Non servono bombe quando puoi cambiare la mente di un Paese.
La nuova guerra non distrugge città. Distrugge certezze.
Non occupa territori. Occupa percezioni.
Non spara proiettili. Spara narrazioni.
Ogni giorno siamo esposti a informazioni costruite per orientare le nostre emozioni, le nostre paure, le nostre scelte politiche. Stati, potenze rivali, apparati strategici e attori non statali stanno investendo miliardi per influenzare opinioni pubbliche, destabilizzare democrazie e manipolare il consenso.
La vera domanda non è se esista la guerra cognitiva.
La domanda è: quanto siamo già dentro?
Mercoledì 25 febbraio alle 18.00 analizzeremo la forma più subdola del conflitto moderno – quella che non si vede, ma che ha già ora te nel mirino!
