Breaking
Damasco e il falso messia Parigi mette la gabbia al Leclerc. Roma? Dentro “Alliance Wall 26”: i militari italiani sul fronte orientale della Nato Corsair ASV: il piccolo scafo autonomo che anticipa la flotta ibrida Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” Damasco e il falso messia Parigi mette la gabbia al Leclerc. Roma? Dentro “Alliance Wall 26”: i militari italiani sul fronte orientale della Nato Corsair ASV: il piccolo scafo autonomo che anticipa la flotta ibrida Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore”

eVA Ungheria: continua l’attività della brigata Julia all’interno del battle group NATO

stato maggiore difesa Stato Maggiore Difesa · · 2 min di lettura

Continua l’impegno della brigata alpina “Julia” nell’ambito dell’operazione di enhanced Vigilance Activity (eVA) in Ungheria, dove dal febbraio scorso è inquadrata all’interno del battle group della NATO a guida ungherese, costituito, oltre che da militari italiani, anche da contingenti provenienti dalla Croazia e dagli Stati Uniti d’America.

Negli ultimi mesi, i reparti della “Julia” hanno sviluppato numerose attività esercitative,  seguendo una progressione addestrativa in tre fasi, che ha garantito  una preparazione graduale di tutto il personale del battle group.

La prima fase è servita a standardizzare le diverse procedure operative utilizzate da contingenti militari di diverse nazionalità (americano, croato e ungherese), in un contesto operativo in cui vengono impiegate diverse componenti terrestri, dalla fanteria, all’artiglieria sino all’impiego del genio e della cavalleria.

Costituita una solida base di partenza, le fasi successive hanno visto l’integrazione della compagine italiana con le altre componenti del battle group, con attività, sia di carattere difensivo sia offensivo, che hanno consentito l’applicazione pratica delle procedure dottrinali dell’Alleanza Atlantica.

Addestrarsi in un contesto così vasto e ampio, a livello internazionale, ha permesso di accrescere la preparazione e il bagaglio d’esperienza di ogni singolo militare, che ha potuto così addestrarsi sul terreno fianco a fianco con i soldati di Paesi Alleati, confrontando tecniche e procedure e superando la prima e la più classica delle difficoltà: la diversità della lingua. 

Tutto questo è anche stato possibile grazie al supporto dell’Italian National Support Element, ovvero la componente logistica nazionale, che ha supportato le attività operative della compagnia di manovra italiana, facendo ricorso alla logistica.

Nell’arco di questi sei mesi, infatti, oltre alle manutenzioni ordinarie eseguite in loco dal personale preposto, sono state compiute diverse assistenze logistiche straordinarie con squadre di tecnici specializzati provenienti dall’Italia, che hanno permesso il ricondizionamento completo di sistemi d’arma e piattaforme di combattimento, come la blindo Centauro o l’obice FH70. In questo modo il contingente italiano ha potuto operare con continuità e sempre alla massima efficienza.

Tutte le attività operative e addestrative condotte dalle Forze Armate italiane sul fianco sud-orientale della NATO sono disposte dal capo di stato maggiore della Difesa e svolte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal comando operativo di vertice interforze (COVI).

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione