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A Molfetta si sarebbe potuta evitare la tragedia, AISS “da anni chiediamo al Ministero un cambio nelle regole per la gestione della sicurezza nei locali di pubblico spettacolo”.

redazione · · 3 min di lettura

Il presidente dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, all’indomani della sparatoria all’interno di un locale di Molfetta che ha causato la morte di una 19enne, torna a chiedere al Ministero dell’Interno di recepire le richieste dell’associazione, “sono quasi vent’anni che chiediamo al Ministero di cambiare le regole, la sicurezza non può essere sottovalutata o fatta gestire da soggetti privi di requisiti” così il dott. Franco Cecconi , all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza nei locali da ballo. AISS è l’associazione che rappresenta Agenzie autorizzate ai sensi dell’art.134 del TULPS su tutto il territorio nazionale, agenzie riconosciute dalle Prefetture ed autorizzate ad erogare e predisporre la sicurezza in eventi, locali, partite di calcio e manifestazioni. 

Il nostro personale, in particolare gli Addetti ai Servizi di Controllo, operano su un impianto normativo farraginoso e in un mercato imperversato da soggetti abusivi, da anni chiediamo al legislatore di rivedere le norme per consentire ai nostri operatori di lavorare per garantire la sicurezza degli avventori, purtroppo in questi anni la situazione è peggiorata, ed il mercato sta finendo in alcuni territori in mano a soggetti privi di requisiti e capacità. L’assenza di una legislazione che consenta alle agenzie autorizzate di poter imporre misure di sicurezza efficaci ed adeguate alle situazioni è alla base di molte tragedie. 

La morte di una 19enne colpita da un proiettile è una tragedia che si poteva evitare se alla porta del locale fosse stato adeguatamente predisposto un servizio di filtraggio con l’utilizzo di metal detector, così come avviene per le partite di calcio. 

Si chiama tecnicamente Pat- Down ed è una tecnica che consente senza che ci sia una vera e propria perquisizione di rilevare la presenza di metalli, armi bianche o come in questo caso pistole. L’operatore, Addetto ai Servizi di Controllo, in presenza di metalli invita l’avventore a mostrare il contenuto delle tasche o della borsa, ed in caso di diniego ne vieta l’ingresso al locale. Nelle situazioni dove questa modalità di controllo ci viene consentita, lo dicono le statistiche, non sono mai avvenuti accoltellamenti o sparatorie. 

Abbiamo inviato una nuova richiesta al Ministro e al Sottosegretario competente per un incontro finalizzato ad ottenere un intervento che consenta al settore una crescita professionale tutelata dallo Stato, favorendo l’evoluzione di un mercato sano gestito unicamente da Agenzie autorizzate dallo Stato ad Operare. 

La dichiarazione del coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Francesco Giannella «I gestori dei locali notturni sono incapaci di garantire la sicurezza al loro interno» è purtroppo non priva di fondamento, occorre far gestire la sicurezza a chi a fatto della sicurezza la propria professione e non a chi si occupa professionalmente d’altro. Porre la parola fine alla logica tutta Italiana che vede la sicurezza come un costo e non come un servizio è l’obiettivo che AISS si è prefissata fin dalla sua nascita, la morte di questa povera ragazza ha acceso i riflettori su una situazione che si trascina da troppi anni, forse è giunto il momento di ascoltarci.

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