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Nave Borsini rientra ad Augusta

Marina Militare · · 2 min di lettura

Con il rientro del pattugliatore d’altura Comandante Borsini lo scorso 18 dicembre ad Augusta termina per il 2022 la presenza della Marina Militare nel Golfo di Guinea, presenza che però riprenderà presto, già dal mese di gennaio del 2023.

A contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Operazione Gabinia, primo fra tutti il contrasto del fenomeno della pirateria, sono state le fregate Rizzo e Marceglia e il pattugliatore d’altura Comandante Borsini, che si sono alternate in tre diverse rotazioni, raggiungendo oltre 230 giorni di navigazione e percorrendo più di 40.000 miglia nautiche.

Efficaci gli interventi in area portati a termine dalle diverse unità come quello di Nave Borsini nell’ultimo periodo in soccorso della petroliera B. OCEAN (con bandiera delle Isole Marshall) rimasta alla deriva, a circa 300 miglia dalla costa, dopo essere stata attaccata da un gruppo di pirati, oppure, le azioni compiute dalla fregata Luigi Rizzo nel mese di aprile, al fine di dissuadere i pirati dal persistere nell’attività illecita perpetrata ai danni del mercantile “Arch Gabriel” (Isole Marshall).

La Marina Militare ha così garantito la presenza e la sorveglianza in una zona considerata tra le più pericolose al mondo per la navigazione a causa del crescente numero di attacchi di pirateria ai danni del traffico mercantile marittimo ma, allo stesso tempo, di vitale importanza strategica per il Paese e per il commercio internazionale.

Durante la missione, le unità della Marina Militare hanno condotto attività di cooperazione con le Marine locali e alleate presenti nella regione, con lo scopo di incrementare il livello di cooperazione con le Marine dei Paesi rivieraschi.

Le diverse esercitazioni sviluppate con le compagnie armatoriali nazionali, le cui navi mercantili spesso solcano le acque del Golfo di Guinea, hanno permesso di raggiungere nuovi standard di interoperabilità e favorito l’innalzamento del livello di sicurezza nella regione.

Un impegno a 360 gradi quello svolto dagli uomini e dalle donne della Marina Militare, che hanno operato in quest’area anche a supporto di importanti progetti di collaborazione dal significativo valore sociale e umanitario, al fiano di associazioni come la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus. Collaborazioni che, grazie anche al supporto delle autorità diplomatiche italiane, hanno permesso la fornitura di apparecchiature sanitarie destinate ad alcuni ospedali africani.

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