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Le navi dell’operazione Atalanta prestano soccorso al mercantile Basilisk abbordato dai pirati

Marina Militare · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Il 23 maggio scorso, a circa 380 miglia nautiche a est della capitale della Somalia, Mogadiscio, la nave mercantile Basilisk è stata attaccata da presunti pirati mentre navigava verso nord.

L’attacco è avvenuto da parte di un gruppo di pirati che, per avvicinarsi, hanno utilizzato un’imbarcazione di tipo Skiff, molto veloce e duttile per questo tipo di approcci ai mercantili.

Una volta che i pirati sono saliti a bordo, i 17 membri dell’equipaggio del Basilisk si sono ritirati al sicuro nella cittadella, locale adibito per proteggere l’equipaggio dalle incursioni da parte dell’esterno.

La cittadella, non a caso, si trovava in un locale da cui è possibile controllare i comandi delle macchine e del timone e ciò ha evitato di far prendere il mercantile sotto il controllo dei sospetti pirati.

L’equipaggio è stato tempestivo nel dare l’allarme a cui ha risposto l’operazione Atalanta, la forza navale antipirateria dell’Unione Europea che opera nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Aden, inviando sulla posizione dell’evento l’assetto più vicino.

Il force commander di Atalanta, contrammiraglio Francesco Saladino, da bordo della flagshig Nave Martinengo, ha guidato l’intervento degli assetti aeronavali per liberare il mercantile battente bandiera liberiana, inviando anche un team di forze speciali.

Nella notte tra il 23 e 24 maggio, il Basilisk è stato messo in sicurezza ed è stata fornita assistenza ai membri dell’equipaggio. Uno di essi, ferito, ha ricevuto cure mediche. I sospetti pirati, non essendo riusciti a forzare la cittadella e non avendo potuto assumere il governo della nave, avevano abbandonato il mercantile prima che gli assetti di Atalanta giungessero sul posto.

La tempestività e la prontezza con cui è stata condotta l’operazione dimostrano l’importanza che riveste l’operazione Atalanta nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano, contribuendo in modo rilevante alla sicurezza marittima, alla libertà di navigazione e contrastando efficacemente il crescente fenomeno della pirateria nell’area.

Le missioni e le operazioni interforze che vedono impegnati assetti e unità delle Forze Armate italiane all’estero, comprese quelle inquadrate nell’operazione Atalanta, sono dirette e coordinate, per gli aspetti nazionali, dal comando operativo di vertice interforze (COVI).

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