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Nato, conclusa la Steadfast Deterrence 2026

Tecnologia, interoperabilità e prontezza operativa al centro dell’esercitazione dell’Alleanza atlantica.

Stato maggiore dell'Esercito italiano Stato Maggiore Esercito · · 4 min di lettura
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Dal 5 al 13 maggio 2026 si è svolta la Mission Rehearsal Steadfast Deterrence 2026 (STDC26), un importante momento addestrativo, computer-assisted command post exercise della NATO, che ha confermato il ruolo centrale dell’Alleanza nella sicurezza collettiva dell’area euro-atlantica. L’esercitazione ha visto il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC) operare nel ruolo di quartier generale della Allied Reaction Force (ARF), nell’ambito del NATO Force Model, simulando un rapido dispiegamento nell’area baltica del Nord Europa con compiti di deterrenza e difesa.

L’attività ha coinvolto personale distribuito in diversi comandi NATO, tra cui, oltre a SHAPE a livello strategico e JFC Norfolk a livello operativo, anche il Joint Warfare Centre di Stavanger, in Norvegia, il Joint Force Command Naples e il Joint Force Command Brunssum, in un ambiente completamente interconnesso e multidominio. Questo modello distribuito ha consentito di testare capacità avanzate di comando e controllo, garantendo continuità operativa, rapidità decisionale e coordinamento tra le forze. Nel corso dell’esercitazione, l’ARF ha operato come strumento diretto di deterrenza alle dipendenze di SHAPE e di JFC NF, orchestrando le principali componenti multinazionali: la 3ª divisione francese quale Land Component Command, lo UK Strike Force come Maritime Component Command, lo UK Special Operations Component Command nonché il Joint Force Air Component Command e il Joint Logistic Support Group francesi. Questa integrazione ha dimostrato l’elevato livello di interoperabilità raggiunto, elemento chiave per affrontare scenari complessi e in continua evoluzione.

L’esercitazione ha posto particolare enfasi sull’innovazione tecnologica e sull’evoluzione delle capacità operative, in linea con le sfide emergenti quali guerra ibrida, cyber attacchi, minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN) e impiego crescente di droni (Counter – Unmanned Aerial System e Unmanned Aerial Vehicle). L’utilizzo di sistemi avanzati di comando e controllo e la digitalizzazione del campo di battaglia hanno evidenziato come la superiorità tecnologica rappresenti oggi un fattore determinante per garantire efficacia operativa e superiorità decisionale. L’esercitazione ha inoltre ribadito i principi fondanti dell’Alleanza Atlantica: coesione e difesa collettiva. Il continuo addestramento congiunto consente alle forze NATO di mantenere elevati standard di prontezza, adattandosi rapidamente a uno scenario di sicurezza sempre più complesso e multidimensionale, dove il contributo di ogni nazione risulta essenziale. In tale ambito, come già nel 2025, anche nel 2026 l’ARF si conferma una piattaforma di innovazione per la NATO e per le Nazioni che adotteranno i sistemi più avanzati che l’Alleanza impiegherà in futuro. In questa prospettiva, è evidente la continuità nel segno della trasformazione, dell’innovazione tecnologica, dell’interconnessione e della digitalizzazione.

Particolarmente rilevante è stato l’impiego di un comando distribuito in aree diverse come modello interconnesso e resiliente che ha assicurato la continuità delle capacità di comando e controllo, garantendo prontezza decisionale, continuità operativa e massima reattività, oltre alla capacità di pianificare interventi in ulteriori aree di crisi. Tali attività sono state supportate dall’impiego integrato delle moderne piattaforme di comando e controllo (C2) e dei sistemi di comunicazione avanzati della NATO, tra cui SitaWare, TOPFAS, LOGFAS e altri strumenti NATO FAS, che hanno permesso di sincronizzare efficacemente gli effetti nei vari domini e di mantenere un quadro operativo comune accurato e aggiornato.

In questo contesto, il personale italiano si è distinto per professionalità, capacità di pianificazione e prontezza operativa. Il 12 maggio, il comandante delle Forze Operative Terrestri, generale di corpo d’armata Lorenzo D’Addario, unitamente ad altri comandanti delle unità operative dell’Esercito Italiano, ha visitato il personale impegnato, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto e sottolineando l’importanza dell’addestramento nel contrasto alle nuove minacce. Nel suo intervento, il Generale D’Addario ha evidenziato come la preparazione mentale e fisica, unita alla capacità di assumere decisioni rapide e precise, rappresenti un elemento imprescindibile per operare efficacemente negli scenari contemporanei.

Steadfast Deterrence 2026 si conferma così un banco di prova fondamentale per la NATO, rafforzando la prontezza e la capacità dell’ARF di operare come forza congiunta e pienamente interoperabile, pronta a essere dispiegata in tempi rapidissimi per affrontare l’intero spettro delle crisi contemporanee, confermando ancora una volta che “insieme siamo più forti”.

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