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Sicurezza
Analisi

Sabato nero. Anatomia delle piazze del 17 ottobre

A Milano la protesta contro il carovita è diventata saccheggio, in Sicilia e in Puglia è rimasta un blocco. A fare la differenza non è la geografia ma l'organizzazione, ed è lì che una minaccia ibrida trova il suo spazio.

Carmelo Ciffo Carmelo Ciffo · · 13 min di lettura

Alle 16.30 di sabato 17 ottobre, in via Broletto a Milano, il corteo di «Italia in Piazza» si ferma. Sono circa cinquemila persone, in gran parte giovanissime, scese in strada contro il carovita, il prezzo della benzina e le tasse.1 Dalla coda parte una sassaiola contro il reparto mobile. Fino alle 22.30 qualche centinaio di ragazzi a volto coperto tiene piazza Duomo con bombe carta e barricate; la polizia spara 484 lacrimogeni.2 La domenica tornano a piccoli gruppi e svuotano i negozi di corso Vittorio Emanuele e via Torino.

Negli stessi giorni, all’altro capo del Paese, la stessa rabbia aveva preso un’altra strada. Dal 16 ottobre gli autotrasportatori siciliani e calabresi tenevano i Tir fermi nei piazzali, in Puglia agricoltori e camionisti presidiavano le statali, i pescherecci annunciavano il fermo per il 22.3 Il motivo era identico: il costo del gasolio.

Il racconto che si è imposto in poche ore parla di un Nord violento e di un Sud pacifico, perché al Sud mancherebbero i «maranza», l’etichetta con cui la stampa indica gli adolescenti di periferia, spesso figli di immigrati. Quel racconto coglie un dato reale e sbaglia la causa. Il 17 ottobre l’Italia ha protestato in due modi. Dove la rabbia aveva comitati, sindacati e portavoce è diventata un blocco che si può trattare. Dove ha raggiunto ragazzi senza appartenenze, convocati da un hashtag e a una fermata di metropolitana dalle vetrine, è diventata sommossa. Le seconde generazioni del Centro-Nord erano sovrarappresentate nella seconda forma e va detto con chiarezza. La spiegazione però sta nell’organizzazione e nel territorio. Ed è proprio questo vuoto sociale il varco in cui un attore ostile può entrare senza troppi sforzi.

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Una piazza senza capi

L’account Instagram di «Italia in Piazza» compare il 4 ottobre e viene rilanciato su TikTok.4 Nei fine settimana precedenti aveva convocato piazze lombarde con scarso seguito.5 Il salto avviene quando la Francia, dove le proteste studentesche erano partite a metà settembre dalle banlieue parigine, offre un modello da imitare. A Bologna i ragazzi arrivano anche da altre città della regione attraverso gruppi Telegram creati per l’occasione, con l’obiettivo dichiarato di fare come in Francia.6

Al Sud la catena è opposta. Il Comitato trasporto siciliano ha un portavoce, Salvatore Bella, che annuncia il fermo e fa sapere che in Sicilia non ci saranno blocchi stradali: i camion restano nei piazzali.7 Una struttura che decide la forma della protesta può anche contenerla, e chi governa ha qualcuno con cui parlare.

A Milano nessuno decide niente. La Polizia di prevenzione lo ha detto senza giri di parole: non ci sono capi con cui trattare.8 I collettivi organizzati presenti al corteo se ne sono andati prima che degenerasse.9 È ciò che W. Lance Bennett e Alexandra Segerberg chiamano azione connettiva: una mobilitazione che nasce dalla condivisione personale di contenuti in rete, senza organizzazioni che la reggano.10 Zeynep Tufekci ne ha descritto il limite: questi movimenti crescono in fretta ma non sanno cambiare tattica né isolare chi li tradisce.11 Il corteo di Milano non aveva alcuno strumento per espellere i violenti.

Anche la tattica era nuova. Secondo la vicesindaca Anna Scavuzzo, i ragazzi arrivavano alla spicciolata dalle metropolitane, si ricompattavano e, tolta una giacca, si confondevano con la folla del sabato.12 Il segno di riconoscimento era la felpa nera con il cappuccio.13 Un dispositivo pensato per un corteo con testa e coda si è trovato davanti uno sciame.

Il pilota invisibile

Su chi abbia acceso la miccia le certezze sono poche. Gli investigatori partono da un volantino digitale circolato su Instagram e TikTok, con una grafica simile a quella delle proteste francesi, e risalgono ai primi account che lo hanno rilanciato. Studiano anche la velocità con cui quei contenuti hanno raggiunto i minorenni: un intervento esterno sugli algoritmi è un’ipotesi, la viralità spontanea un’altra.14 Il Messaggero riferisce di rapporti dell’intelligence su infiltrazioni anarchiche e su un timore, attribuito a fonti anonime, di un ruolo russo.15 A oggi nessuna prova pubblica sostiene la regia esterna.

Il meccanismo da cercare è però noto. Il Servizio europeo per l’azione esterna descrive reti di account che pubblicano contenuti e altri che li rilanciano, in modo coordinato e inautentico. Nel 2025 ha censito 540 incidenti di manipolazione dell’informazione da parte di attori stranieri, 11 dei quali contro l’Italia. Il 90,5% dei canali usati era occulto, non riconducibile a uno Stato. In Moldavia TikTok ha rimosso oltre 13.000 account inautentici attivi durante le elezioni. Il rapporto nota anche che manifestazioni e sommosse sono state sfruttate per amplificare la percezione del caos.16

Il caso britannico insegna prudenza. Dopo l’accoltellamento di Southport, nel 2024, il capo dell’antiterrorismo Matt Jukes ha detto che la disinformazione era stata potenziata da bot, alcuni ritenuti russi. Ha però precisato che la grande maggioranza dei messaggi era di produzione interna.17 La commissione Affari interni della Camera dei Comuni, nel rapporto finale, non attribuisce i disordini ad attori stranieri.18 Ingerenza e protesta spontanea convivono, e la prima di solito amplifica la seconda senza crearla.

Il rumore, intanto, lo producono anche i protagonisti. Nella chat Telegram che ha accompagnato la domenica milanese l’amministratore, un influencer molto seguito su TikTok, ha ipotizzato senza alcuna prova cento provocatori pagati duecento euro l’uno.19 Una pagina Instagram con oltre ventimila seguaci ha pubblicato nomi e indirizzi di presunti devastatori, senza prove che fossero in piazza.20 Ogni voce di questo genere alimenta lo scontro, chiunque la metta in giro.

Gli interessi a far degenerare una piazza, peraltro, non stanno solo all’estero. A Torino il corteo ha visto la presenza del centro sociale Askatasuna, a Verona sono arrivati gruppi di estrema destra per fronteggiare i manifestanti.21 Le immagini del Duomo sono poi diventate argomento di polemica tra maggioranza e opposizione. Una piazza fuori controllo è una risorsa per molti.

Perché la destabilizzazione è un’arma

L’intelligence italiana definisce la minaccia ibrida come l’uso coordinato di strumenti tecnologici, informativi, economici e politici per colpire un avversario restando sotto la soglia della forza armata.22 Il vantaggio per chi la pratica è evidente: costa poco, si può negare e sfrutta fratture che esistono già.

Il precedente meglio documentato è americano. Nel 2019 la commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti ha accertato che l’Internet Research Agency russa aveva puntato soprattutto sulla questione razziale. Oltre il 66% dei suoi contenuti su Facebook conteneva un termine legato alla razza, e la sua pagina Blacktivist aveva raccolto 11,2 milioni di interazioni.23 Dopo le sommosse francesi del 2023 la rete europea di fact-checker EDMO ha rilevato il doppio movimento: video che ingigantivano il disordine e testi che usavano l’origine dei rivoltosi per diffondere messaggi xenofobi, anche in Italia.24 Un’operazione di questo tipo colpisce due bersagli: i ragazzi da mobilitare e la maggioranza da spaventare.

Quanto all’attecchimento, la geografia conta parecchio. Nell’anno scolastico 2022/23 il 65,2% degli alunni con cittadinanza straniera frequentava scuole del Nord e appena l’11,5% scuole del Mezzogiorno; la sola Lombardia ne contava 231.819.25 Il dato misura la cittadinanza, non l’origine: chi è diventato italiano non vi compare, e lo stesso vale per i bilanci dei fermi. Il centro di ricerca Transcrime colloca nelle aree urbane del Centro-Nord le bande giovanili ispirate a modelli esteri, composte da ragazzi di prima o seconda generazione poco integrati.26

I fermati di Milano raccontano il resto. Quasi tutti erano senza precedenti, molti arrivavano dai comuni dell’hinterland come Treviglio, Cernusco e Saronno, e uno di loro ha spiegato il gesto dicendo «per tutti siamo invisibili».27 Per il 2026 si osserva che i minori si radicalizzano per fascinazione verso la violenza vista sui social più che per ideologia, e cercano appartenenza e riconoscimento.28 Le ricerche sulle sommosse inglesi del 2011 indicano due moventi ricorrenti, il rancore verso la polizia e l’occasione di prendersi ciò che non ci si può permettere.29 Uno studio sullo stesso caso mostra come un’identità comune contro la polizia superi le rivalità di quartiere e porti dagli scontri al saccheggio.30 Milano ha seguito la stessa sequenza tra sabato e domenica.

Cosa devono fare le istituzioni

Il primo piano è la piazza. Serve un dispositivo pensato per gruppi mobili: presidio dei nodi della metropolitana, riserve rapide, riprese per gli arresti differiti. Serve anche la capacità di trattare in modo diverso pacifici e violenti. La psicologia delle folle mostra che una repressione indiscriminata compatta la massa contro la polizia, mentre il dialogo con chi protesta la divide.31 Le norme per i minorenni esistono già dal decreto Caivano del 2023; il punto è applicarle in tempo.32 Roma lo ha dimostrato lo stesso sabato: il servizio d’ordine del sindacato e la prevenzione della polizia hanno fermato un gruppo di incappucciati prima che entrasse in azione.33

Il secondo piano è l’informazione. La lezione di Southport è che il silenzio delle autorità crea un vuoto che la disinformazione riempie.34 Questura e Prefettura devono comunicare per prime, con fatti verificabili. Servono poi una capacità nazionale di monitoraggio delle convocazioni e una cooperazione strutturata con le piattaforme, già prevista dagli strumenti europei.35 Chi parla di ingerenza deve adottare criteri pubblici. In Francia il servizio VIGINUM verifica quattro condizioni: contenuto lesivo, informazione falsa o fuorviante, amplificazione artificiale, coinvolgimento di un attore straniero.36

Il terzo piano è il territorio: scuola, ragazzi che non studiano e non lavorano, presidio dei quartieri. Qui l’etichetta etnica fa danni. Un provvedimento chiamato «anti-maranza» dice a migliaia di ragazzi che sono un problema per ciò che sono. È il modo più rapido per costruire l’identità comune contro lo Stato che la ricerca indica come motore della sommossa.

Per i prossimi sabati, dichiarati dal neonato «Movimento 17 ottobre» giornate di mobilitazione permanente in otto città, si aprono tre scenari.37 Nel primo la protesta si esaurisce per mancanza di struttura. Nel secondo diventa un rito del fine settimana, predatorio e senza contenuto politico. Nel terzo si salda con l’antagonismo organizzato, già presente a Torino, oppure viene amplificata dall’esterno. I tre scenari possono anche combinarsi, e il terzo è quello da prevenire.

Il varco

Il Sud ha mostrato che una rabbia incanalata in strutture con un volto si governa, anche quando ferma i porti e le consegne ai supermercati. Il problema del Nord è l’assenza di interlocutori, e nessun decreto la colma. Per un avversario che voglia destabilizzare l’Italia non serve creare una piazza: basta trovarne una senza capi e farla sembrare più grande di quella che è. Il varco si chiude soprattutto lontano dalla piazza, nei quartieri da cui quei ragazzi sono partiti il sabato pomeriggio.

1Sky TG24, «Manifestazioni a Milano, Torino e Bologna: scontri e violenze», 17 ottobre 2026; ANSA, «Scontri ai cortei, 28 arresti. A Milano 500 mila euro di danni», 18 ottobre 2026. https://tg24.sky.it/cronaca/2026/10/17/manifestazioni-milano-torino-bologna-scontri-diretta https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/18/scontri-a-milano-28-arresti-e-197-identificati-diversi-minori-e-stranieri.-meloni-siamo_397d8359-98ac-4ba2-840f-a55dcb988745.html

2ANSA, «A Milano ancora scontri, Meloni convoca il vertice sulla sicurezza», 18 ottobre 2026; per l’orario, Il Giorno, «Scontri di Milano, l’appuntamento su TikTok», 18 ottobre 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/18/a-milano-ancora-scontri-meloni-convoca-il-vertice-sulla-sicurezza_7945d5b5-a8b2-4eed-96ae-375261367822.html https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/scontri-di-milano-lappuntamento-su-tiktok-chi-sono-i-facinorosi-fefjcy1i

3Il Post, «Le proteste di autotrasportatori e agricoltori si sono estese a tutto il Sud», 16 ottobre 2026; Avvenire, «Il gasolio costa troppo: camion e pescherecci scelgono di fermarsi», 14 ottobre 2026. https://www.ilpost.it/2026/10/16/proteste-autotrasportatori-sud-italia/ https://avvenire.it/attualita/il-gasolio-costa-troppo-camion-e-pescherecci-scelgono-di-fermarsi_114282

4Il Giorno, «“Vi prenderemo uno per uno”. Nomi, cognomi e indirizzi dei (presunti) devastatori su Instagram», 18 ottobre 2026. https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/scontri-milano-social-mrjyhaar

5Il Post, «Era molto giovane chi ha partecipato agli scontri nelle piazze», 18 ottobre 2026. https://www.ilpost.it/2026/10/18/proteste-italia-in-piazza-milano-bologna-torino/

6ANSA, «Scontri ai cortei, 28 arresti», cit.; Euronews, «Rivolta giovanile o rivoluzione: le proteste studentesche in Francia scuotono la corsa all’Eliseo», 11 ottobre 2026. https://it.euronews.com/2026/10/11/rivolta-giovanile-o-rivoluzione-le-proteste-studentesche-in-francia-scuotono-la-corsa-alle

7Il Post, «Le proteste che stanno bloccando le strade in Puglia», 15 ottobre 2026. https://ilpost.it/2026/10/15/puglia-proteste-autotrasportatori-blocchi-stradali

8Il Giornale d’Italia, «Scontri a Milano, indagine sugli account del corteo e sui primi inviti social», 19 ottobre 2026. https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/830672/scontri-a-milano-indagine-sugli-account-del-corteo-e-sui-primi-inviti-social-la-polizia-non-ci-sono-capi-con-cui-trattare.html

9Il Post, «Era molto giovane…», cit.

10W. L. Bennett, A. Segerberg, «The Logic of Connective Action», Information, Communication & Society, 15(5), 2012, pp. 739-768. https://doi.org/10.1080/1369118X.2012.670661

11Z. Tufekci, Twitter and Tear Gas: The Power and Fragility of Networked Protest, Yale University Press, New Haven 2017.

12Dichiarazioni di Anna Scavuzzo a Radio 24, riportate da Il Giorno, «Scontri a Milano, nuovo annuncio sui social», 19 ottobre 2026. https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/diretta-incidenti-devastazione-mtdmwgwq

13ANSA, «A Milano ancora scontri…», cit.

14A. D’Amato, «Italia in piazza, chi sono gli arrestati del movimento», Open, 19 ottobre 2026. https://www.open.online/2026/10/19/italia-in-piazza-chi-sono-movimento-arresti/

15Il Messaggero, «Scontri Milano, gli annunci via TikTok: allerta dell’intelligence per il nuovo raduno Gen-Z», 18 ottobre 2026. https://www.ilmessaggero.it/italia/scontri_milano_annunci_tiktok_nuovo_raduno_gen_z_quando_e-9833535.html

16European External Action Service, 4th EEAS Report on Foreign Information Manipulation and Interference Threats, marzo 2026, pp. 9-10, 23, 29. https://www.eeas.europa.eu/sites/default/files/2026/documents/EEAS%204th%20Threat%20Report_web.pdf

17Dichiarazioni di Matt Jukes, PA Media, «Southport misinformation “turbo charged” by foreign bots online», 20 novembre 2024. https://breakingnews.ie/world/southport-misinformation-turbo-charged-by-foreign-bots-online-1698039.html

18House of Commons, Home Affairs Committee, Police response to the 2024 summer disorder, HC 381, 14 aprile 2025, parr. 13 e 31. https://api.parliament.uk/committees/publications/47476

19Il Giorno, «La violenza corre (anche) su Telegram, il retroscena delle chat dietro i disordini in Duomo», ottobre 2026. https://www.ilgiorno.it/cronaca/scontri-milano-telegram-a58wdezx

20Il Giorno, «“Vi prenderemo uno per uno”…», cit.

21D’Amato, cit.

22Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, scheda di presentazione, punto 8. https://www.sicurezzanazionale.gov.it/contenuti/relazione-al-parlamento-2026

23U.S. Senate Select Committee on Intelligence, Report on Russian Active Measures Campaigns and Interference in the 2016 U.S. Election, vol. 2, ottobre 2019, come riportato da T. Mak, NPR, 8 ottobre 2019. https://www.kpbs.org/news/2019/10/08/senate-report-russians-used-social-media-mostly

24EDMO, «Exaggeration, racism and xenophobia characterize disinformation on the demonstrations in France», 2023. https://edmo.eu/publications/exaggeration-racism-and-xenophobia-characterize-disinformation-on-the-demonstrations-in-france/

25Ministero dell’Istruzione e del Merito, Gli alunni con cittadinanza non italiana. A.S. 2022/2023, 2024. https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2024/09/Min-Istruzione_NOTIZIARIO_Alunni-Stranieri_2022-23.pdf

26Transcrime, Le gang giovanili in Italia, Università Cattolica del Sacro Cuore, con Ministero dell’Interno e Ministero della Giustizia, 2022. https://poliziadistato.it/articolo/pdf/3863400f27111b2821536117

27D’Amato, cit.

28AGI, sintesi della Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, 4 marzo 2026. https://www.agi.it/cronaca/news/2026-03-04/intelligence-rischio-terrorismo-35933098/

29P. Lewis, T. Newburn et al., Reading the Riots: Investigating England’s Summer of Disorder, London School of Economics e The Guardian, 2011. https://researchonline.lse.ac.uk/id/eprint/46297

30C. Stott, R. Ball, J. Drury et al., «The evolving normative dimensions of “riot”: toward an elaborated social identity explanation», European Journal of Social Psychology, 2018. https://eprints.keele.ac.uk/4426/

31Stott et al., cit.; E. Rhodes, «Ferguson, policing and social psychology», The Psychologist, British Psychological Society. https://bps.org.uk/psychologist/ferguson-policing-and-social-psychology1

32Decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 (cd. decreto Caivano).

33D’Amato, cit.

34Home Affairs Committee, cit., par. 17.

35EEAS, cit.

36Intervista a Gabriel Ferriol, capo di VIGINUM, Opex News. https://opexnews.fr/?p=45953

37Leggo, «“Movimento 17 ottobre”, la pagina su Instagram», 19 ottobre 2026. https://www.leggo.it/schede/19_ottobre_2026_movimento_17_ottobre_saccheggi_devastazioni_manifestazioni_ogni_sabato_dove_elenco_citta-9834634.html

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