Breaking
Ultimo 4 novembre? • Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria • Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico • Elezioni in Israele: Netanyahu non vince, Eisenkot non sfonda e l’Iran resta una minaccia • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” • Ultimo 4 novembre? • Nasce Difesa Online Edizioni: il nostro primo libro racconta una vita straordinaria • Attacco a Yandex. La guerra nei tre domini: fisico, cognitivo e cibernetico • Elezioni in Israele: Netanyahu non vince, Eisenkot non sfonda e l’Iran resta una minaccia • Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington • Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? • L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex • Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» • Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati • 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria • Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? • KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma • Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI • Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” •
Industria

Leonardo e Baykar, il futuro del combattimento aereo passa dall’M-346

Il primo test K-SWARM porta in volo il teaming tra M-346 e KIZILELMA, segnando un passo concreto verso il combattimento aereo collaborativo

redazione redazione · · 5 min di lettura

Leonardo e Baykar hanno completato la prima fase di prove in volo del programma K-SWARM, segnando un passaggio significativo nello sviluppo delle capacità di Crewed/UnCrewed Teaming, cioè l’integrazione operativa tra velivoli con equipaggio e piattaforme senza pilota. Non si è trattato soltanto di una simulazione, ma di una campagna di voli reali condotta nel mese di maggio presso un centro prove Baykar a Çorlu, in Turchia.

In volo sono stati impiegati due M-346 – un M-346 Fighter Attack di proprietà dell’azienda e un T-346A dell’Aeronautica Militare nel ruolo di chase aircraft – insieme al Bayraktar KIZILELMA, velivolo da combattimento senza pilota sviluppato da Baykar.

Il cuore dell’attività è stato la verifica di algoritmi di collaborazione e coordinamento tra piattaforme diverse. In termini semplici, l’obiettivo non è più soltanto far volare un drone accanto a un aereo pilotato, ma consentire a un sistema con equipaggio di comandare, coordinare e sfruttare assetti senza pilota in formazione, riducendo il carico sul pilota e aumentando l’efficacia della missione.

Aggiungi DifesaOnline come sorgente preferita su Google

Durante la campagna, il KIZILELMA ha effettuato rullaggio e decollo autonomi, per poi ricongiungersi autonomamente con l’M-346 Fighter Attack grazie agli algoritmi di Smart Fleet Autonomy sviluppati nei laboratori Hardware-in-the-Loop di Baykar. Successivamente, l’M-346 ha assunto il controllo del velivolo senza pilota attraverso una suite avionica integrata e un sistema di calcolo dedicato al teaming tra piattaforme pilotate e non pilotate.

Sono state provate diverse formazioni e manovre, tra cui cambi di posizione, separazioni e ricongiungimenti. Il KIZILELMA ha eseguito autonomamente i comandi trasmessi dall’M-346, dimostrando la possibilità di coordinare in volo piattaforme ad alte prestazioni con logiche di cooperazione più avanzate rispetto al semplice controllo remoto.

A rendere possibile il test è stata anche una catena digitale costruita fra Italia e Turchia. Leonardo ha sviluppato tattiche, procedure e algoritmi presso gli Avionic and Flight Control Innovation Labs e il PC2LAB di Torino, collegati al Full Mission Simulator M-346 di Venegono. Baykar, dal canto suo, ha integrato capacità avanzate di autonomia di flotta nei propri sistemi, accelerando l’integrazione con il KIZILELMA.

Un elemento non secondario riguarda la protezione e lo scambio dati. Le piattaforme hanno condiviso informazioni attraverso un sistema avanzato a radiofrequenza, protetto dalla Leonardo GCC Tactical Platform, architettura proprietaria di cyber defence pensata per proteggere e monitorare i sistemi in tempo reale. Nel combattimento aereo collaborativo, infatti, la superiorità non dipende solo dalla piattaforma, ma dalla capacità di collegare, proteggere e orchestrare sensori, velivoli e decisori.

Il programma K-SWARM rientra in una tendenza ormai centrale per le forze aeree più avanzate: trasformare i sistemi senza pilota da semplici mezzi telecomandati a moltiplicatori di forza integrati. Il drone non è più soltanto “un aereo senza pilota”, ma un nodo di missione capace di operare in formazione, condividere dati, eseguire compiti rischiosi, proteggere l’aereo pilotato o estenderne il raggio d’azione sensoriale e offensivo.

È qui che il test Leonardo-Baykar assume un valore industriale e dottrinale. L’M-346, nato come addestratore avanzato e poi evoluto anche in configurazione Fighter Attack, diventa una piattaforma ideale per sperimentare logiche di comando, controllo e cooperazione con assetti senza pilota. Il KIZILELMA, invece, rappresenta l’ambizione turca di portare il mondo unmanned oltre i tradizionali droni MALE, verso piattaforme jet più veloci, più integrate e più adatte a scenari di combattimento complessi.

La prova si inserisce nel quadro più ampio della collaborazione industriale tra Leonardo e Baykar, che ha già portato alla costituzione di LBA Systems, joint venture paritetica con sede in Italia, dedicata allo sviluppo di tecnologie unmanned. Il progetto unisce le competenze italiane nei sistemi di missione, nell’avionica, nella sensoristica, nella certificazione e nella cyber defence con l’esperienza turca nella progettazione e produzione di velivoli senza pilota. È una convergenza che risponde a una lacuna europea ormai evidente: la necessità di costruire rapidamente una massa industriale credibile nel settore dei droni militari.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’approvazione italiana alla joint venture, secondo quanto emerso nei giorni scorsi, è arrivata con condizioni legate alla tutela degli interessi strategici nazionali. Le vendite e gli sviluppi internazionali dovranno essere orientati verso Paesi politicamente allineati all’Europa e alla Nato, mentre le tecnologie coinvolte saranno classificate. È un passaggio prevedibile, perché il settore non riguarda semplicemente il mercato dei droni, ma il controllo di capacità critiche per la guerra futura.

Il prossimo passo sarà l’aumento della complessità delle prove. Leonardo e Baykar prevedono nuovi test nei prossimi mesi, con funzioni aggiuntive e scenari operativi più impegnativi. Il punto decisivo sarà capire fino a che livello l’autonomia potrà supportare il pilota senza sostituire la catena decisionale umana, soprattutto in contesti di combattimento ad alta intensità e in ambienti contestati dal punto di vista elettromagnetico e cyber.

La direzione, tuttavia, appare chiara. La superiorità aerea del futuro non sarà determinata solo dal singolo velivolo più performante, ma dalla capacità di mettere in rete piattaforme pilotate, sistemi senza pilota, sensori, algoritmi e comando umano. In questo quadro, il test K-SWARM non è una semplice dimostrazione tecnologica. È un segnale che spiega come il combattimento aereo europeo sta iniziando a spostarsi dal concetto di piattaforma al concetto di squadra.

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione