(Racconto di vita militare-civile)

Chi lo avrebbe mai detto che il vostro mondo sarebbe diventato il mio?

Venticinque anni ancora da compiere, una laurea in studi internazionali e una specializzazione in diritto umanitario da terminare: poi una mattina soleggiata di settembre la scoperta di essere stata accettata al Master dell’I.S.S.M.I. presso il Centro Alti Studi per la Difesa di Roma. E li la scelta: parto?

Quindi il trasferimento verso la Capitale in tempo zero, o almeno così mi sembrava. E lì inizia il vero cambiamento: un anno di corso che avrebbe modificato totalmente la mia formazione scolastica, personale e professionale.

Conoscere Voi, le Vostre storie, a volte così paradossali, e le Vostre esperienze così lontane dalle esperienze comuni è stato affascinante, emozionante, educativo. E impegnativo, o almeno cosi mi sembrava.

Terminato il master è iniziata la ricerca del lavoro che dal punto di vista professionale mi ha purtroppo allontanato dal vostro mondo.

Ma la vita può essere buffa e imprevedibile e quindi, per farvela breve, ora mi ritrovo ad essere compagna di un ufficiale e madre (lavoratrice) della figlia di ufficiale. E ora “impegnativo” ha un’accezione differente.

Oggi so cosa significa trasferimento in tempo zero, so cosa significa non sapere dove si verrà destinati, so cosa significano flessibilità e adattamento. Due doti che Vi contraddistinguono. E che devono diventare caratteri essenziali delle Vostre donne e dei Vostri figli. A noi, però, tocca sviluppare anche molta capacità d’attesa e spiegare a noi stesse e ai Nostri figli che anche se non siete con noi per cena o per rimboccar loro le coperte, ci siete comunque accanto.

E la mattina quando il Sole entra dalle finestre ad annunciarmi che un altro giorno impegnativo, flessibile, riadattato e paziente sta iniziando, risplende per ricordarmi che scelta che ho fatto quella mattinata soleggiata di settembre era la scelta giusta.

 

In ogni caso Vi ringrazio tutti.

Come donna.

Come moglie.

Come madre.

Come cittadina.