Breaking
11 maggio 1860 – Marsala, i Mille e la Royal Navy: inizia il dominio cognitivo sugli italiani Attacco al potere. Paranoia in insalata russa Trump contro Leone XIV: perché la Casa Bianca ora teme il Vaticano Ucraina: terra in cambio di pace? Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore” 11 maggio 1860 – Marsala, i Mille e la Royal Navy: inizia il dominio cognitivo sugli italiani Attacco al potere. Paranoia in insalata russa Trump contro Leone XIV: perché la Casa Bianca ora teme il Vaticano Ucraina: terra in cambio di pace? Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington Il prezzo della pace: oggi il Donbass, domani le Hawaii? L’Italia riceve da Rheinmetall il primo sistema di difesa aerea Skynex Vigilanza privata, Cecconi (AISS): «Chi viola le regole tradisce un intero settore» Mosca sotto attacco: l’eliminazione del generale Sarvarov e le ombre sui negoziati 18 dicembre 1941: la Notte di Alessandria, un’impresa leggendaria Il mortaio da 81mm americano cambia categoria? KNDS e Leonardo: accordo per lo sviluppo congiunto di un nuovo programma Accademia Aeronautica: consegnati i gradi di sottotenente agli aspiranti del Corso Drago VI Avvicendamento al comando della brigata paracadutisti “Folgore”

La Turchia e gli idrocarburi del Caspio

Andrea Gaspardo Andrea Gaspardo · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Nel corso di un recente vertice trilaterale con il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Heydar oğlu Aliyev, e quello del Turkmenistan, Serdar Gurbangulyýewiç Berdimuhamedow, il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha colto l’occasione per rimarcare l’impegno di Ankara nel rafforzare le relazioni con Baku ed Asghabat nel quadro della ormai pluridecennale strategia di politica estera turca inaugurata già nei primi anni ’90 del XX secolo dall’allora presidente turco Halil Turgut Özal che aveva teorizzato una metodica penetrazione politica, economica e culturale da parte del gigante anatolico nei confronti dei paesi musulmani a cultura turcofona divenuti indipendenti sulle ceneri dell’Unione Sovietica. Inevitabilmente, l’argomento principale del trilaterale è stato l’apertura di un nuovo corridoio energetico che, dal Turkmenistan, dovrebbe portare il petrolio turkmeno in Turchia passando per l’Azerbaigian.

Interessante notare come questo accordo (dagli inevitabili riflessi strategici) incomba come un macigno sul futuro del conflitto armeno-azero combattuto tanto nella regione del Nagorno-Karabakh quanto lungo l’approssimativo e tutt’altro che ben definito confine che separa l’Armenia dall’Azerbaigian. Non esiste infatti un continuum territoriale tra Turchia ed Azerbaigian, ed una delle accuse che, giustamente, vengono rivolte nei confronti di Baku soprattutto alla luce delle continue tensioni e degli attacchi unilaterali registrati negli ultimi mesi nell’area di crisi, riguardano proprio il neanche tanto velato obiettivo di amputare territorialmente, quando non di far sparire completamente, l’Armenia al fine di creare quell’unico blocco territoriale panturco che tanto fa sognare i satrapi di Ankara e Baku e non fa dormire sonni tranquilli e Mosca e Teheran.

Vista la situazione di estrema debolezza nella quale versa al momento l’economia turca (basterà ricordare che in un anno e poco più la lira turca abbia perso la metà del proprio valore contro l’euro!) è perfettamente comprensibile che Erdoğan stia moltiplicando gli sforzi per garantirsi da un lato un accesso sicuro alle fonti energetiche e dall’altro rafforzare lo status del suo paese come polo di smistamento energetico a cavallo tra Oriente ed Occidente al fine di togliere a Mosca la tutela esclusiva delle vie energetiche dell’area caucasica e dell’Asia Centrale. In questo contesto va letto anche il tentativo turco di accedere all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, ormai il principale attore geopolitico dell’area asiatica.

È presto per dire quali siano gli obiettivi finali dell’autocrate turco, ma se c’è qualcosa che la Storia dovrebbe averci ormai insegnato è che egli non vada mai sottovalutato.

Foto: presidency of the republic of Turkey

Sostieni il Giornalismo Indipendente

Difesa Online è libero e accessibile a tutti grazie ai lettori come te. Ogni contributo ci aiuta a continuare il nostro lavoro di informazione e analisi.

Dona ora con PayPal

Pagamento sicuro e protetto

Testo:
Ti piace quello che leggi? Sostieni Difesa Online con una donazione