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Laura Curtale: Viaggiator d’ali – Servizio segreto colombofilo di guerra

Laura Curtale ricostruisce la storia del servizio colombofilo militare, dai primi impieghi fino alla Prima Guerra Mondiale e agli “eroi delle mete certe” di D’Annunzio.

Gianlorenzo Capano Gianlorenzo Capano · · 4 min di lettura

Laura Curtale

Ed. Ianieri, Pescara 2023

pagg. 213

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“Sin dalla notte dei tempi si hanno notizie sull’uso dei colombi viaggiatori come messaggeri di pace e anche nelle azioni di guerra. Le prime testimonianze di ciò risalgono a circa il 3000 A.C., con i resti delle colombaie; il loro uso è dunque antichissimo.”

Così, l’autrice, scrittrice, saggista e storica, ci introduce a questo suo saggio dedicata ai colombieri e ai colombi viaggiatori, il cui uso si diffuse “quando si accertò la loro importante caratteristica genetica ovvero, anche se allontanati, quella di far ritorno alla loro colombaia d’origine,” anche se ancora oggi non è ancora noto il modo in cui si orientano.

Premesso che il colombo attuale può percorrere 700 chilometri in un giorno, “secondo alcuni studiosi esso si orienta grazie al fenomeno della magnetoricezione.” secondo altri, come il noto zoologo Ghigi, “il piccione viaggiatore si orienta come una bussola: tale teoria si ricavò dalla constatazione del disorientamento dei pennuti, in vicinanza di zone minerarie.” In ogni caso la loro prestazione può essere influenzata negativamente dalle condizioni metereologiche.

Sempre secondo il Ghigi, lo sport colombofilo nacque agli inizi del 1800 e si diffuse in Italia nel 1875, grazie al colombiere Alfredo Brunacci che, in quell’anno, fondò lo Sport Colombofilo, con la successiva istituzione, a Firenze, della Società Colombofila. A Reggio Emilia, nel 1882, fu costituita la prima Società Colombi Messaggeri.

“Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alcune Colombaie furono requisite ed altre chiuse nel Ministero della Guerra,” al quale, nel 1918, furono dati circa 7779 colombi per il servizio in guerra. Ma fu grazie al capitano del Genio Giuseppe Malagoli, fondatore delle Colombaie Militari Italiane e primo Trasmettitore dell’Arma del Genio, che “i colombi viaggiatori iniziarono ad essere utilizzati nelle missioni segrete dell’Esercito Italiano, durante la Prima Guerra Mondiale.” Il loro utilizzo s’intensificò soprattutto nella primavera del 1917 e, fra tutti gli animali impiegati in guerra, “solo i colombi o piccioni furono scelti come messaggeri perché essi non temono i forti rumori del fuoco di artiglieria e delle bombe, continuando indisturbati il loro volo.”

La loro azione, regolata dal Genio Militare, fu fondamentale in quanto sopperì alla mancanza di comunicazione quando i fili del telegrafo venivano distrutti creando un vuoto di comunicazione tra le armate e i comandi centrali. Pertanto, i viaggiatori alati furono spesso l’unico mezzo di comunicazione tra i reparti più avanzati e i comandi superiori. “Luigi Cadorna, che credeva nell’efficacia del servizio segreto colombofilo di guerra, diede l’autorizzazione per impiantare cinque colombaie.” Queste potevano essere fisse o mobili. Il porta-dispacci, che veniva impiegato per consegnare il colombigramma, legandolo alla zampa dell’animale, poteva essere un tubicino di alluminio oppure un astuccio di pelle.“I colombigrammi non solo annunciavano le mosse del nemico, i progressi fatti dall’avanzata dei nostri soldati, le coordinate e schizzi di postazioni dell’esercito austro-ungarico, ma anche la situazione in cui si trovavano i nostri soldati e i civili, sempre in pericolo e bisognosi d’aiuto.”

Cher Ami fu un colombo impiegato sul Fronte Occidentale dalla 77^ divisione di Fanteria americana, presso la foresta delle Argonne. Il 2 ottobre 1918 fu l’unico, dei sei colombi viaggiatori utilizzati che, nonostante venne gravemente ferito durante il volo, fece recapitare al Quartier Generale il messaggio della posizione del battaglione Perduto, accerchiato dall’Esercito tedesco, che fu tratto in salvo dopo due giorni. “Meritatamente ricevette la Croce Francese di Guerra sul Fronte Occidentale. Venne portata in America ma, a seguito delle ferite riportate in guerra, morì nel giugno 1919; aveva solo un anno di età. Il suo corpo è conservato in America, allo Smithsonian National Museum of Natural History. A lei fu data la Medaglia d’oro al Valor Militare.”

Dopo la disfatta di Caporetto, il generale Diaz incrementò fortemente il Servizio segreto colombofilo di guerra su tutto il fronte italiano, tant’è che le importantissime notizie che portarono alla vittoria della Prima Guerra mondiale arrivarono soprattutto grazie ad esso. Gabriele D’Annunzio, che fu a capo della 87^ Squadriglia Aerea di San Marco denominata La Serenissima, durante la battaglia del Solstizio, combattuta dal 15 al 23 giugno 1918, appurò la forza e la potenza del Servizio Segreto Colombofilo di guerra e si appassionò a questi volatili, che definì, per l’ottimo servizio prestato, “eroi delle mete certe” divenendo, infine, colombiere della società “La Leonessa” di Brescia. Per loro fece costruire, al Vittoriale, una colombaia, ritornata in vita, nel 2022, grazie all’autrice di questo saggio e al presidente della federazione “La Leonessa” di Brescia.

“Viaggiator d’ali è stato scritto per onorare e celebrare la forza e l’audacia di questi piccoli eroi nella Prima Guerra Mondiale, eroi amati e contemplati da Gabriele D’Annunzio.”

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