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Editoriale
Fact-Check

“Cultura della Difesa”: quando il Ministero sbaglia perfino l’ABC

Una pillola ministeriale incorona l’Eurofighter come velivolo più veloce dell’Aeronautica Militare, ma confronta prestazioni ottenute in condizioni differenti

Andrea Cucco · · 5 min di lettura

Sul sito del Ministero della Difesa qualcuno ha pensato bene di chiedere agli italiani: «Sai qual è l’aereo più veloce dell’Aeronautica Militare?».

Domanda semplice. Risposta altrettanto sicura: l’Eurofighter, capace di raggiungere Mach 2.

Fico! Peccato che la risposta sia sbagliata.

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Il Tornado, ancora in servizio nell’Aeronautica Militare, è accreditato di una velocità massima di Mach 2,2 in quota e in configurazione pulita. L’Eurofighter raggiunge Mach 2. Dunque, attenendosi alle prestazioni massime dichiarate e confrontando valori omogenei, l’aereo più veloce non è il Typhoon, ma il Tornado.

La spiegazione dell’errore è probabilmente nelle stesse schede tecniche pubblicate dall’Aeronautica Militare. Per l’Eurofighter viene indicata una velocità massima di 2.495 chilometri orari, senza specificare chiaramente quota e condizioni; per il Tornado compare invece il valore di 1.480 chilometri orari, riferibile alla penetrazione a bassa quota.

Quando/se (!) ci si pone un dubbio, si va alla fonte: in questo caso il sito ufficiale di Panavia Aircraft GmbH, il consorzio industriale responsabile dello sviluppo, della produzione e del supporto del Tornado. La tabella delle prestazioni non lascia spazio a interpretazioni. Per le versioni IDS, Recce ed ECR indica una velocità massima in quota e in configurazione pulita di Mach 2,2.

In altre parole, si è confrontata la prestazione in quota di un velivolo con quella a bassa quota dell’altro, fabbricando così un primato inesistente. Con lo stesso metodo, a Palazzo potrebbero tranquillamente confrontare i tempi di una marcia zavorrata con quelli di una corsa campestre. (A scanso di equivoci: no, non va fatto. E no, non va bene! Non lo ha suggerito Difesa Online)

La fisica non concede deroghe ai non addetti ai lavori: a parità di condizioni, Mach 2,2 resta superiore a Mach 2. Se per dimostrare il contrario occorre mescolare quote, configurazioni e parametri differenti, il problema non è l’aerodinamica. È la comparazione.

La responsabilità ricade certamente sulla catena gerarchica che ha prodotto e approvato la pillola di “Cultura della Difesa”, senza che nessuno avvertisse il bisogno di verificare. Una catena che, sul piano politico, ha come responsabile finale il ministro della Difesa.

Il problema nasce anche da una scheda istituzionale dell’Aeronautica Militare che presenta dati riferiti a condizioni di volo differenti senza spiegare al lettore, evidentemente profano, che non sono direttamente confrontabili. Insomma, l’Aeronautica Militare dovrebbe tenere maggiormente presente la casalinga di Voghera. E magari, prima ancora, il “collega” di via XX Settembre…

Viene naturale ora chiedersi con una certa apprensione: chi scrive, al Ministero, di navi, sommergibili, artiglierie o carri armati?

Un caccia “stabile” perché instabile

Nella stessa breve “lezione” si attribuisce all’Eurofighter una «elevata stabilità». Anche qui, la formulazione è tecnicamente infelice.

L’Eurofighter è stato progettato con stabilità aerodinamica rilassata (Relaxed Static Stability – RSS), cioè con una configurazione volutamente instabile per ottenere estrema agilità e rapidità di risposta. È il sistema di controllo digitale fly-by-wire a mantenerlo costantemente governabile, attraverso correzioni automatiche continue.

Presentare come caratteristica distintiva la sua “elevata stabilità” significa quindi descrivere in maniera semplicistica, se non rovesciata, proprio uno degli elementi centrali della progettazione di un moderno caccia da combattimento.

Due inesattezze tecniche in poche righe.

Un risultato notevole per una rubrica intitolata “Cultura della Difesa”.

Da Umberto Nobile alla storia semplificata

Mossi dalla curiosità e da una residua fiducia nei controlli istituzionali, siamo andati a scorrere altre pillole di saggezza ministeriali.

Ed ecco solo pochi mesi addietro comparire Umberto Nobile!

In una pagina dedicata al centenario del volo del dirigibile Norge, il ministero scrive che Nobile partì «a capo di un equipaggio internazionale, tra cui gli esploratori Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth».

La frase è quantomeno fuorviante. Nobile era il progettista e comandante dell’aeronave. Roald Amundsen era il capo della spedizione. Lincoln Ellsworth ne era co-organizzatore e finanziatore. Si trattava dunque di figure con responsabilità differenti, che non possono essere ridotte a componenti indistinti di una squadra posta semplicemente agli ordini dell’ufficiale italiano.

Nobile comandava il Norge. Amundsen guidava la spedizione.

Sarebbe bastato scriverlo.

Ma distinguere tra il comandante del mezzo e il responsabile dell’impresa avrebbe forse richiesto qualche riga in più e un minimo di precisione storica. Meglio, evidentemente, una semplificazione “nazionalistica” capace di trasformare Amundsen in un – come direbbe Gaetano Maria Barbagli – norvegese d’arredo, caricato sul Norge insieme alle provviste, alle carte nautiche e agli altri accessori della spedizione, affinché potesse contemplare in silenzio l’italica conquista dell’Artide e, una volta tornato a casa, riferire ai popoli del Nord che anche il Polo, finalmente, parlava romano.

I refusi capitano. Le sciocchezze dovrebbero fermarsi prima

Non vogliamo infierire sui refusi ortografici, quelli capitano a tutti, si correggono e si dimenticano.

Più difficile liquidare allo stesso modo un confronto aeronautico costruito su dati riferiti a condizioni differenti, una descrizione tecnicamente rovesciata della stabilità di un caccia e una ricostruzione storica che confonde il comando del dirigibile con la guida dell’intera spedizione.

Prima di impartire lezioni di cultura militare, aeronautica o storica agli italiani, basterebbe aprire una scheda tecnica completa, consultare un archivio o fare un giro sulle fonti che si dovrebbero conoscere e presidiare.

Il vero mistero non è quale sia l’aereo più veloce, ma come certe sciocchezze riescano a superare indenni uffici stampa, esperti, gerarchie e controlli prima di atterrare sul sito ufficiale.

Evidentemente quelle sì, volano più veloci del Tornado!

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