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Industria

Rheinmetall accelera la produzione di droni da combattimento

Rheinmetall · · 2 min di lettura

Negli ultimi anni, i droni e le munizioni circuitanti (Loitering Munitions) hanno assunto un’importanza sempre crescente nella guerra moderna. Rheinmetall ha risposto a questo sviluppo sia per quanto riguarda l’impiego di queste armi moderne, sia per la difesa contro di esse.

Qualche mese fa Rheinmetall ha completato un moderno impianto di produzione destinato all’assemblaggio, ai test e alla produzione e integrazione delle testate per munizioni circuitanti (LM). Nel frattempo, la produzione in serie è a pieno regime. L’impianto è gestito dalla controllata italiana RWM Italia presso i suoi siti di Musei e Domusnovas, in Sardegna. Per questo progetto Rheinmetall collabora con il produttore UVision Air Ltd.

Una parte della linea produttiva si trova nello stabilimento Rheinmetall di Musei, dove vengono assemblati e testati i componenti inerti ed elettronici. Le testate vengono fabbricate e integrate nelle munizioni presso lo stabilimento Rheinmetall di Domusnovas.

L’attuale gamma di prodotti comprende:

  • HERO 30 (piccola LM portatile per uso da parte della fanteria)
  • HERO 120 (LM di medie dimensioni per attacchi di precisione contro veicoli corazzati e installazioni fisse)
  • HERO 400 (LM a medio/lungo raggio per attacchi di precisione contro posizioni fortificate)

Il portafoglio ordini attuale supera i 200 milioni di euro per varie tipologie di LM HERO da consegnare a otto diversi Paesi, sia NATO sia non NATO, in Europa.

Inoltre, Rheinmetall dispone anche di propri droni e munizioni circuitanti nel proprio portafoglio. Tra questi figura il drone da ricognizione LUNA NG. Con i suoi sistemi aerei senza equipaggio, prodotti tra l’altro a Penzberg, Rheinmetall ha generato nel 2024 vendite per circa 120 milioni di euro. Rheinmetall collabora inoltre in questo settore con altre aziende di primo piano, come Lockheed Martin e Anduril.

Un ulteriore ambito in cui Rheinmetall è leader è la difesa contro i droni. Il suo portafoglio copre l’intera catena “dal sensore all’effettore”, dalla rilevazione e identificazione alle contromisure, impiegando disturbatori (jammers), sistemi di difesa aerea basati su cannoni (ad esempio lo “Skyranger”) o laser ad alta energia.

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