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Pensare oltre l’orizzonte. Viaggio nell’Advanced Command and Staff Course

Marina Militare · · 4 min di lettura

Il Joint Services Command and Staff College (JSCSC) di Shrivenham, nel Regno Unito, ospita ogni anno l’Advanced Command and Staff Course (ACSC), un percorso formativo della durata di 42 settimane rivolto a ufficiali delle forze armate britanniche, di ministeri civili selezionati e di oltre 55 nazioni partner e alleate, tra cui l’Italia. Situato all’interno della Defence Academy of the United Kingdom, l’ACSC si presenta come un crocevia globale per la formazione di leader strategici, offrendo un’occasione unica di crescita intellettuale, confronto interculturale e rafforzamento delle capacità operative.

La struttura del corso è articolata e progressiva. Dopo una fase introduttiva incentrata sui concetti fondamentali della leadership, della comunicazione interforze, della gestione delle risorse e della comprensione del contesto geopolitico, si entra nel vivo di un percorso che esplora tre dimensioni essenziali della pianificazione e del comando: Ends, ovvero la definizione della strategia e delle finalità politico-militari in un mondo in costante mutamento; Ways, con l’analisi dei metodi per condurre operazioni efficaci in ambienti interforze, interagenzia e multinazionali; Means, il bilanciamento realistico tra ambizione strategica, risorse disponibili e capacità operative.

Il metodo didattico alterna lezioni accademiche, seminari, case study, esercitazioni pianificate e simulate, nonché momenti di riflessione collettiva, sempre sotto la guida di tutor esperti provenienti dai vertici delle forze armate britanniche e dalle università partner, prima fra tutte il King’s College London. A coronamento del percorso, i frequentatori possono conseguire il titolo di Master in Defence Studies, riconosciuto a livello internazionale.

Uno degli elementi che rende questo corso straordinario è la composizione eterogenea del gruppo studenti. Ufficiali provenienti da cinque continenti, con esperienze operative e dottrinali diversissime tra loro, lavorano fianco a fianco in un clima di confronto autentico. Ci si scopre rapidamente non solo osservatori, ma partecipanti attivi nella costruzione di un linguaggio comune, dove le parole “alleato” e “partner” assumono valore concreto.

Non mancano i momenti in cui ci si accorge di quanto anche semplici differenze comunicative possano incidere in una pianificazione multinazionale: le sfumature culturali, le implicazioni dottrinali, i diversi approcci all’impiego della forza. Ed è proprio da queste differenze che si genera valore aggiunto. L’ufficiale italiano porta il suo bagaglio operativo e culturale, ma torna arricchito da un patrimonio relazionale e intellettuale che rafforza la capacità della Marina di operare in scenari integrati.

A guidare l’esperienza dell’ACSC sono tre valori fondanti, ribaditi sin dall’inizio del corso e continuamente richiamati durante tutte le attività: umiltà, empatia e creatività.

L’umiltà si esprime nella capacità di mettersi in discussione, di ascoltare punti di vista alternativi e di accettare che il proprio approccio non sia sempre quello vincente. L’empatia è il filo conduttore della cooperazione: significa comprendere i vincoli, le pressioni, le priorità degli altri attori in gioco, dal partner estone al collega indiano. La creatività, infine, è forse il tratto più rivoluzionario: saper proporre soluzioni fuori dagli schemi, muoversi con agilità intellettuale in un contesto operativo complesso e incerto nel quale la fog of war di Clausewitz fatica a diradarsi.

Quanto appreso in questo corso mi consente di ritornare a bordo con uno sguardo rinnovato, con strumenti concettuali più solidi, con una rete di relazioni globali, ma soprattutto con la piena consapevolezza che la preparazione e la comprensione reciproca sono le fondamenta su cui costruire la sicurezza del futuro. Cooperare, ridurre le distanze è di fatto la chiave per operare più efficacemente conseguendo risultati strategici più evidenti.

Portare il punto di vista italiano in un contesto con oltre 55 nazioni non è solo un onore, ma una responsabilità: costruire relazioni, condividere esperienze e tornare in Marina con una visione più ampia è il vero valore aggiunto di questo corso.

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