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I caccia della U.S. Navy: il Grumman F6F Hellcat

Francesco Sisto Francesco Sisto · · 3 min di lettura

Il Grumman F6F Hellcat fu – probabilmente – il caccia più importante della U.S. Navy nella Seconda guerra mondiale.

Il velivolo fu prodotto dal 1942 al 1945, e vennero realizzati più di 12000 esemplari.

I principali utilizzatori del mezzo, oltre alla Marina statunitense, furono lo United States Marine Corps, la Royal Navy e la Marine nationale. La Marina Nazionale dell’Uruguay impiegherà il mezzo fino al 1960.

Secondo le stime, durante il conflitto, gli F6F riuscirono ad abbattere più di 5000 aerei nemici.

È bene sottolineare che l’Hellcat fu – sostanzialmente – uno sviluppo dell’F4F Wildcat. Infatti, l’obiettivo era creare un nuovo caccia che fosse in grado di contrastare in maniera efficace gli Zero giapponesi (vedi articolo “I caccia giapponesi nella Seconda guerra mondiale: il Mitsubishi A6M (Zero)).

Il nuovo mezzo della U.S. Navy venne disegnato e attuato da un gruppo di tecnici, intorno al 1942, sotto la guida dell’ingegnere Leroy Randle “Roy” Grumman.

Il primo prototipo (XF6F-1) prese il volo la prima volta il 26 giugno del 1942 (foto), ed entrò in servizio attivo a partire dal 1943.

Del mezzo furono numerose le sottoserie e le varianti per adattare il modello base a diverse funzioni: caccia diurno, caccia notturno, ricognitore a lunga autonomia, aereo d’assalto e bombardiere.1

È bene precisare che l’F6F, inizialmente, venne preferito all’F4U Corsair come caccia da imbarcare sulle portaerei (vedi articolo I caccia della U.S. Navy: l’F4U Corsair).

Il battesimo del fuoco per gli Hellcat avvenne nel settembre del 1943. Quest’ultimi – nonostante le discrete dimensioni – furono in grado di offrire prestazioni migliori dei caccia Zero (forse anche grazie alla maestria dei piloti), e di garantire la superiorità aerea nel teatro del Pacifico. Di fatto, gli Hellcat presero parte a tutte le azioni e battaglie ingaggiate contro la Marina imperiale giapponese. A tale proposito, “leggendario” fu l’operato degli F6F nella battaglia del Mar delle Filippine (19/20 giugno 1944), quando sbaragliarono l’aviazione nemica. In quello scontro la U.S. Navy riportò una netta vittoria contro la Marina nipponica.

Gli F6F si rivelarono dei velivoli assai validi; tra i punti di forza vi era sicuramente l’autonomia, il buon armamento, la solidità e l’efficace manovrabilità.

Terminato il conflitto, il mezzo venne “rimpiazzato” dal Grumman F8F Bearcat. Quest’ultimo era entrato in servizio attivo nel maggio del 1945.

Il Grumman F6F-5 Hellcat aveva un’apertura alare di 13,06 m, altezza 3,99 m, lunghezza 10,24 m.

Il peso a vuoto era di 4190 kg, mentre carico 5714 kg.

Motore: 1 Pratt & Whitney R-2800 Double Wasp, potenza 2200 CV. La velocità massima era di 629 km/h e la quota di tangenza era di 11400 m.

L’armamento era composto da mitragliatrici Browning da 12,7 mm o cannoni da 20 mm. Inoltre, il velivolo poteva contare su razzi HVAR da 127 mm o razzi Tiny Tim da 298 mm.

L’aereo era in grado di trasportate fino a 1800 kg di bombe.

1 Cfr. G. Bonacina, Il caccia Hellcat, in Storia Illustrata n°181, 1972, p.54

Foto: USN

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