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Delcy Rodríguez e il dopo-Maduro: continuità o transizione?

Maria Grazia Labellarte · · 4 min di lettura

La vicepresidente esecutiva del Venezuela, Delcy Rodríguez, si profila come la figura centrale in un’eventuale fase di transizione del chavismo, dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti in seguito a una serie di attacchi militari avvenuti a Caracas e in altre aree del Paese.

Nonostante le speculazioni sul suo possibile ruolo futuro, Rodríguez ha ribadito con fermezza che Maduro rimane l’unico presidente legittimo del Venezuela. Il leader venezuelano è stato trasferito negli Stati Uniti dopo essere stato “arrestato” all’alba di sabato insieme alla moglie, Cilia Flores.

Durante un discorso trasmesso obbligatoriamente da radio e televisione, Rodríguez ha chiesto la liberazione immediata della coppia presidenziale, guidando un consiglio di difesa affiancata da figure di spicco del governo, tra cui il ministro dell’Interno e della Giustizia, Diosdado Cabello.

Una carriera politica di lungo corso

A 56 anni, Delcy Rodríguez è la seconda figura più importante del governo venezuelano dal 2018, quando ha sostituito Tareck El Aissami nel ruolo di vicepresidente esecutiva.

Lo stesso è stato uno dei politici più potenti del chavismo, ricoprendo incarichi chiave come ministro degli Interni, governatore di Aragua, vicepresidente del Venezuela e ministro del Petrolio. La sua carriera, però, è stata segnata da accuse internazionali di narcotraffico, corruzione e legami con reti criminali medio orientali, accuse che lui ha sempre negato.
Nel 2023 è caduto in disgrazia dopo un grande scandalo di corruzione legato a PDVSA, che ha portato alle sue dimissioni e alla sua scomparsa dalla scena pubblica.

DELCY dunque giá dal 2024 ricopre anche l’incarico di ministro degli Idrocarburi, posizione che la rende cruciale nella gestione economica del Paese e nei rapporti con il settore privato.

Nel corso della sua carriera ha occupato numerosi incarichi di rilievo:

  • ministro dell’Economia, Finanze e Commercio Estero
  • ministro della Comunicazione e dell’Informazione
  • ministro degli Esteri
  • presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente (2017)

Il suo primo ruolo istituzionale risale al 2006, quando fu nominata ministro del Despacho della Presidenza sotto il governo di Hugo Chávez.

Le radici familiari e politiche

Nata a Caracas il 18 maggio 1969, Rodríguez proviene da una famiglia profondamente legata alla militanza politica.
Il padre, Jorge Antonio Rodríguez, figura della sinistra rivoluzionaria e membro della Liga Socialista, morì nel 1976 in seguito alle torture subite durante la detenzione da parte della polizia politica dell’epoca.
Questo evento segnò profondamente il percorso politico dei fratelli Rodríguez: Delcy e Jorge Rodríguez, oggi presidente dell’Assemblea Nazionale.

Delcy Rodríguez è avvocato, laureata alla Universidad Central de Venezuela, con studi di diritto sociale a Parigi e un master in politica e società conseguito a Londra.

L’ipotesi di un governo di transizione

Nel 2025 il Miami Herald riportò che Rodríguez avrebbe offerto agli Stati Uniti la possibilità di guidare un governo di transizione senza Maduro, con l’obiettivo di preservare la stabilità politica del Paese.
Secondo il quotidiano, la proposta sarebbe stata presentata insieme al fratello Jorge e ad altri alti funzionari, con la mediazione del Qatar.
Rodríguez smentì categoricamente la notizia, accusando il giornale di diffondere “menzogne e spazzatura”.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che non intende inviare truppe in Venezuela né effettuare nuovi attacchi, a condizione che la vicepresidente venezuelana collabori con le richieste della sua amministrazione.

Rodríguez non ha commentato direttamente questi contatti, ma ha ribadito la disponibilità a negoziare con Washington una “agenda costruttiva”, purché nel rispetto della legalità internazionale e delle leggi venezuelane.

La linea ufficiale: Maduro resta il presidente

Nonostante le pressioni internazionali e le accuse di narcotraffico che Maduro dovrà affrontare negli Stati Uniti, Rodríguez continua a sostenere la sua piena legittimità come presidente costituzionale del Venezuela.

“Maduro è l’unico presidente del Paese”, ha ribadito nel suo intervento televisivo, riaffermando la posizione ufficiale del governo chavista in un momento di forte instabilità politica.

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