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La Russia a dieci giorni dal culmine dello sforzo? Lo sostiene un famoso generale americano

David Rossi David Rossi · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Ben Hodges non è un ufficiale in pensione da prendere alla leggera. Il tenente generale Hodges è, infatti, ex comandante generale delle forze armate statunitensi in Europa. Ed ha idee molto chiare e importanti sulla guerra d’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa.

Fin da subito ha affermato che questa guerra “merita l’attenzione di tutti gli americani” e che rappresenta una sfida a “tutti i nostri valori sulla sovranità delle nazioni, alle persone che vogliono essere libere e indipendenti”.

Ebbene, il tenente generale in pensione Ben Hodges sostiene da quasi dieci giorni, con interviste e dichiarazioni pubbliche, che le forze russe non saranno in grado di catturare la capitale ucraina di Kiev, a causa delle dimensioni della città e della resistenza opposta non solo dall’esercito ucraino, ma dai suoi cittadini: nonostante “molte più distruzioni e combattimenti” a Kiev e dintorni, la capitale “non cadrà” e “i russi non saranno in grado di farcela”.

Con ancora più forza, Hodges sostiene che l’esercito russo si è basato “una strategia di logoramento per raggiungere i suoi obiettivi… compensando la loro scarsa pianificazione, la logistica terribile, l’incapacità di condurre un’efficace azione” e, sbagliando, ha sottostimato “la forza dei combattenti ucraini”. Precisa, inoltre, di non credere che i Russi “possano sostenere questa potenza di fuoco ‘travolgente’ poiché la loro logistica peggiora e la logistica per l’Ucraina migliora… Né credo che abbiano il personale, la logistica o il tempo per condurre questo approccio in modo efficace”.

La strategia iniziale del presidente russo Vladimir Putin quando ha invaso l’Ucraina – prendere rapidamente d’assalto le principali città, cacciare il presidente filoccidentale Volodymyr Zelensky e sostituirlo con un governo fantoccio filorusso -. Nel fare tutto questo, la Russia “ha fallito”, a detta di Hodges.

Dopo la guerra lampo, è stato il turno dei raid sulle città. Ora, invece, i Russi hanno spostato la loro attenzione sui rifornimenti provenienti dalla NATO e dagli Alleati, come nel caso delll’attacco di domenica 14 marzo contro Yavoriv, ​​poco fuori dalla città di Leopoli, in parte per fare una dimostrazione di come possano raggiungere le linee di comunicazione che portano rifornimenti e supporto dalla Polonia all’Ucraina.

“Non credo – dice Hodges – che dovremmo reagire in modo eccessivo a questo. I russi sono a una decina di giorni da quello che viene chiamato il punto culminante, quando semplicemente non hanno più le munizioni né il personale per sostenere il loro assalto. Penso che dovremo continuare a far affluire aiuti: presto i russi saranno al culmine del loro sforzo”.

Foto: archivio U.S. Army

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