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L’Italia preferisce Teseo a Perseo

Tiziano Ciocchetti Tiziano Ciocchetti · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Il consorzio europeo MBDA (formato da BAE Systems e Airbus Group, con il 37,5% di quote ciascuno e da Leonardo, per il restante 25%) sta sviluppando un nuovo missile da crociera antinave/land attack, destinato a sostituire le ultime versioni dell’EXOCET e dell’HARPOON, in dotazione rispettivamente alla Marine Nationale e alla Royal Navy. Sostituirà inoltre il missile stand-off SCALP-EG che attualmente equipaggia la RAF e l’Aeronautica Militare francese e, nella versione navale (SCALP NAVAL), la Marine Nationale.

Le caratteristiche della nuova arma (immagine apertura), denominata Perseo (Perseus), riguarderanno la possibilità di avere una velocità ipersonica (superiore a mach 5), un pacchetto di sensori avanzato a doppia modalità (che comprende un radar AESA combinato con un radar laser o LADAR) che consente al sistema di funzionare in qualsiasi condizione meteorologica e in tutte le configurazioni di ingaggio terminale. Le modalità radar, quali SAR (Synthetic Aperture Radar) e DBS (Doppler Beam Sharpening), consentono il rilevamento e la selezione di bersagli a lunga distanza in ambienti tattici navali e terrestri complessi, inclusi quelli dotati di contromisure avanzate.

Al momento si parla di una gittata massima superiore ai 300 km, tuttavia crediamo che questo valore possa essere incrementato.

Caratteristiche principali dei missili Perseo sono la possibilità di essere impiegati da unità navali di superficie, sottomarini e da velivoli, nonché di trasportare una testata di guerra principale da 200 kg e due secondarie da 50 kg ciascuna. Tale configurazione permetterebbe di colpire più bersagli con un solo missile, oppure di colpire un’unità navale di grandi dimensioni (come ad esempio una portaerei o una LHD) in più punti, creando così un maggior numero di danni.

Per quanto riguarda i tempi di consegna dei nuovi missili, Francia e Regno Unito sperano di averli entro il 2030, allorquando gli SCALP EG saranno considerati obsoleti.

Già in passato industrie facenti parte del consorzio MBDA hanno sviluppato sistemi missilistici che poi sono andati ad equipaggiare (anche se non necessariamente tutte e tre insieme) le Forze Armate francesi, britanniche e italiane, come ad esempio il sistema superficie-aria ASTER 15/30, il missile aria-aria METEOR, oppure il già citato missile stand-off SCALP EG.

Appare quindi “singolare” che l’Italia sia esclusa dal progetto Perseo, probabilmente per scelta – da parte nostra – politica. È altresì vero che il nuovo missile sarà collocato all’interno delle celle VLS A70, di cui le nostre unità navali sono sprovviste (sia i caccia Doria che le fregate Bergamini sono dotate di celle A50, meno capienti delle A70). Inoltre i sottomarini classe Todaro non sono predisposti per imbarcare missili da crociera. Rimarrebbe la sola possibilità di installarli sui caccia F-35A dell’Aeronautica Militare, in sostituzione dei STORM SHADOW (SCALP EG).

Alla luce del mutato quadro internazionale e della ormai riconosciuta necessità, per una nazione che voglia avere un peso (seppur minimo) sullo scacchiere internazionale, di dotarsi di sistemi d’arma strategici, l’Italia continua ad avere Forze Armate (a eccezione dell’AM) dotate di equipaggiamenti da peacekeeping piuttosto che per affrontare un conflitto, non dico di media/alta intensità, ma almeno sul tipo Nagorno Karabakh.

Di contro, invece di dotarci di sistemi ipersonici, la Marina Militare sta per acquisire una nuova versione del missile antinave TESEO, la Mk-2/E (EVO). Il nuovo missile, lanciabile solo da unità di superficie, è accreditato di prestazioni molto simili all’americano RGM-84L HARPOON Block II che ha effettuato il primo lancio di prova nel 2001!

Immagine: MBDA

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