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Gli attacchi ucraini sui depositi di armi e munizioni russe a Donetsk (città)

3 min di lettura
David Rossi

La guerra in Ucraina – ormai prossima alla scadenza dei quattro mesi – ci ha fatto conoscere alcuni luoghi la cui presenza e soprattutto la cui struttura ha influenzato il corso del conflitto: lo stabilimento-fortezza dell’Azovstal a Mariupol, la mega fabbrica Azot a Severodonetsk e l’aeroporto di Hostomel hanno dato al combattimento un andamento insolito ed inatteso.

Eppure, c’è un elemento a dir poco insolito che di inatteso, fino almeno alla metà di giugno, ha avuto solo il fatto di non essere al centro delle ostilità: parliamo di Donetsk la capitale di una delle “Repubbliche Popolari” riconosciute da Putin il 21 febbraio.

Non occorre l’intuito di Sherlock Holmes per notare come Donetsk sia proprio appoggiata alla linea di frizione fra l’Ucraina indipendente e l’area controllata da Mosca. Ora, osservate la mappa (immagine apertura).

Avrete notato che da nord a sud il fianco orientale è una “cintura di fuoco”, che proprio qui, stranamente, sembrava meno incandescente. Fra le due parti si era determinata una situazione di fatto come segue: da aprile a giugno la Russia ha esercitato la massima pressione prima su Mariupol e, poi, sempre di più attorno e, adesso, dentro la capitale di fatto dell’oblast di Luhansk, Severodonetsk. Gli Ucraini, impegnati dai Russi su un fronte lunghissimo – oltre 1.100 chilometri – non hanno probabilmente ritenuto di dover “alzare la tensione” dalle parti di Donetsk, nonostante l’eccezionale vicinanza della città ai combattenti di Kiev. Intendiamoci: qui si combatte eccome… ma niente di paragonabile ad altri luoghi.

Poi, qualcosa è cambiato… Negli ultimi quattro giorni una decina di potenti esplosioni hanno colpito basi militari e soprattutto depositi di armi e munizioni nel territorio metropolitano di Donetsk. Fra gli obiettivi colpiti dagli Ucraini segnaliamo il centro congressi ed espositivo ExpoDonbass, in cui la stampa di Kiev in passato aveva denunciato una forte concentrazione di mezzi e armamenti.

Le colonne di fumo, dalla periferia al centro città, sono visibili in filmati di cui vi mostriamo qui alcune istantanee.

Inutile dirvi che i Russi hanno perso decine, forse centinaia, di tonnellate di mezzi, armi e munizioni.

Che cosa è cambiato? Sì, sono certamente arrivati obici europei ed americani in grado di colpire fino ad 80 chilometri in profondità. Poi, si è attivata una rete resistenziale probabilmente collegata anche ad alcuni elementi antiregime attivi all’interno della Federazione russa.

Infine, riteniamo probabile che l’eccezionale sforzo portato avanti dai Russi più a Nord abbia creato un vero e proprio “ventre molle” nel Sud del Donbass, per coprire il quale le truppe del Cremlino dovranno spostare alcuni battaglioni verso Sud. Forse il vero obiettivo degli Ucraini, al di là dell’enorme danno logistico inflitto?

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