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Conclusa in Niger l’esercitazione Flintlock 2018

Stefano Marras Stefano Marras · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Si è concusa il 24 aprile, dopo due settimane di duro addestramento, la più grande esercitazione di forze speciali a guida americana nel continente Africano. Oltre a quelle statunitensi, vi hanno partecipato truppe provenienti da 20 Paesi africani e 13 nazioni occidentali, compresa l’Italia, per un totale di circa 1900 uomini.

L’esercitazione – che dal 2005 si svolge con cadenza annuale – ha visto l’impiego e la sperimentazione di una serie di attività quali il combattimento urbano e nella giungla, la scorta convogli e hostage release operations. A rappresentare l’Italia, le forze speciali di Esercito, Marina Militare, Aeronautica e Carabinieri. Obiettivo principale: il rafforzamento dell’autonomia e dell’efficacia operativa dei dispositivi militari Africani nel contesto della guerra al terrorismo in Africa, minacciata soprattutto nella regione del Sahel da diversi gruppi terroristici.

La morte in combattimento di 4 soldati americani l’anno scorso in Africa (v.articolo) ha infatti segnalato una recrudescenza nella guerra al terrorismo nel continente, e di conseguenza un maggiore impegno a stelle e strisce. Difatti, oltre alla già consistente presenza militare, gli Stati Uniti stanno costruendo una nuova base aerea in Niger, nella città di Agadez (Air Base 201), per poter ospitare i droni, così essenziali nella guerra al terrorismo, come i teatri in Afghanistan e Pakistan hanno dimostrato.

Secondo il generale dello U.S. Army J. Marcus Hicks, comandante delle operazioni speciali del comando africano, “questo è esattamente il tempo e il posto giusto per affrontare queste minacce. Se non ce ne occupiamo ora ad un costo accettabile, finiremo per occuparcene da qualche altra parte ad un prezzo maggiore”.

Per tali ragioni, mentre le precedenti edizioni della Flintock si concentravano sullo sviluppo delle abilità combattive di piccole unità, l’edizione del 2018 si è focalizzata su uno sviluppo maggiore di capacità “command and control”, in modo da rendere le forze africane più efficaci e preparate in quello che sta diventando un teatro di guerra sempre più caldo e pericoloso. Come ha affermato il colonnello Brad Moses “vi è un sincero sforzo nel rendere l’operazione Flintlock di quest’anno più focalizzata nel contrastare le minacce giornaliere con cui le truppe locali hanno a che fare”.

Sarà interessante analizzare nei prossimi mesi l’efficacia di tali misure nella lotta al terrorismo. Quel che è certo, è che l’Africa subsahariana sta acquisendo una rilevanza sempre maggiore in termini di sicurezza per l’Occidente, e in particolar modo per l’Europa. Quanto però gli occidentali siano disposti ad impegnarsi a riguardo, è ancora da scoprire.

Tra le nazioni partecipanti all’operazione Flintlock a guida americana vi sono Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Norvegia, Danimarca, Austria, Belgio, Portogallo, Canada, Australia, Burkhina Faso, Chad, Mali, Mauritania, Niger, Senegal, Tunisia, Algeria e Marocco.

(Fonti: Ministero della Difesa / Military.com / Stars and Stripes / AFRICOM – foto: U.S. DoD)

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