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Missioni

La fregata Emilio Bianchi libera peschereccio iraniano sequestrato da pirati somali

Marina Militare · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

​Esistono momenti nell’attività operativa di un’unità navale che ne consacrano il valore professionale e la prontezza d’intervento: azioni reali che trasformano la sorveglianza marittima in un atto di protezione del traffico mercantile e salvaguardia della vita umana.

La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Emilio Bianchi (F 599), i primi giorni di aprile ha effettuato la liberazione del dhow iraniano Al WASEEMI, sequestrato lo scorso 24 marzo da un gruppo di pirati somali a 400 miglia nautiche a est di Mogadiscio.  

L’unità ha condotto una complessa operazione di pressione e isolamento, coadiuvata dalla fregata spagnola ESPS Canarias, anche lei appartenente alla Task Force 465 Atalanta. Le unità hanno affrontato con determinazione la minaccia di un “Pirate Action Group” che intendeva trasformare il peschereccio in una “nave madre” per colpire il traffico mercantile d’altura. 

Attraverso una manovra di precisione definita “concertina effect”, gli assetti organici di nave Emilio Bianchi hanno reso insostenibile la posizione dei sequestratori, costringendoli alla fuga sulla costa nord-occidentale della Somalia nella giornata del 4 aprile.  

Il culmine dell’intervento si è raggiunto il 5 aprile, quando i team ispettivi della brigata marina San Marco (BMSM) hanno effettuato il “Friendly Approach” del peschereccio, impiegando con destrezza i mezzi veloci RHIB, Hurricane e con il supporto aereo dell’elicottero SH-90 organico alla nave. 

Una volta messa in sicurezza l’area, l’equipaggio ha fornito immediato supporto, cibo e acqua ai 20 membri dell’equipaggio iraniano, provati dal sequestro durato alcune settimane, ma finalmente liberi. ​

Nave Bianchi, nel suo ruolo di Flagship della 52ª rotazione dell’Operazione EUNAVFOR ATALANTA, ha dato prova della versatilità della fregata italiana. Il successo dell’operazione è il risultato dell’instancabile lavoro dell’equipaggio e della sinergia tra gli assetti di bordo e l’unità ESPS Canarias, confermando l’eccellenza tecnologica e operativa della Marina Militare nel bacino somalo.  

L’equipaggio della FREMM ha sostenuto ogni fase del monitoraggio e dell’intervento garantendo al force commander della task force, il contrammiraglio Daniele Paolo Maria Martinuzzi, e al suo staff internazionale, una piattaforma operativa d’avanguardia.  

Per l’equipaggio, questa operazione rappresenta un banco di prova superato con estrema efficacia, riaffermando l’impegno della Marina Militare nella tutela degli interessi nazionali e della libertà di navigazione nelle aree sempre più estese del cosiddetto Mediterraneo Allargato.  

Con la liberazione del peschereccio Al WASEEMI, Nave Emilio Bianchi scrive una pagina di efficienza ed efficacia operativa, portando un segnale di sicurezza e legalità nelle acque dell’Oceano Indiano.

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