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Cecconi (AISS): “più tutele per gli Addetti ai Servizi di Controllo”

Andrea Cucco Andrea Cucco · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le aggressioni ai danni degli Addetti ai Servizi di Controllo in varie discoteche.

Chi sono questi operatori? Da chi dipendono? Quali sono le loro prerogative?

Abbiamo intervistato il presidente dell’AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), il dott Franco Cecconi, l’Associazione più rappresentativa del settore in Italia.

Gli Addetti ai Servizi di Controllo (ASC) rappresentano una figura centrale nella sicurezza di discoteche, concerti e locali. Questa figura professionale, regolamentata nel 2009, è spesso sotto pressione a causa di episodi di violenza, come dimostrato dal recente caso di Roma. Qual è la sua valutazione di quanto accaduto?
L’episodio di Roma è emblematico della complessità e dei rischi che gli Addetti ai Servizi di Controllo affrontano quotidianamente: respinti dalla discoteca, due individui con precedenti penali hanno reagito investendo gli operatori con un’auto, mettendo a rischio la vita di tutti i presenti. Si è rischiata una strage!

Questo caso conferma che la scelta di concedere agli ASC la discrezionalità su chi far entrare o meno nei locali è stata corretta e necessaria per prevenire disordini. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che questi professionisti operano in contesti sempre più difficili e pericolosi, spesso senza strumenti e tutele adeguate.
La vostra associazione, la più grande a livello nazionale per numero di aziende rappresentate, richiede modifiche alle norme che regolamentano ASC e Steward calcistici. Cosa non va nelle norme attuali, e quali sono le principali proposte che la vostra associazione sta portando avanti?
La nostra priorità è il riconoscimento del ruolo di incaricato di pubblico servizio per gli ASC. Questo status darebbe maggiore autorevolezza alla loro funzione e garantirebbe tutele legali più robuste in caso di aggressioni.

Chiediamo inoltre di introdurre strumenti tecnologici obbligatori per migliorare la sicurezza, come i metal detector nei locali. Questi dispositivi non solo aiutano a prevenire l’ingresso di oggetti pericolosi, ma sono anche un supporto concreto agli ASC nel garantire un ambiente sicuro per i frequentatori dei locali.

Le Istituzioni vi ascoltano?

Con il ministero dell’interno in questi anni siamo riusciti ad ottenere piccole modifiche per migliorare il servizio, renderlo più efficente nei tempi di rilascio delle autorizzazioni, ma resta ancora molto resta da fare.

Sarebbe anche utile l’adozione un percorso formativo più strutturato, con aggiornamenti periodici per accrescere la professionalità degli operatori e prepararli a gestire situazioni critiche con competenza.
Alla luce degli ultimi episodi di violenza, come quello di Roma, qual è il messaggio che vuole lanciare a responsabili e pubblico?
Alle istituzioni chiediamo un impegno concreto: rivedere la normativa per garantire maggiore protezione e riconoscimento agli ASC. Non possiamo permettere che chi lavora per garantire la sicurezza di tutti sia esposto a rischi del genere senza un adeguato sostegno.

Al pubblico, invece, ricordo l’importanza del rispetto per questi professionisti. Gli Addetti ai Servizi di Controllo non sono semplicemente “buttafuori”, ma operatori della sicurezza che agiscono per tutelare l’incolumità di tutti.

Episodi come quello di Roma ci dimostrano quanto sia necessario un approccio condiviso per migliorare la sicurezza nei locali e garantire serate piacevoli e senza rischi.

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