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Mondo militare

M111: la nuova granata offensiva dell’U.S. Army

Vasco Monteforte Vasco Monteforte · · 3 min di lettura

Dopo oltre mezzo secolo di sostanziale continuità, l’esercito degli Stati Uniti ha approvato l’introduzione della M111, una nuova granata offensiva...

Dopo oltre mezzo secolo di sostanziale continuità, l’esercito degli Stati Uniti ha approvato l’introduzione della M111, una nuova granata offensiva destinata a integrare l’arsenale della fanteria.

La M111 nasce da esigenze operative maturate negli ultimi due decenni di conflitti, in particolare durante le operazioni in Iraq e Afghanistan. In questi scenari, il combattimento si è svolto spesso in ambienti urbani complessi, all’interno di edifici, trincee, tunnel o infrastrutture sotterranee. Proprio in questi contesti le granate tradizionali a frammentazione, pur efficaci in campo aperto, hanno mostrato alcuni limiti. La dispersione incontrollata delle schegge metalliche può infatti rappresentare un rischio per le stesse forze che stanno conducendo l’assalto, soprattutto quando l’esplosione avviene a distanza molto ravvicinata.

La nuova M111 è stata concepita proprio per rispondere a questa esigenza. Si tratta di una granata offensiva progettata per generare principalmente onda d’urto e sovrapressione piuttosto che frammentazione. Il suo peso è di circa 357 grammi, con una lunghezza di circa 112 millimetri e un diametro di circa 60 millimetri. La carica esplosiva è basata sul composto PAX-3 e viene attivata da una spoletta con ritardo pirotecnico compreso tra quattro e cinque secondi e mezzo. Il corpo della granata è realizzato in materiale composito e presenta una forma poligonale, soluzione che riduce drasticamente la produzione di frammenti metallici. L’effetto principale dell’esplosione è quindi una violenta onda di pressione capace di neutralizzare personale nemico all’interno di spazi confinati.

Per comprendere il significato dell’introduzione della M111 è utile confrontarla con la M67 (immagine seguente), la granata che da oltre cinquant’anni costituisce lo standard dell’U.S. Army. La M67 è una classica granata a frammentazione, caratterizzata da un corpo sferico in acciaio che, al momento della detonazione, si rompe generando numerosi frammenti ad alta velocità. Pesa circa 400 grammi, ha un diametro di poco superiore ai 60 millimetri e utilizza una carica esplosiva di Composition B. Il principio di funzionamento è semplice e collaudato: dopo l’estrazione della spoletta e il rilascio della leva di sicurezza, un ritardo di circa quattro o cinque secondi porta alla detonazione.

Il suo effetto principale è quindi la dispersione di schegge metalliche che colpiscono il personale nemico entro pochi metri dall’esplosione e che possono rappresentare un pericolo anche a distanze molto maggiori. Questo rende la M67 particolarmente efficace in campo aperto o contro nemici allo scoperto, ma meno adatta a operazioni in ambienti ristretti.

La differenza tra le due granate è dunque prima di tutto dottrinale. La M67 rimane una granata universale per la fanteria. La M111, invece, è progettata specificamente per il combattimento ravvicinato in ambienti chiusi, dove l’effetto di sovrapressione può risultare più efficace e allo stesso tempo ridurre i rischi per le truppe che devono entrare immediatamente dopo l’esplosione.

L’introduzione della nuova granata non comporta quindi la sostituzione della M67 ma ne affianca l’impiego, ampliando le opzioni tattiche a disposizione delle unità di fanteria. In un campo di battaglia sempre più caratterizzato da combattimenti urbani e operazioni in spazi complessi, la possibilità di scegliere tra effetti terminali diversi diventa infatti un elemento importante per aumentare la sicurezza e l’efficacia delle squadre d’assalto.

In questo senso la M111 rappresenta un’evoluzione significativa, anche se apparentemente discreta, nell’armamento individuale. Dopo oltre cinquant’anni dominati dalla M67, l’U.S. Army introduce uno strumento pensato per rispondere alle esigenze del combattimento contemporaneo, dimostrando come anche armi semplici e consolidate possano evolvere per adattarsi alle trasformazioni del campo di battaglia moderno.

Foto: U.S. Army / U.S. Marine Corps

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