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Umberto Eco: Il cimitero di Praga

Redazione Difesa Online Redazione Difesa Online · · 2 min di lettura

Umberto Eco
Ed. Bompiani 
pagg. 532
 

Nel terzo ripiano dal basso della mia libreria (una delle tante), si trovano i libri di Umberto Eco, tra questi, due giorni fa, ho trovato “Il cimitero di Praga”, da me non ancora letto.

Si tratta di un bel volume rilegato, con la copertina rigida, e la sovraccoperta lucida con una scalinata in primo piano e al di sopra, l’immagine scura di un uomo contro luce avvolto in un mantello e con in testa una cappello a cilindro.

Prendo il libro tra le mani e lo osservo da vicino cercando di capire se val la pena cercare di leggerlo nei restanti due giorni di ferie. Mi torna alla mente la mia ultima lettura di Eco, “Il pendolo di Foucault”, iniziato tre volte e finito una sola, dopo dieci anni almeno dal primo tentativo di lettura, certo, da allora sono passati altri dieci anni e centinaia di libri letti… ma con Eco il rischio di imbattersi in qualcosa di non semplice comprensione c’è sempre, ed è molto elevato.

Accetto il rischio, con piacere direi, mi piacciono le sfide.

Inizio a leggere… mi imbatto subito nel protagonista, il capitano Simonini. Un personaggio strano che aiuta l’autore a ripercorrere parte della storia dell’Italia, Francia e Europa… o forse del mondo intero. Le vicende raccontate, tutte realmente accadute (o quasi!) si sviluppano nell’arco temporale della seconda metà dell’800, e gettano le basi dell’odio verso gli ebrei cavalcato con tanto successo dagli stati europei.

Realtà o finzione, direte?

Realtà… ma anche finzione, storia ma anche romanzo. Personaggi reali e inventati si alternano al centro della scena conducendo il lettore per mano attraverso le vicende dell’unità d’Italia ad opera di Garibaldi, la morte (accidentale?) di Ippolito Nievo, gli scandali della chiesa, l’affare Dreyfus… ma anche la buona cucina, dalla Sicilia a Parigi.

Un grande Umberto Eco, storico prima di tutto ma sublime romanziere, mi ha accompagnato negli ultimi due giorni di ferie, fino a qualche minuto fa, con il suo cimitero di Praga, che dopo essere stato letto per diletto ora deve essere letto diversamente, come oggetto di studio, come un libro di storia, per capire dove termina il romanzo e comincia la Storia…

Alessandro Rugolo

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