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Scandali e fughe da GazpromBank: ve ne parliamo per primi in Italia

David Rossi David Rossi · · 3 min di lettura

Questa sarebbe una storia da non credere, se non l’avesse raccontata, con tanto di video, il protagonista al sito russo indipendente The Insider e riportata il sito ucraino di notizie economiche liga.net. Igor Volobuev, vicepresidente della Gazprombank, la “banca del gas” a cui i governi di mezza Europa pagano le “bollette”, ha fatto sapere di essere fuggito dalla Russia per unirsi alla guerra a fianco dell’Ucraina, diventando almeno il quarto alto dirigente o funzionario noto ad aver fatto questo percorso, ma soprattutto il primo a metterci la faccia.

Volobuev, cinquantenne e da trent’anni alle dipendenze di Gazprom con una carriera di grande successo, ha fatto sapere di aver lasciato la Russia il 2 marzo e di essersi unito alle forze di difesa territoriale ucraine perché: “Non riuscivo a guardare da bordo campo quello che la Russia stava facendo alla mia patria”, ha detto Volobuev, nato nella città ucraina nord-orientale di Okhtyrka.

Ha spiegato: “I russi stavano uccidendo mio padre, i miei conoscenti e gli amici intimi. Mio padre ha vissuto per un mese in un freddo seminterrato. Persone che conoscevo fin dall’infanzia mi dicevano che si vergognavano di me”.

Volobuev ha fatto sapere di essere stato licenziato subito dopo aver lasciato la Russia ma anche che nessuno in Russia era a conoscenza fino in fondo della sua decisione.

Volobuev ha anche confessato di aver fatto parte del team di pubbliche relazioni di Gazprombank incaricato di minare il sistema di trasporto del gas dell’Ucraina agli occhi dei consumatori europei. Ricordiamo che gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni contro Gazprombank il giorno stesso in cui la Russia ha attaccato l’Ucraina.

Volobuev ha sollevato fortissimi dubbi sulle spiegazioni ufficiali degli omicidi-suicidi dell’ex vicepresidente della Gazprombank Vladislav Avaev, avvenuto a Mosca, e dell’ex top manager del gigante energetico Novatek Sergei Protosenya, in Spagna. Non crede assolutamente che fossero suicidi: anzi, l’esecuzione di Avail potrebbe essere stata “messa in scena perché potrebbe aver saputo troppo”.

Altri alti dirigenti e funzionari noti per aver lasciato la Russia durante la guerra, anche se con un profilo più basso, includono il primo vicepresidente del consiglio di Sberbank Lev Khasis, l’inviato presidenziale Anatoly Chubais e il vice CEO di Aeroflot Andrei Panov.

Crediamo di essere fra i primi in italia a riportare questa notizia e non ce ne stupiamo, visto che del miliardo di euro che transitano dall’Europa alla Russia di Putin attraverso GazpromBank, una buona parte vengono dal nostro Paese. Ci vuole un bel coraggio a parlare del marcio attorno a questo colosso.

Fotogramma: YouTube

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