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Mare

Innovazione tecnologica: impiego tattico integrato di droni

Marina Militare · · 3 min di lettura

Dal 2 al 27 marzo, presso il sedime di MARICENTADD, è stata svolta la fase di de-risking di OPEX TASK 26-1 (Operational Experimentation), nuovo appuntamento del percorso di sperimentazione operativa promosso dalla Marina Militare nell’ambito dell’innovazione tecnologica multidominio.

L’attività rappresenta un passaggio chiave nel processo di valutazione e integrazione di tecnologie avanzate sviluppate dall’industria nazionale e internazionale. Diverse aziende sono infatti impegnate nel dimostrare sul campo le capacità dei propri sistemi, tra cui velivoli a controllo remoto (UAV), mezzi terrestri senza equipaggio (UGV), unità di superficie radio-comandati (USV), radar e sistemi di contrasto di droni (C-UAV), architetture di comando e controllo (C2) e soluzioni di connettività avanzata (incluse “bolle” 5G attivabili in relazione alla situazione tattica).

L’attività si svolge secondo un programma definito congiuntamente tra la Marina e l’industria, sotto il coordinamento del Comitato per le Sperimentazioni Operative Multidominio di Forza Armata (C.S.O.M.), con l’obiettivo di verificare maturità tecnologica, interoperabilità e affidabilità operativa dei sistemi prima delle successive fasi di sperimentazione in ambiente pienamente operativo.

La fase di de-risking non costituisce una semplice dimostrazione tecnologica, ma un passaggio strutturato volto a ridurre i rischi tecnici e operativi. In questa fase vengono infatti testati l’integrazione nei sistemi di comando e controllo (C2) militari, la capacità di resilienza delle comunicazioni, la compatibilità elettromagnetica tra sensori di bordo e dispositivi a pilotaggio remoto (unmanned) e l’impiego effettivo dei sistemi da parte di personale militare.

L’obiettivo è duplice: da un lato garantire che le tecnologie siano realmente impiegabili in scenari complessi e multidominio; dall’altro selezionare e maturare quelle soluzioni che potranno essere inserite nelle future campagne OPEX in mare.

L’interesse della Marina per questa attività è particolarmente elevato. La crescente rilevanza dei sistemi unmanned, delle capacità di protezione C-UAV e delle architetture di comando e controllo integrate impone infatti un’accelerazione nei processi di sperimentazione e validazione. OPEX TASK 26-1 si è inserita in questa traiettoria, rafforzando il dialogo tra Forza Armata e industria.

Al tempo stesso, anche le aziende coinvolte hanno supportato con grande attenzione la fase di de-risking: un banco di prova concreto per dimostrare non solo le prestazioni tecniche dei propri prodotti, ma soprattutto la loro capacità di integrarsi in un ecosistema operativo militare reale.

Con la conclusione delle attività presso MARICENTADD ha inizio un nuovo capitolo della sperimentazione multidominio della Marina Militare, in cui innovazione tecnologica ed esigenze operative si incontrano in un contesto strutturato e sempre più orientato all’efficacia sul campo.

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