbero avuto un ruolo minimo o nullo nelle comunicazioni con i droni. Gli eventi in Ucraina hanno dimostrato che tale presupposto era errato. Esaminando lo sviluppo dei droni sia in Russia che in Ucraina, e basandosi su sistemi abbattuti e catturati, il rapporto rivela una costante evoluzione nel modo in cui i droni sfruttano la capacità di connessione mobile, dal posizionamento di base alla trasmissione di dati più sofisticata, fino ad arrivare, in alcuni scenari, al controllo remoto. Il risultato è un campo di battaglia in cui le scelte di comunicazione sono determinate dalla missione, dall’ambiente e dalla minaccia. Alcuni droni utilizzano le reti mobili per la telemetria o come connessione di riserva, mentre altri si affidano ad esse come canale di controllo primario, soprattutto quando operano in profondità dietro le linee nemiche, dove altri collegamenti potrebbero essere inaffidabili o non disponibili.”30
L’appoggio alle infrastrutture di rete mobile permette di superare i limiti della linea di vista dell’operatore, ampliando il raggio di volo, la trasmissione video ad alta definizione e le capacità di ricognizione. Attraverso applicazioni mobili dedicate, poi, la rete cellulare viene impiegata per raccogliere e segnalare in tempo reale alle forze armate il passaggio di droni nemici, aiutando i team della difesa antiaerea a tracciarli e abbatterli. È quanto accade a Odessa con il progetto Eppo, sviluppato dalla Technari. Si tratta di un software col quale milioni di ucraini “possono unirsi al supporto delle forze armate.” Chiunque ha un telefono, può diventare un “occhio della difesa aerea”31. Dato l’utilizzo strategico della telefonia mobile, le forze russe hanno fatto largo ricorso a interventi di disturbo (jamming) o al blocco/spegnimento mirato delle reti mobili in determinate aree e province per disorientare o neutralizzare gli attacchi dei droni ucraini:
“Da diversi mesi ormai l’Ucraina risponde agli attacchi sempre più devastanti della Russia con strategie mirate, inviando i droni d’assalto contro gli obiettivi più sensibili delle infrastrutture su tutto il territorio russo, cercando di distruggere gli arsenali militari e le fabbriche di armamenti, e con i suoi hacker cerca di inibire le capacità di connessione del mondo digitale e comunicativo della Russia. Un primo attacco simbolico era avvenuto il 22 aprile, giorno del compleanno di Lenin, quando un’importante riserva di armi era saltata in aria presso la città di Kiržač, … Da allora le autorità centrali e regionali, temendo la capacità degli ucraini di raggiungere le località più strategiche, hanno cominciato a scollegare le connessioni mobili intorno ad esse, per evitare interferenze dei droni che si orientano sfruttando le sim-card degli operatori russi. All’inizio si pensava che tale emergenza sarebbe stata superata in tempi rapidi, trovando delle adeguate contromisure, ma il tempo è trascorso senza riuscire a fermare gli attacchi dei droni, e ora le misure di sicurezza sono diventate quasi permanenti su gran parte del territorio della Federazione. L’intenzione delle autorità sarebbe quella di escludere la rete mobile nelle fasi di pericolo in luoghi specifici, dove i militari indicano la probabilità degli assalti; soprattutto in provincia, però, questa capacità di selezione degli obiettivi appare poco realizzabile, e i governatori finiscono per scollegare intere regioni a tempo indeterminato. Si diffonde ormai la sensazione di essere tutti sconnessi, ovunque e per sempre, e si cerca di adattarsi alla nuova realtà che appare ormai inaccettabile, in quanto la rete mobile è diventata una parte essenziale della vita di tutte le persone.”32
Per ovviare alla vulnerabilità delle reti mobili e del GPS di fronte al jamming e allo spoofing, il conflitto ha spinto verso l’adozione parallela di sistemi resilienti come i droni a fibra ottica, immuni alla guerra elettronica33.
Considerazioni conclusive
Il secondo aspetto dell’adattamento offensivo in Ucraina è rappresentato dagli attacchi a lungo raggio. Lo sviluppo da parte dell’Ucraina di capacità di attacco sempre più sofisticate a partire dal 2022 — dai droni di sorveglianza di epoca sovietica modificati a una famiglia di missili da crociera di produzione nazionale con gittata fino a 2.000 chilometri — costituisce uno straordinario caso di studio di rapida innovazione nell’industria della difesa. Il ritmo di questo sviluppo è sorprendente.
Nell’agosto 2024, l’Ucraina ha annunciato il drone-razzo Palianytsia, con una gittata di 500-700 chilometri34. Nel dicembre 2024, ha svelato il missile da crociera a lungo raggio Ruta, anch’esso con una gittata di 500-700 chilometri35. Nell’ultimo anno sono stati inoltre presentati il missile FP5 Flamingo (gittata di 3.000 chilometri), una variante a maggior raggio del missile Neptune (gittata di 1.000 chilometri), e il missile balistico FP7 (un’alternativa al sistema statunitense ATACMS, con una gittata di 300 chilometri). Questa generazione di sistemi avanzati di attacco di precisione – equivalente a un decennio o più di normali acquisizioni occidentali – è stata sviluppata in meno di tre anni36. Le evidenze tratte dai conflitti moderni suggeriscono un mix che include alcuni sistemi grandi e tecnologicamente complessi, grandi quantità di sistemi autonomi (aerei, marittimi e terrestri) più economici, nonché investimenti nell’innovazione e nella produzione nazionale. L’esperienza ucraina fornisce la base empirica per questa raccomandazione: i sistemi di produzione nazionale, suscettibili di rapidi aggiornamenti, si sono rivelati operativamente decisivi e garantiscono una resilienza della catena di approvvigionamento impossibile da ottenere attraverso la dipendenza da armi di precisione importate.
L’entità senza precedenti degli attacchi aerei e missilistici russi durante la guerra contro l’Ucraina sottolinea l’importanza di una difesa aerea e missilistica credibile e solida. In risposta alla guerra della Russia contro l’Ucraina, l’Alleanza ha potenziato la difesa aerea della NATO lungo il fianco orientale, rafforzando la capacità di deterrenza e difesa dei paesi membri.
L’integrazione è un requisito essenziale per la difesa aerea e missilistica integrata della NATO, in quanto garantisce il coordinamento di tutte le capacità di difesa aerea e missilistica disponibili. Un prerequisito fondamentale per l’integrazione è l’interoperabilità (procedurale, tecnica e umana). Un esempio di integrazione è rappresentato dai sistemi di comando e controllo aereo (Air C2) della NATO, che consentono all’Alleanza di gestire le operazioni aeree all’interno e all’esterno dell’area euro-atlantica. I sistemi coprono un teatro operativo che si estende per 81 milioni di chilometri quadrati (esclusa la capacità di dispiegamento), dal punto più settentrionale della Norvegia al Mar Mediterraneo e dal punto più orientale della Turchia all’Atlantico settentrionale37.
Al vertice di Ankara del 2026, gli Alleati hanno aggiornato il loro piano operativo per lo svolgimento della missione NATO di difesa aerea e antimissile (IAMD). Nell’ambito di un pacchetto di misure volte a garantire un utilizzo flessibile, adattabile ed efficiente delle risorse e delle capacità disponibili, gli hanno concordato di potenziare il pattugliamento aereo e di integrarlo con altre attività per formare una postura di difesa aerea completa.
Abbiamo visto come la guerra della Russia contro l’Ucraina ha evidenziato la minaccia rappresentata dai sistemi aerei senza pilota (UAS) e dai veicoli aerei senza pilota (UAV). Dato che i droni sono relativamente economici e facili da produrre in serie e da impiegare sul campo di battaglia, la difesa aerea e antimissile della NATO ha dovuto evolversi rapidamente per far fronte a queste nuove capacità. Attraverso iniziative come il programma NATO Drone Edge38 , l’Alleanza si impegna a sviluppare capacità offensive con UAS come deterrente e soluzioni anti-UAS come capacità difensive fondamentali.
Sotto il profilo del terrorismo come procedura operativa al servizio della guerra ibrida in atto tra Russia ed Europa, infine, è necessario un attento studio di specifiche modalità di individuazione e neutralizzazione di questa tipologia di minaccia, quando attivata sul proprio territorio nazionale. Il tutto a prescindere dalla reazione della NATO e dalle relative regole di ingaggio, in considerazione delle difficoltà di attribuzione delle responsabilità derivanti proprio dalla caratteristica ibrida dell’attacco e dell’inopportunità di una reazione automatica che potrebbe innescare un’inauspicabile escalation del conflitto con il coinvolgimento diretto dell’Alleanza.
1 O. Molloy, Drones in Modern Warfare Lessons Learnt from the War in Ukraine, Australian Army Research Centre, 22/10/2024; Sam Scanlon, “Beyond FPVs: Learning the Lessons of the Ukraine War — All of Them”, Modern War Institute, West Point, 08/10/2025. https://mwi.westpoint.edu/beyond-fpvs-learning-the-lessons-of-the-ukraine-war-all-of-them/.
2 Si intende il tramonto della rigida separazione tra due storiche filosofie militari: da un lato la massa e la scala (grandi eserciti, produzione industriale di massa, logoramento) e dall’altro la precisione e la sofisticazione (tecnologie ad altissimo costo, sistemi d’arma complessi, attacchi chirurgici). I conflitti recenti (come la guerra in Ucraina) e l’evoluzione tecnologica hanno dimostrato che queste due dimensioni non sono più antitetiche, ma devono fondersi. Il nuovo paradigma richiede “massa di precisione” e “scala sofisticata a basso costo”.
3 M. C. Horowitz, Battles of Precise Mass. Technology Is Remaking War—and America Must Adapt, Foreign Affairs, November – December 2024.
4 Sistemi di contrasto ai piccoli aeromobili a pilotaggio remoto (Counter-Unmanned Aircraft Systems C-UAS) leggeri, portatili o a basso ingombro, progettati per proteggere piccole unità tattiche, truppe appiedate o asset isolati senza richiedere infrastrutture pesanti o equipaggi numerosi.
5 Brave1 è la piattaforma statale ucraina per l’innovazione nella tecnologia della difesa (lanciata nell’aprile 2023) che coordina lo sviluppo di soluzioni avanzate per la difesa aerea, il contrasto ai droni e i sistemi missilistici.
6 U. Rubin, Russia’s Iranian-Made UAVs: A Technical Profile, RUSI Commentary, Royal United Services Institute, 13/01/2023. https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/russias-iranian-made-uavs-technical-profile; N. Hollenbeck e al., Calculating the Cost-Effectiveness of Russia’s Drone Strikes, Center for Strategic and International Studies, 19/02/2025. https://www.csis.org/analysis/calculating-cost-effectiveness-russias-drone-strikes; Russian Learning from Ukrainian Drone Warfare: A Strategic Adaptation Analysis, Defense.info 22/06/2025. https://defense.info/re-shaping-defense-security/2025/06/russian-learning-from-ukrainian-drone-warfare-a-strategic-adaptation-analysis/.
7 K. Livingstone, These are Ukraine’s $1,000 interceptor drones the Pentagon wants to buy, Military Times, 11/03/2026. https://www.militarytimes.com/news/pentagon-congress/2026/03/11/these-are-ukraines-1000-interceptor-drones-the-pentagon-wants-to-buy/.
8 Ting-Wei Lin, The Invisible Drone Wall, Research Institute for Democracy, Society and Emerging Technology, 22/04/2026. https://dset.tw/en/research/the-invisible-drone-wall-taiwans-quiet-support-for-a-china-free-european-drone-supply-chain/.
9 Defence City Launch, Record Interceptor Drone Deliveries, and Procurement Reform: The Ministry of Defence’s Highlights of the Week, 2026, Ministry of Defence of Ukraine, 10/01/2026. https://mod.gov.ua/en/news/defence-city-launch-record-interceptor-drone-deliveries-and-procurement-reform-the-ministry-of-defence-s-highlights-of-the-week; O. Molloy, Drone-on-Drone War: The Rise of Drone Interceptors during the War in Ukraine, Mick Ryan, 05/05/2026. https://mickryan.substack.com/p/drone-on-drone-war-the-rise-of-drone.
10 https://www.lowyinstitute.org/publications/modern-war-and-the-systemic-learning-deficit-in-western-military-institutions
11 C. Kremidas-Courtney, The New Economics of Warfare, European Policy Centre, 9/03/2026. https://www.epc.eu/publication/the-new-economics-of-warfare/; C. Barabaltchouk, Ukraine Interceptor Drones Double Kill Rate as Shahed Attacks Rise 35%, United24, 21/05/2026.
12 M. Van Wagenen, A.P. David, A Fiscal Crisis: The West is on the Wrong Side of Cost Curve, Real Clear Defense, 13/06/2024. https://www.realcleardefense.com/articles/2024/06/13/a_fiscal_crisis_the_west_is_on_the_wrong_side_of_cost_curve_1037896.html
13 S. Skove, Is the US military learning enough from Ukraine?, Defense One, 29/09/2024. https://www.defenseone.com/policy/2024/09/us-military-learning-enough-ukraine/399893/.
14 Army Adapts Doctrine Force-Wide, Integrating Drone Lessons to Achieve “Drone Dominance”, US Army, 30/03/2026. https://www.army.mil/article/291361/army_adapts_doctrine_force_wide_integrating_drone_lessons_to_achieve_drone_dominance.
15 F. Borsari, G. Davis Jr., An Urgent Matter of Drones, Center for European Policy Analysis, 27/09/2023; D. Axe, Europe’s Porous Air Defences Unmasked by Iran War, Center for European Policy Analysis, 30/03/2026. https://cepa.org/article/europes-porous-air-defenses-unmasked-by-iran-war/.
16 S. Walker, Russian drone incursion into Poland was Kremlin test on NATO, The Guardian, 15/09/2025. https://www.theguardian.com/world/2025/sep/14/russian-drone-incursion-poland-nato-ukraine-europe; Layered ounter-UAS Initiative (LCI-X) is Building NATO’s Approach to a Fast-Moving Threat, NATO Allied Command Transformation, 18/05/2026. https://www.act.nato.int/article/lci-x-builds-approach-fast-moving-threat/; A. Domalewska, NATO’s Drone Dilemma: Why Article 5 Needs a Grey-Zone Strategy, Institute for Diplomacy and Economy, 22/05/2026. https://www.institude.org/opinion/natos-drone-dilemma-why-article-5-needs-a-grey-zone-strategy.
17 M. Blenkin, Ukraine Sees Lessons for Australia, Australian Defence Magazine, 05/11/2025. https://www.australiandefence.com.au/news/news/ukraine-sees-lessons-for-australia.
18 K. Livingstone, cit.
19 J. Landale, US Asked Ukraine for Help Fighting Iranian Drones, Zelensky Says, BBC, 06/03/2026. https://www.bbc.com/news/articles/cr5llg0e9g9o.
20 D. Deputula, J. Matisek, Missiles Aren’t Strategy: lessons from Iran for a Pacific Air War, War on the Rocks, 18/05/2026. https://warontherocks.com/missiles-arent-strategy-lessons-from-iran-for-a-pacific-air-war/; Lessons from Operation Roaring Lion: Defending the Defenders, The Jerusalem Post, 20/04/2026. https://www.jpost.com/defense-and-tech/article-893610.
21 Stephen Biddle, Back in the Trenches: Why New Technology Hasn’t Revolutionized Warfare in Ukraine, Foreign Affairs, 10/09/2023. https://www.foreignaffairs.com/ukraine/back-trenches-technology-warfare; S. Biddle, How Russia Stopped Ukraine’s Momentum: A Deep Defense Is Hard to Beat, Foreign Affairs, 29/01/2024. https://www.foreignaffairs.com/ukraine/how-russia-stopped-ukraines-momentum.
22 S. Korshak, Ukrainian Assault Infantry Tactics — A Window, Substack, 17/03/2026. https://stefankorshak.substack.com/p/march-13-2026-friday-day-1478a-return.
23 J. Watling,, N. Reynolds, Tactical Developments During the Third Year of the Russo–Ukrainian War, RUSI, 2025.
24 Drone with detonator found near Ukrainian cargo plane at Leipzig airport, The Insider, 05/08/2026. https://theins.press/en/news/295744.
25Anschlag auf Munitionstransporte geplant? (Attacco pianificato contro i trasporti di munizioni?), Tagesshau, 06/08/2026. https://www.tagesschau.de/investigativ/drohnenfund-leipzig-100.html.
26 Germany accuses Russia of Leipzig airport attack, moves to close Russian House in Berlin and consulate in Bonn, The Insider, 01/09/2026. https://theins.press/en/news/296687.
27 H. Grozev, R. Dobrokhotov, Дрон на службе ГРУ. Как российские спецслужбы организовали (и провалили) диверсию в аэропорту Лейпцига (Un drone al servizio del GRU: come l’intelligence russa ha organizzato (e fallito) il sabotaggio all’aeroporto di Lipsia), The Insider, 08/10/2026. https://theins.press/en/inv/298011.
28 Контрабанда военной техники: Росгвардию оснастили китайскими антидроновыми системами (Contrabbando di equipaggiamento militare: la Guardia Nazionale russa è equipaggiata con sistemi anti-drone cinesi), Arbat Media 06/09/2024. https://arbatmedia.kz/exo-moskvy/kontrabanda-voennoi-texniki-rosgvardiyu-osnastili-kitaiskimi-antidronovymi-sistemami-8188.
29 A. Dinger, I. Naber, L. Pfahler,Deutsche Behörden identifizieren russische Agenten hinter Drohnenangriff von Leipzig (Le autorità tedesche hanno identificato agenti russi responsabili dell’attacco con droni a Lipsia), Welt, 14/09/2026. https://www.welt.de/politik/plus6aa3f7aa240b302c8a841697/leipzig-deutsche-behoerden-identifizieren-russische-agenten-hinter-drohnenangriff-von-leipzig.html.
30 How Mobile Networks Are Changing Drone Warfare, GSMA, 29/07/2026. https://www.gsma.com/get-involved/gsma-membership/gsma_resources/enea-mobile-networks-changing-drone-warfare/.
31 A. Tinari, App “caccia droni” sugli smartphone ucraini: “Ognuno diventi un osservatore antiaereo responsabile”, Rai News, 10/11/2022. https://www.rainews.it/articoli/2022/11/la-app-caccia-droni-sugli-smartphone-ucraini-ognuno-diventi-un-osservatore-antiaereo-responsale-d7f5d848-ce94-4cd0-b8fa-95a5b9d1f200.html.
32 V. Rozanskij, Cellulari russi senza connessione: il fronte digitale della guerra con l’Ucraina, Pime Asianews, 26/08/20225. https://www.asianews.it/it/asia-del-nord/russia/cellulari-russi-senza-connessione-il-fronte-digitale-della-guerra-con-l-ucraina.
33 V. Leone, A. Poliakova, Come i droni a fibra ottica stanno cambiando la guerra in Ucraina, Wired, 02/08/2025. https://www.wired.it/gallery/droni-a-fibra-ottica-guerra-ucraina-reportage-foto/.
34 I. Khomenko, Ukraine Reveals Specs of ‘Palianytsia’ — Its Secret Long-Range Rocket Drone, United24, 02/09/2025. https://united24media.com/latest-news/ukraine-reveals-specs-of-palianytsia-its-secret-long-range-rocket-drone-11319.
35 E.M. Encarnacion, Ukraine’s ‘Ruta’ Grows Beyond Loitering Role, Emerges as Cruise Missile in New Iteration, The Defense Post, 16/01/2026. https://thedefensepost.com/2026/01/16/ukraine-ruta-cruise-missile/.
36 M. Ryan, Adaptation War: Confronting the New Adversary Learning and Adaptation Bloc, (Special Competitive Studies Project, 2025).
37 NATO Integrated Air and Missile Defense, NATO, 07/10/2026. https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/nato-integrated-air-and-missile-defence.
38 https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2026/07/07/natos-drone-edge.

