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8ª conferenza dottrinale dell’Esercito Italiano

Stato maggiore dell'Esercito italiano Stato Maggiore Esercito · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Si è appena conclusa l’8ª conferenza dottrinale dell’Esercito Italiano, organizzata e presieduta dal comando per la formazione specializzazione e dottrina dell’Esercito.

L’evento, svoltosi dal 14 al 16 novembre, ha visto la partecipazione, in presenza e in modalità on-line, dell’intera comunità dottrinale dell’Esercito: 140 rappresentanti appartenenti agli alti comandi, agli enti e ai reparti della Forza Armata.

La conferenza, oltre a costituire un importante momento di riflessione e confronto nonché una preziosa opportunità di crescita professionale, ha rappresentato l’occasione per esaminare il corpus dottrinale e aggiornarne il programma di sviluppo, presentare il punto di situazione sullo sviluppo capacitivo degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) mini e micro in ambito Esercito, approfondire il concetto sulle “Operazioni non a contatto”, individuare eventuali gap e comunicare il tema dottrinale, che definirà il principale riferimento per la pianificazione delle attività addestrative del prossimo anno.

La conferenza è stata presieduta dal comandante della formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carlo Lamanna.

Il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, nell’esprimere la propria soddisfazione per l’organizzazione della conferenza, ha sottolineato: “Dobbiamo riacquisire, anche sulla base di quello che sta succedendo nel mondo, piena consapevolezza della centralità delle operazioni condotte dalla componente terrestre nell’ambito delle operazioni militari moderne che si combattono “anche” nello spazio cibernetico.”

Il generale Serino, nell’ambito della capacità IMINT ha anche evidenziato la necessità di scrivere una dottrina che veda un impiego diffuso di tutti i sensori che acquisiscono informazioni attraverso immagini per definire le modalità di coordinamento.

“Dobbiamo essere capaci non solo di cambiare le procedure d’impiego ma anche quelle con cui si fanno le normative perché la nostra capacità di adeguare le procedure tecnico tattiche deve andare di pari passo all’evoluzione degli strumenti che utilizziamo”, ha terminato poi il capo di stato maggiore dell’Esercito.​

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