Si è svolta, presso la sede del comando trasmissioni e della Scuola delle Trasmissioni e Informatica, la cerimonia di consegna del basco d’Arma a 53 volontari in ferma iniziale del 2° blocco VFI 2025 che hanno completato il 4° corso di specializzazione, divenendo “Operatori per le Comunicazioni” e “Operatori Informatici”.
Schierati sul piazzale d’onore, i nuovi trasmettitori hanno ricevuto il copricapo di specialità e il fregio d’Arma dal capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carmine Masiello, dal comandante delle forze di supporto al combattimento e decano dell’Arma Trasmissioni, generale di corpo d’armata Giovanni Gagliano, e dal presidente dell’Associazione Genieri e Trasmettitori, Generale di Brigata (ris.) Luigi Infussi.
La cerimonia di consegna, presieduta dal comandante delle Trasmissioni, generale di brigata Francesco Modesto, ha rappresentato il coronamento di un percorso formativo, dove sono state acquisite le competenze tecniche finalizzate all’impiego di assetti CIS (Communication and Information Systems), necessarie a garantire la continuità delle comunicazioni nei moderni scenari di impiego.
Nel suo intervento, il generale Masiello ha evidenziato: “II giuramento pochi mesi fa vi ha consacrato soldati. Con questo traguardo entrate a far parte dell’Arma delle Trasmissioni, avanguardia tecnologica dell’Istituzione, che rende possibile l’operatività. Avete avuto un primo assaggio della scelta di vita che avete compiuto con coraggio e consapevolezza. I reparti vi attendono. Inizierete a sentire l’odore del sudore, l’orgoglio dell’appartenenza, la fierezza di rispondere “presente” quando la Nazione chiama. Tre pilastri vi sosterranno in questo percorso. Il primo è quanto sarete preparati a usare voi stessi, le vostre potenzialità: l’addestramento è la capacità di assolvere il compito, anche il più difficile, sperando che non sia mai necessario metterlo alla prova. Il secondo è quanto saprete utilizzare la tecnologia, moltiplicatore di forza straordinario: ma la tecnologia è sempre un mezzo, non il fine, ricordatevelo. Il terzo è la capacità di vivere ogni giorno i nostri valori: disciplina, perché l’uso della forza richiede la consapevolezza del giusto e del bene affinché non si trasformi in violenza; onore, nel servire con lealtà e fedeltà; amor di Patria, impegno consapevole a difendere la libertà e la vita, onorando chi le ha donate vestendo l’uniforme. Grazie ai vostri genitori, che hanno riposto fiducia nell’Esercito Italiano: avremo cura di voi come del bene più prezioso che possediamo.”
Per i neo-trasmettitori inizia ora un nuovo percorso operativo al servizio della Forza Armata, che li vedrà assegnati ai reparti d’impiego.

